(Sesto Potere) – Meldola, 10 gennaio 2026 – In relazione alle prese di posizioni dei sindacati pubblicate oggi dai mass media in merito alla programmazione futura dell’IRST Dino Amadori IRCCS di Meldola e sulla futura collocazione del laboratorio di diagnostica genomica molecolare che sarà dislocata presso il laboratorio di Pievesestina nel cesenate, la stessa l’IRST ritiene opportuno fornire alcune considerazioni nel proposito di fornire la massima chiarezza sull’andamento futuro dell’istituzione verso pazienti, professioniste e professionisti, cittadine e cittadini.
“Anzitutto, è fondamentale ribadire che nulla cambierà per i pazienti in termini di qualità, sicurezza e rapidità del servizio. Anzi, a maggior ragione, a fronte della futura dislocazione dell’attività diagnostica genomica presso il laboratorio di Pievesestina, l’accesso alle prestazioni avverrà secondo ancor più elevati standard tecnologici e professionali, in linea con le migliori pratiche nazionali e internazionali. L’obiettivo dell’IRST resta, e resterà sempre, quello di garantire diagnosi accurate e tempestive, a supporto delle decisioni cliniche e terapeutiche. Saranno, inoltre, pienamente preservate le attività di ricerca, parte imprescindibile della missione di IRST. Tali attività potranno continuare a essere svolte presso il laboratorio di Meldola, grazie a una rigorosa distinzione tra i percorsi e all’adozione di sistemi che assicurano la completa tracciabilità dei campioni”: spiega l’ IRST Dino Amadori IRCCS di Meldola.
“Nel progetto di creazione di una piattaforma diagnostica integrata tra IRST e AUSL Romagna, rivestono un ruolo centrale le professioniste e i professionisti: le competenze, l’esperienza e i valori di cui sono portatrici e portatori, rappresentano un punto fermo non solo per l’Istituto, ma per l’intero sistema sanitario regionale. È necessario precisare che la riorganizzazione della diagnostica molecolare risponde a un percorso di razionalizzazione previsto da specifica normativa regionale del 2023; indicazioni che recepiscono leggi nazionali e obbligano le Regioni a individuare centri specialistici ad alti volumi di attività per l’esecuzione dei test di profilazione genomica. Tale percorso ha l’obiettivo di garantire sostenibilità, standardizzazione dei processi, volumi adeguati di attività e un utilizzo ottimale delle tecnologie più avanzate, sempre nel rispetto della qualità assistenziale”: aggiunge ancora l’IRST di Meldola.
“Per l’ambito territoriale della Romagna, la programmazione regionale ha definito un modello organizzativo basato sull’integrazione tra IRST e AUSL Romagna, individuando nel laboratorio di Pievesestina la sede operativa della piattaforma per la diagnostica molecolare avanzata. Questa scelta risponde all’esigenza di concentrare le attività, rafforzare i controlli di qualità, integrare competenze specialistiche già presenti, generare risparmi economici, quest’ultimo aspetto tutt’altro che trascurabile”: spiega l’IRST di Meldola.
“Affermiamo che non esiste, infine, alcun progetto di “smembramento” dell’Istituto. Al contrario, il piano di risanamento e rafforzamento dell’IRST, di cui le organizzazioni sindacali sono a conoscenza, rappresenta una premessa fondamentale per una fase di crescita ancora più decisa. L’obiettivo strategico è quello di consolidare e sviluppare il ruolo dell’IRST come punto di riferimento e di guida dell’onco-ematologia della Romagna, rafforzando ulteriormente l’integrazione tra assistenza, ricerca e innovazione”: conclude

