(Sesto Potere) – Forlì – 11 marzo 2026 – Nuove norme, maggiori responsabilità, costi in aumento, difficoltà a gestire il ricambio generazionale e necessità di abbracciare nuove logiche organizzative, che vadano incontro al cambiamento di abitudini delle famiglie e delle nuove generazioni: sono alcune delle sfide che sta affrontando il mondo dello sport di base.
In un momento di forte cambiamento, il modello cooperativo può rappresentare una soluzione ottimale per le società sportive dilettantistiche che vogliono presentarsi in maniera ancor più strutturata e radicata sul territorio.
Parte da questo assunto l’accordo di collaborazione firmato tra Uisp Forlì-Cesena e Legacoop Romagna, con l’obiettivo di proporre soluzioni concrete al mondo sportivo.
Facendo leva sulla consolidata esperienza delle due associazioni nei rispettivi campi di attività, il protocollo intende incoraggiare percorsi di costituzione di nuove società cooperative sportive, a fronte di un’analisi di fattibilità giuridica, economica e finanziaria condotta dagli esperti di Legacoop. Uisp da parte sua si impegna a rendere noto l’accordo ai propri associati e alle proprie realtà aderenti. Per presentare le novità e le opportunità in questo ambito sono previsti eventi in comune di promozione dei valori dello sport e dell’impresa cooperativa.
Alla firma erano presenti il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi, il responsabile delle cooperative sportive di Legacoop Romagna, Armando Strinati, il presidente di Uisp Forlì-Cesena, Marco Bandini, e il segretario generale Ermes Magnani.
«Al giorno d’oggi – spiegano il presidente di Legacoop Romagna Paolo Lucchi e il responsabile delle cooperative sportive, Armando Strinati – le associazioni sportive si trovano nella necessità di superare il modello volontaristico, perché gestiscono dipendenti e impianti complessi o anche semplicemente perché dopo le varie riforme normative non possono più permettersi di seguire le stesse logiche organizzative. L’impresa cooperativa rappresenta un’evoluzione naturale in questo senso, perché mantiene la vocazione sociale, democratica e di responsabilità etica che contraddistingue il mondo dello sport, facilitando l’accesso a finanziamenti, migliorando la gestione e garantendo una maggiore continuità nel tempo. Con questo accordo puntiamo a unire i valori di inclusività dello sport a quelli della democrazia economica, trasformandoli in opportunità concrete di lavoro e sviluppo territoriale».

