venerdì, Febbraio 13, 2026
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 Piano per l’assetto idrogeologico del Fiume Po, Legacoop Romagna:  le imprese stanno preparando le osservazioni

(Sesto Potere) – Romagna, 13 febbraio 2026 – “Si confermano le preoccupazioni delle imprese relativamente al nuovo Piano per l’assetto idrogeologico del Fiume Po, esteso a tutte le fasce fluviali della Romagna.  Un piano messo a punto dall’Autorità di Bacino Distrettuale, che si pone l’obiettivo, importante e condiviso, della sicurezza idrogeologica del territorio ma, contestualmente, per come fino a qui scritto, blocca milioni di investimenti, necessari al consolidamento economico della Romagna e alla tenuta dell’occupazione, in tutti i settori produttivi, dall’agricoltura, alla manifattura, ai servizi e alla grande distribuzione organizzata”: lo afferma in una nota Legacoop Romagna che ricorda di aver già evidenziato nelle scorse settimane: “i numeri del problema, che sono davvero significativi: una stima di 500 milioni di interventi delle cooperative associate da realizzarsi nel prossimo quinquennio, che resterebbero fermi”.

“Le imprese stanno definendo le osservazioni da presentare, con le modalità ed i tempi indicati, all’Autorità di Bacino: va evidenziato, a tal fine, che al momento sono già bloccati anche investimenti che avevano terminato un lungo iter autorizzativo, per i quali le aziende hanno già sostenuto costi, non solo progettuali. Un bel problema. Ma c’è una novità: a seguito della adozione del decreto, che risale allo scorso 30 dicembre, pochi giorni fa, l’Autorità di Bacino ha pubblicato anche le mappe della pericolosità e del rischio di alluvioni nella scala più appropriata (i cosiddetti “tiranti”), da cui si evince la perimetrazione della esondabilità specifica delle aree, suddivisa in tre diversi scenari di probabilità: scarsa probabilità, legata ad eventi estremi, media probabilità ed elevata probabilità”: aggiunge ancora Legacoop Romagna (nella foto il presidente Lucchi).

L’associazione pensa che si possa davvero valutare in profondità il punto di caduta applicativo del decreto, tenendo conto, in particolare, del nuovo quadro normativo e regolamentare in cui dovrà essere recepito dagli Enti Locali e cercando di trovare, in tale ambito, i punti di equilibrio necessari. 

Legacoop Romagna lo aveva già auspicato nei giorni scorsi: “bisogna mettere in sicurezza la Romagna, ma distinguendo tra le aree che hanno avuto problemi alluvionali e le aree nelle quali, invece, il problema è stato e sarà ancora di impatto inferiore o irrilevante”.

L’importanza del tema, del resto, è evidenziata anche dai diversi soggetti istituzionali che, nei giorni scorsi, insieme a Legacoop Romagna, hanno evidenziato il problema attivandosi per individuare una possibile soluzione: la parlamentare Rosaria Tassinari, che ha prontamente presentato al Ministro Salvini un’interrogazione per chiarire la portata applicativa del nuovo PAI e sollecitare un confronto preventivo con le imprese e gli enti locali; il Comune di Rimini, preoccupato per le ripercussioni sul progetto di ampliamento della Fiera; Ance che ha, comprensibilmente, richiamato al rischio di una nuova crisi dell’edilizia e, soprattutto, di future delocalizzazioni produttive da parte delle imprese.

“Il nostro è un appello rivolto a tutti: Sindaci, amministratori romagnoli e Regione Emilia-Romagna, già impegnati a verificare, come noi, i contenuti del provvedimento, parlamentari locali e Governo.  Siamo consapevoli dell’entità della sfida, che deve essere coraggiosa, responsabile e visionaria, ma libera dagli steccati ideologici, perché se la Romagna si fermasse, a farne le spese maggiori sarebbero ancora, nuovamente, i suoi cittadini”.”: conclude Legacoop Romagna.