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Arte, Parma celebra Claude Monet nel centenario della sua morte

(Sesto Potere) – Parma – 12 febbraio 2026 – “Questa mostra sul movimento artistico dell’Impressionismo a Parma vuole evidenziare gli aspetti caratteristici della pittura di metà ‘800 e la trasformazione che la luce portò , insieme al tubetto del colore, nel mondo artistico dell’epoca. L’esposizione, divisa in quattro aree, si concentra in particolare con un focus sul lavoro di Claude Monet, proprio nel centenario dalla sua morte, che fu uno degli artefici principali della diffusione di questo nuovo modo di dipingere dove la visione soggettiva della luce, e i suoi riflessi, rappresentano la sintesi estetica delle opere del periodo”.

 Con queste parole il curatore della mostra, lo storico dell’arte Stefano Oliviero, ha presentato alla stampa questa mattina la mostra Impressionisti: 100 anni di riflessi. Gli Impressionisti da Monet a Bonnard, che aprirà al pubblico da sabato 14 febbraio al 31 maggio 2026 nelle sale di Palazzo Tarasconi a Parma.

L’esposizione, prodotta da Navigare S.r.l. con il patrocinio della Provincia di Parma presenta più di 70 opere di oltre 30 artisti, provenienti da collezioni private italiane e francesi, tra le quali spiccano due dipinti di Monet, figura cardine della rivoluzione artistica impressionista proprio nel centenario della morte del pittore francese Claude Monet (1840 – 1926). Un focus speciale mette, infatti, in dialogo l’opera giovanile Tempête à Sainte-Adresse (1857 ca.) e un dipinto della maturità, Les Pêcheurs de Poissy (attr., 1882 ca.), offrendo uno sguardo privilegiato sull’evoluzione della poetica del Maestro, autore del celebre dipinto Impression, soleil levant (1872) da cui il movimento impressionista prese il nome, e sulle tecniche che hanno influenzato generazioni di artisti.

Nei 100 anni di riflessi evidenziati dal titolo, corre la storia dell’arte e risiede il significato della mostra che rimanda non solo al riflesso della luce, elemento centrale nell’opera di Monet e degli Impressionisti, ma anche il riflesso di un’eredità artistica che, a cento anni dalla scomparsa dell’artista, continua a influenzare e ispirare il mondo dell’arte.

     A illustrare questo percorso, l’esposizione presenta dipinti a olio, acquerelli, disegni e incisioni in 4 aree narrative in cui leit motiv diventano la ricerca sulla luce, sull’uso del colore e sulla raffigurazione artistica della realtà in diversi ambienti e contesti, all’aperto o in luoghi anticonvenzionali, con il filtro della percezione personale. La prima area narrativa, “Verso il cambiamento”evidenziail clima di rinnovamento della prima metà dell’Ottocento, che vede la pittura francese ancora legata all’accademismo, ma già attratta dalla pittura en plein air praticata dalla Scuola di Barbizon. A questo capitolo narrativo appartengono, tra gli altri, i dipinti di Theodore Rousseau, Charles-François Daubigny, Jean François Millet, Antoine Guillemet, Eugène Isabey, Narcisse Virgile Diaz De La Peña esposti in mostra.

Nella seconda area narrativa, “Tra natura osservata e natura percepita”, la pittura rivaluta lo sguardo: l’osservazione dal vero mette in discussione le regole tradizionali. Gli artisti iniziano a sperimentare come la percezione influenzi la rappresentazione, con la luce che diventa elemento centrale e mutevole, capace di trasformare colori e atmosfere. Un orientamento, questo, che trova il suo compimento nella fase illustrata nella terza area della mostra, “La pittura come esperienza del momento”, racconto della Belle Époque impressionista, con alcuni dei suoi immediati anticipatori e protagonisti in mostra: Eugène Boudin, maestro di Monet, Alfred Sisley, Paul César Helleu, Johan Barthold Jongkind, Henri Gervex, Giovanni Boldini. La pittura si concentra sulla percezione immediata, la luce naturale diventa il vero soggetto, la pennellata si frammenta, mentre il colore acquista autonomia, e la vita moderna entra pienamente nella pittura. Ogni dipinto diventa il risultato di un incontro tra occhio, luce e momento vissuto.

     Infine, l’area “Oltre l’impressione” traghetta il visitatore verso il Novecento, quando i riflessi dell’Impressionismo si riverberano su artisti che avvertono il bisogno di andare oltre la registrazione immediata della luce e dell’attimo. Il colore si fa più intenso e libero, talvolta simbolico, e la luce concorre a creare atmosfere interiori e a trasmettere emozioni, come nell’acquerello di Pierre Bonnard, Vue à Le Cannet (1923). 

La mostra sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 19:30 (biglietto intero 13 euro), il sabato e la domenica chiusura alle 20:30.
Info: biglietto intero 15 euro.
Sito web:  www.navigaresrl.com