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Mass media: online inarrestabile e i quotidiani cartacei hanno toccato il minimo storico: -21,7% di lettori

(Sesto Potere) – Roma – 28 gennaio 2026 – La rilevazione dei consumi mediatici degli italiani nell’ultimo anno conferma l’inarrestabile successo dei nuovi media.

Il 90,1% degli italiani utilizza internet, l’89,3% lo smartphone, l’86,1% i social network.

Tengono però i media audiovisivi di lungo corso. La televisione è sempre la regina dei media con il 94,1% di utenti e la radio si attesta al 79,1%. Invece resta critica la situazione dei media a stampa, a cominciare dai quotidiani cartacei venduti in edicola, che nel 2024 hanno toccato il minimo storico con il 21,7% di lettori: -45,3% dal 2007.

Si registra ancora una limatura dei lettori dei settimanali (-2,2% rispetto al 2023) che arrivano a 18,2%, mentre i mensili sono stabili (16,9%).

Gli utenti dei quotidiani online sono il 30,5% degli italiani e salgono al 61,0% quanti utilizzano i siti web d’informazione. Gli italiani che leggono libri cartacei scendono del 5,6% in un anno e arrivano a quota 40,2%.

Entrando nel dettaglio dell’informazione, il telegiornale resta il mezzo più seguito dagli italiani per informarsi, con un’utenza complessiva del 47,7% della popolazione, ma alle sue spalle si collocano Facebook (36,4%), i motori di ricerca online (23,3%), le tv all news (18,9%) e i siti web d’informazione (17,2%). Seguono poi le piattaforme social più conosciute, come Instagram, consultato dal 16,7% degli utenti, YouTube (15,5%) e TikTok (14,4%). Tra i giovani le nuove fonti d’informazione superano nettamente i tg, visto che tra loro l’utenza scende dal 42,3% del 2021 al 22,5% del 2024. YouTube invece si attesta al 22,8% di utenza e i motori di ricerca su internet al 24,1%.

Sempre in tema di contenuti informativi un dato particolarmente significativo riguarda il consolidamento delle piattaforme online centrate unicamente sull’immagine, che si tratti di contenuti fotografici o di video. Instagram (78,1%), YouTube (77,6%) e TikTok (64,2%) rappresentano i tre poli principali di questo ecosistema. Facebook è utilizzato dal 66,3% della popolazione complessiva, ma tra i giovani registra una presenza più ridotta (55,2%). Invece WhatsApp è usato dall’87,4% e Telegram dal 42,9% della popolazione giovanile.

Tutto questo emerge nel capitolo «Comunicazione e media» del 59° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2025 presentato dall’istituto di ricerca a fine 2025.