(Sesto Potere) – Forlì – 15 gennaio 2026 – Il Panathlon Club Forlì ha aperto il 2026 con un evento molto atteso dai Soci e dai numerosi ospiti presenti, richiamati nel salone Aurora di Palazzo Albicini dal roboante mondo dei motori. Mercoledì 14 gennaio è andata in scena una serata speciale, con la presenza di due campioni forlivesi assai amati, Andrea Dovizioso e Loris Reggiani, accompagnati dal giornalista Giovanni Zamagni, già firma della Gazzetta dello Sport e oggi inviato di Sky.
A condurre la serata è stato Boris Casadio, la voce inconfondibile del mondo delle due ruote, che ha presentato i tre ospiti. Reggiani, con la sua solita simpatia ed ironia, al termine della sua presentazione è intervenuto dicendo: “Casadio sulla mia carriera sa cose che non mi ricordo io!”
Dovizioso, campione del mondo della 125 nel 2004, è stato invece sollecitato a parlare del nuovo progetto in cui è stato coinvolto: “In pochi anni la MotoGP è molto cambiata e oggi do una mano alla Yamaha collaudando la nuova moto. L’obiettivo è quello di ritornare ad essere di nuovo nei primi posti della classifica. Nelle prove che ho effettuato in Malesia ho vissuto delle belle emozioni. È stato rifatto completamente il motore e tante altre cose. La Yamaha ha capito che era giunto il momento di cambiare la squadra, a partire dagli ingegneri, ma ci vuole un po’ di tempo per recuperare lo svantaggio accumulato. Negli ultimi cinque anni in MotoGP è anche cambiato il modo di guidare, ma ciò che fa la vera differenza sono le gomme”.
“Nel corso di circa due anni – ha detto ancora Dovizioso – ho sostenuto sei test, ora la Yamaha vuole che sia il più possibile presente durante tutto l’anno. Io sono in mezzo: da una parte mi rapporto con gli ingegneri, dall’altra con i piloti, e cerco di far dialogare tra loro le due categorie affinché si capiscano”.
Casadio, a questo punto, ha chiesto come potrà far convivere contemporaneamente due lavori: oltre ad essere collaudatore della Yamaha, Dovizioso gestisce la pista di motocross di Monte Coralli: “È molto difficile occuparsi di tutto ma per fortuna ho diverse persone che mi aiutano. Faccio fatica, però cercherò di dare il massimo”.
Subito dopo è toccato a Zamagni il compito di rispondere alle domande di Casadio: “Ho la fortuna di poter fare un lavoro che mi appassiona; le moto sono la mia vita, non ero un bravo pilota, ho tentato poi di diventare ingegnere ma, alla fine, per restare nel mondo che mi affascina sono diventato giornalista. Poter vivere a contatto con i piloti è di fatto un sogno realizzato”.
A proposito di piloti, Boris Casadio ha citato il turco Toprak Razgatloglu, chiedendo a Zamagni un parere su di lui.
“E’ un pilota in ascesa, ha gareggiato in categorie minori e ha vinto con la Yamaha, forse ci vorrà un periodo di apprendistato in MotoGP ma potrebbe fare bene anche nella nuova categoria”.
“Anche per me – ha aggiunto Dovizioso – potrebbe sorprendere ma ha poca esperienza. Nei test è andato forte ma non conosce bene i tracciati; per questo motivo non sono del tutto convinto; di certo c’è che la sua è davvero una bella storia”.
Per chiudere con la MotoGP è stato di nuovo chiamato in causa Zamagni: “Lo scorso anno Marc Marquez è stato fantastico, nettamente superiore a tutti.
Morbidelli ha ammesso con molta onestà che Marc ha fatto un altro sport rispetto agli altri piloti. La sorpresa invece è stata Alex Marquez, mentre Bezzecchi mi è piaciuto moltissimo e per me non è stato una sorpresa “.
Reggiani è stato invece interpellato sulle categorie minori. “Quando correvo io non c’erano molte differenze tra le varie categorie, il pubblico seguiva con lo stesso interesse sia la classe 50 sia la 500. Oggi invece non è così, la moto 1 e la moto 2 sono considerate inferiori e tutti i piloti tentano di entrare il prima possibile nella Moto GP, che la fa davvero da padrone. Quando correvo io nelle classi 125 e 250 mi sembrava che tutto fosse bellissimo, ma poi qualcuno diceva che ormai era cambiato tutto e il motociclismo era stato bellissimo dieci anni prima. Oggi succede la stessa cosa”.
Sempre Reggiani ha poi raccontato come è andata la sua carriera di commentatore tecnico in televisione: “I primi due anni sono stati una delusione. Mi sembrava che la trasmissione fosse noiosa, lunga e melensa. Poi arrivò Nico Cereghini che rese più vivace il nostro lavoro, e anche Guido Meda all’inizio mi piaceva tantissimo. Alla fine, però, smisi perché mi sembrava di rubare lo stipendio. Mi annoiavo ma, in realtà, l’adrenalina che ti dà la moto è unica”.
Infine, la premiazione finale dei quattro protagonisti della manifestazione ha chiuso una serata accattivante e da replicare in futuro.
Nella foto: da sinistra: Loris Reggiani, Andrea Dovizioso, Giovanni Zamagni, il Presidente del Panathlon Club Forlì Marilena Rosetti e Boris Casadio.

