mercoledì, Febbraio 25, 2026
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PAI Po, Tassinari (FI): “Dal Ministero fatta chiarezza: nessun nuovo obbligo immediato. La Regione ora si attivi”

(Sesto Potere) – Roma, 25 febbraio 2026 – Si è svolta oggi, in Commissione VIII alla Camera dei Deputati, la discussione dell’interrogazione a risposta immediata presentata da Rosaria Tassinari, deputata e coordinatrice regionale di Forza Italia per l’Emilia-Romagna, in merito agli effetti della variante al Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI) del bacino del Po.

Nel corso della seduta, il rappresentante del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha ricostruito il quadro normativo, chiarendo che la variante al PAI Po si inserisce in un percorso più ampio di riordino della pianificazione di bacino, con l’obiettivo di superare la frammentarietà degli strumenti vigenti e arrivare a un unico Piano distrettuale.

Particolare rilievo hanno avuto i chiarimenti forniti in merito all’applicazione delle misure temporanee di salvaguardia.

“In Commissione – dichiara Rosaria Tassinari – ho chiesto di fare piena chiarezza sugli effetti immediati delle nuove disposizioni, soprattutto nei territori dell’Emilia-Romagna colpiti dagli eventi alluvionali degli ultimi anni, dove si è generata incertezza tra Comuni, professionisti e imprese”.

Il Ministero ha precisato che, per quanto riguarda i territori di pianura esterni agli argini attuali e futuri, la nuova pianificazione non introduce vincoli prescrittivi aggiuntivi e immediatamente cogenti, ma prevede indirizzi normativi finalizzati ad accrescere la consapevolezza del rischio e a ridurre la vulnerabilità degli interventi urbanistico-edilizi e infrastrutturali.

“È un chiarimento fondamentale – sottolinea Tassinari – perché viene esclusa l’introduzione di nuovi obblighi diretti e vincolanti tali da bloccare automaticamente gli investimenti nelle aree di pianura. Si tratta di atti di indirizzo che mirano ad accompagnare Regioni ed enti locali in un percorso condiviso, affinché gli interventi siano realizzati in modo consapevole rispetto al rischio”.

Diversa è la disciplina per i territori a monte dei tratti arginati e nei fondovalle collinari e montani, dove sono previsti vincoli normativi specifici relativi alle fasce fluviali e alle aree in dissesto, in coerenza con la pianificazione di bacino già vigente nel resto del Distretto.

“Dal Ministero è arrivata una precisazione chiara – conclude Tassinari –: non ci sono nuovi obblighi immediatamente cogenti nelle aree di pianura, ma atti di indirizzo. Ora la Regione Emilia-Romagna si attivi rapidamente per fornire indicazioni operative univoche agli enti locali, superare le incertezze interpretative e dare risposte concrete a cittadini, professionisti e imprese”.