(Sesto Potere) – Roma – 11 marzo 2026 – Nel 2024 il movimento turistico in Italia segna il valore più elevato mai rilevato storicamente, quantificato in 139,6 milioni di arrivi e 466,2 milioni di presenze nelle strutture ricettive. Rispetto al 2023, aumentano del 4,5% gli arrivi (+6 milioni) e del 4,2% le presenze (+19 milioni), consolidando ulteriormente la crescita del settore turistico negli ultimi anni.
In particolare, il turismo internazionale si conferma in forte crescita: rispetto al 2023 la clientela straniera è aumentata dell’8,9% in termini di arrivi e dell’8,4% per le presenze. La clientela residente è rimasta invece sostanzialmente stabile (rispettivamente -0,1% e -0,4%).
I turisti provenienti dall’estero rappresentano oltre la metà della domanda del settore turistico: il 53% degli arrivi e il 54,5% delle presenze totali. L’aumento dei turisti stranieri è più marcato nel comparto extra-alberghiero (+12,1% gli arrivi e +10,3% le presenze), mentre la crescita si attesta su valori più contenuti per gli esercizi alberghieri (+7,4% gli arrivi e +7,1% le presenze).
La clientela residente in Italia è rimasta invece sostanzialmente stabile: è diminuita leggermente nel settore alberghiero (-1,4% gli arrivi e -1,0% le presenze) ed è lievemente aumentata in quello extra-alberghiero (rispettivamente +3,5% e +0,8%).
Complessivamente, confrontando le performance delle diverse tipologie delle strutture ricettive, l’incremento dell’ultimo anno ha riguardato in misura maggiore gli esercizi extra-alberghieri (+8,3% gli arrivi e +6,1% le presenze) rispetto agli esercizi alberghieri (+2,9% gli arrivi e +3,1% le presenze).
Secondo i dati dell’Indagine sulle Forze di lavoro, nel 2024 gli occupati impiegati nelle attività produttive legate principalmente al turismo (servizi di alloggio, di trasporto aereo passeggeri, di agenzie di viaggio e tour operator e altri servizi di prenotazione ed attività connesse) sono aumentati in misura significativa rispetto al 2023 (+4,8%), passando da 385mila a 403mila unità.
Considerando l’intera industria turistica allargata, e includendo, quindi, anche le attività di ristorazione, trasporto passeggeri ferroviario, marittimo e su strada, noleggio di mezzi di trasporto, culturali e ricreativo-sportive, l’aumento degli occupati rispetto al 2023 è quantificabile in circa 45mila unità (+2,2%).
Questo emerge dall’indagine Istat “La rilevazione Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi – anno 2024”.
L’Italia raggiunge il secondo posto nell’Ue per presenze turistiche
Nel 2024, nelle strutture ricettive dell’Unione europea i turisti hanno trascorso oltre 3 miliardi di notti: un valore in aumento del 2,7% rispetto al 2023. Il turismo in Italia, con 466,2 milioni di presenze (+4,2%), è cresciuto più della media Ue27, superando quello della Francia, che con 457,6 milioni di presenze è rimasta sostanzialmente ferma ai valori del 2023 (–0,6%). Il nostro Paese si colloca così ora al secondo posto tra i partner europei, preceduto solo dalla Spagna (505,2 milioni, +4,2%).
Nell’ultimo anno osservato la componente straniera è cresciuta in Italia dell’8,4%, una performance superiore a quella dei principali competitor europei, come Spagna (+6,7%), Francia (+1,6%) e Germania (+5,5%). Al contrario, la componente residente è leggermente diminuita (–0,4%), in linea con quanto osservato in altri grandi Paesi europei.
Complessivamente, In termini di presenze l’Italia copre nel 2024 il 15,4% dei flussi turistici dell’Ue27, confermando il rafforzamento del turismo internazionale verso l’Italia. Il nostro Paese consolida, pertanto, la propria posizione tra le principali destinazioni europee.
Nelle isole la crescita più ampia delle presenze turistiche
Il 2024 ha visto una crescita diffusa delle presenze turistiche in quasi tutte le aree del Paese, con alcune eccezioni.
Il Nord-est si conferma la principale area di attrazione turistica con 181,1 milioni di presenze (38,8% del totale nazionale; +2,7% rispetto al 2023), seguito dal Centro con 115,2 milioni (24,7%; +5,9% sul 2023) e dal Nord-ovest con 79,4 milioni (17,0%; +4,4% sul 2023). Il Sud totalizza 57,6 milioni di presenze (12,3% del totale nazionale; +3,8% sul 2023) e le Isole raggiungono 33,0 milioni di presenze (7,1% del totale complessivo), registrando la crescita maggiore tra tutte le ripartizioni: +7,5 rispetto al 2023.
Nel Nord-est si confermano le performance positive dell’Emilia-Romagna (+4,1%) e del Trentino-Alto Adige/Südtirol (+2,7%), che insieme assorbono oltre la metà delle presenze della ripartizione.
Nel Nord-ovest la crescita è trainata dalla Lombardia (+8,0%) con 45,1 milioni di presenze, pari a oltre la metà del totale della ripartizione, mentre rimangono sostanzialmente stabili Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste.
L’incremento del Centro è sostenuto in larga parte dal forte aumento del turismo nel Lazio (+13,2%), che supera i 51,7 milioni di presenze; in crescita anche l’Umbria (+5,0%), mentre le Marche registrano un calo dell’1,7%.
Nel Mezzogiorno la dinamica è complessivamente positiva ma differenziata al suo interno: crescono le presenze in Puglia (+6,4%), Abruzzo (+5,5%) e Campania (+3,3%), diminuiscono in Molise (-7,8%) e Basilicata (-1,0%); Sardegna e Sicilia sono entrambe in crescita, rispettivamente, del 9,9% e del 5,5%.
Il turismo straniero è particolarmente rilevante al Centro Nord, dove le quote sul totale delle presenze oscillano dal 58,1% del Nord-est al 57% del Centro. Le incidenze più elevate si registrano in Veneto (70,5%), nel Lazio (67,2%), in Lombardia (64,8%), e nel Trentino (62%). Nel Mezzogiorno prevalgono invece i turisti italiani, nonostante il progressivo recupero della domanda estera, in particolare in Sicilia e Sardegna, dove rappresenta ormai la metà delle presenze totali.

