(Sesto Potere)- Bologna – 13 febbraio 2026 – L’ultima ed ennesima operazione delle forze dell’ordine contro il lavoro nero nel settore tessile e lo sfruttamento della manodopera straniera irregolare sul suolo nazionale mette a nudo un duplice problema: il danno che le attività criminali arrecano agli imprenditori che rispettano le norme e l’effettiva inadeguatezza di un impianto normativo non più adeguato alle dinamiche dei tempi”.
Lo afferma in una nota Tullia Bevilacqua, segretario regionale di Ugl Emilia-Romagna, che commenta il blitz di Guardia di Finanza e Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri di Reggio Emilia che l’11 febbraio hanno sequestrato beni per oltre 800.000 euro e denunciato due imprenditori di origine cinese ritenuti responsabili di aver sfruttato tra maggio 2023 e ottobre 2024 circa 14 lavoratori, di cui 3 clandestini, impiegandoli per oltre 12 ore al giorno senza riposi settimanali e in condizioni di salute e sicurezza totalmente non conformi alla normativa vigente.
“È emerso che nonostante una notifica di indagine a suo carico il titolare della ditta aveva ripreso la produzione dopo sole due settimane impiegando il medesimo personale non in regola. Segno che le norme lasciano maglie larghe a chi delinque. E ancora una volta, si conferma anche nella nostra regione il timore che come sindacato abbiamo più volte sollevato: i tanti immigrati entrati regolarmente in Italia e poi diventati fantasmi per il fisco e la burocrazia vengono automaticamente arruolati nei circuiti del lavoro nero. Servono dunque regole più restrittive nel reperimento della manodopera straniera e nel controllo dei flussi di immigrazione nel nostro Paese”: aggiunge, ancora, Tullia Bevilacqua.
“L’ultima operazione della Guardia di Finanza e del Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri conferma fenomeni di illegalità in aumento nel settore tessile e dell’abbigliamento nella provincia di Reggio Emilia, come di Modena. Un dato che si aggiunge ai settori produttivi che in Emilia Romagna presentano il più elevato tasso di irregolarità nel lavoro, ovvero: trasporto e magazzinaggio, servizi, ristorazione, alloggi, attività immobiliari e industria manifatturiera”: elenca il segretario regionale di Ugl Emilia-Romagna.
“E vorrei ricordare, inoltre, che da un recente rapporto dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro che fotografa la situazione del sommerso scoperta durante le ispezioni, proprio l’Emilia-Romagna spicca nella classifica per alti “tassi di irregolarità riscontrati”, al pari di regioni come Campania, Lazio e Puglia. Dunque, sul tema, è necessario tenere alta l’attenzione e l’azione repressiva”: conclude il segretario regionale di Ugl Emilia-Romagna, Tullia Bevilacqua.

