venerdì, Febbraio 13, 2026
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Operazione dei carabinieri: smantellato traffico di droga, sequestrati esplosivi e armi, 12 arresti

(Sesto Potere) – Pescara – 13 febbraio 2026 – La Compagnia Carabinieri di Penne, con il supporto del Comando Provinciale Carabinieri di Pescara, la collaborazione dei Comandi Provinciali di Ancona, Bari, Catania, Ferrara, Genova, L’Aquila, Latina, Reggio Emilia, Siracusa, Torino e Trapani e l’impiego di militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Puglia”, di Squadre Operative di Supporto dell’11° Reggimento Carabinieri “Puglia”, di militari delle Aliquote di Primo Intervento del Comando Provinciale di Bari, di Squadre d’Intervento Operativo dei Reggimenti “Lazio” e “Campania”, di due unità cinofile del Comando Provinciale Carabinieri di Chieti, unità cinofile “Cash dog” del Comando Gruppo della Guardia di Finanza di Pescara e di una squadra artificieri del Comando Provinciale Carabinieri di Ancona, ha dato esecuzione ad un’articolata operazione di polizia giudiziaria su scala nazionale, coordinata dal Sostituto Procuratore Dott.ssa Roberta D’Avolio della Procura della Repubblica presso il Tribunale di L’Aquila – Direzione Distrettuale Antimafia.

L’operazione, che ha visto coinvolti oltre 250 militari sull’interno territorio nazionale, ha consentito l’esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emessa in data 2 febbraio 2026 dal Tribunale di L’Aquila – Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della citata Procura.

Il provvedimento ha interessato complessivamente sette soggetti, ritenuti gravemente indiziati di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

Nei loro confronti sono state applicate cinque misure di custodia cautelare in carcere e due misure degli arresti domiciliari. Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, sono stati eseguiti ventiquattro decreti di perquisizione domiciliare nei confronti di altrettanti indagati dislocati sull’intero territorio nazionale.

Le attività sono state demandate ed eseguite dai Comandi dell’Arma dei Carabinieri territorialmente competenti, che hanno operato in maniera coordinata nell’ambito del medesimo procedimento penale.

Nel corso delle perquisizioni eseguite sul territorio nazionale sono stati conseguiti risultati di assoluto rilievo.

L’attività costituisce l’esito di un articolato percorso investigativo, convenzionalmente denominato “Last Delivery”, avviato nel mese di maggio 2024 dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Penne, in provincia di Pescara, che ha consentito di ricostruire l’esistenza, l’operatività e la struttura di un sodalizio criminale associativo dedito allo spaccio di droga stabilmente organizzato, caratterizzato da una precisa ripartizione di ruoli, dalla continuità dell’azione delittuosa e dalla disponibilità di armi ed esplosivi.

È stato accertato come l’organizzazione fosse attiva già dal 2021 e fosse dedita, in via principale, al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina e hashish.

Il gruppo operava stabilmente nei comuni di Montesilvano e Penne, con un sistema di distribuzione esteso all’intera area vestina.

Al vertice del sodalizio vi era un soggetto residente a Montesilvano che, attraverso gli altri affiliati, assicurava un costante approvvigionamento di stupefacente.
Direttamente alle sue dipendenze operava il referente per la zona di Penne che, pur sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, continuava a svolgere un ruolo centrale nella gestione dello spaccio, avvalendosi di una ristretta e fidata rete di sodali. Tra questi rivestiva particolare rilievo un vicino di casa del referente che, in un rapporto di stretta collaborazione e fiducia, oltre a partecipare attivamente alla cessione dello stupefacente, si occupava dell’occultamento della droga presso la propria abitazione, sottraendola a eventuali controlli e perquisizioni. 

È emerso inoltre come il sodalizio avesse esteso la propria operatività anche all’interno della Casa Circondariale di Pescara, promuovendo e gestendo lo spaccio di sostanze stupefacenti all’interno della struttura carceraria. Tale attività era resa possibile dall’introduzione clandestina di telefoni cellulari, utilizzati per mantenere costanti contatti tra i sodali in libertà e quelli detenuti, referenti interni del traffico illecito. I contatti tra l’esterno e l’interno dell’istituto penitenziario avvenivano attraverso frequenti videochiamate, intercettate nel corso delle attività tecniche. Le dosi di stupefacente, denominate in gergo “magliette”, venivano introdotte all’interno della struttura in occasione dei colloqui, grazie all’ausilio di ulteriori complici, anch’essi destinatari di misure cautelari.

Parallelamente allo spaccio, è stato individuato un ulteriore filone investigativo, relativo alla compravendita e alla spedizione, su scala nazionale, di materiale esplodente.

È stata documentata, anche grazie alle perquisizioni condotte, l’esistenza di una estesa rete di traffici illegali attiva su chat e sul web, utilizzati per la vendita e l’acquisto di artifizi pirotecnici artigianali illegali, armi da fuoco, esplosivi ad alto potenziale distruttivo, detonatori, sostanze stupefacenti e banconote false. Le spedizioni avvenivano tramite la rete dei corrieri espressi, facendo ricorso a indirizzi di spedizione e consegna fittizi, intestazioni di comodo e utenze telefoniche riconducibili a soggetti estranei, al fine di ostacolare l’identificazione di mittenti e destinatari. Tali modalità hanno evidenziato una marcata spregiudicatezza, esponendo a serio pericolo la sicurezza dei trasporti e degli operatori logistici, ignari dell’elevatissimo potenziale offensivo del materiale movimentato. Gli arresti in flagranza operati sul territorio nazionale durante l’operazione svolta ieri 10 febbraio, sono la riprova di un fiorente commercio parallelo e particolarmente pericoloso.

Tra le numerose transazioni documentate, è stato accertato che alcuni ordigni ad alto potenziale distruttivo, acquistati e spediti attraverso tale rete, sono stati successivamente utilizzati per la commissione di gravi azioni intimidatorie in ambito commerciale.                       
È stato inoltre attestato lo scambio di video dimostrativi delle esplosioni, inviati per comprovare la potenza degli ordigni artigianali posti in vendita e, successivamente, spediti ai destinatari.

I successivi approfondimenti, svolti attraverso intercettazioni telematiche, servizi di osservazione e controllo, riscontri documentali presso istituti bancari e sopralluoghi presso gli hub di smistamento dei corrieri, hanno permesso di delineare progressivamente l’intero assetto criminale.

Nel corso della prima fase delle attività erano stati complessivamente sequestrati circa 145 grammi di cocaina, circa 5 grammi di hashish, una pistola calibro 22 lanciarazzi, due fucili a canne mozze calibro 12 con calcio tagliato, 18 cartucce calibro 12, sei banconote false da 50 euro e dodici ordigni artigianali clandestini di categoria F4, per un peso complessivo superiore a quattro chilogrammi di materiale esplodente.