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IRST: si testa Maya, specchio intelligente per monitorare il benessere cardiovascolare dei giovani pazienti oncologici lungo-sopravviventi

(Sesto Potere) – Meldola (FC), 7 marzo 2026 – Uno specchio intelligente, di ultimissima generazione, che analizza la postura e i movimenti di chi ha di fronte. Quindi, tramite un sofisticato software di intelligenza artificiale, sa indicare una dieta adeguata o gli esercizi fisici per contrastare lo stress, fino a consigliare un approfondimento specialistico in caso di presenza di segnali di rischio della propria salute.

Si chiama ‘MAYA’ (Mirrors supporting healthier lives of Adolescents and Young Adults after cancer) ed è il progetto all’avanguardia che sarà testato all’Irst ‘Dino Amadori’ di Meldola (FC), l’unico centro italiano dei cinque centri clinici selezionati per sviluppare questa sperimentazione finanziata dal programma europeo Horizon con quasi 6 milioni di euro e che coinvolge 16 enti di ricerca da 10 diversi Paesi. L’altra realtà italiana presente è il CNR – Istituto di Scienza e Tecnologia dell’Informazione ‘Alessandro Faedo’.

MAYA ha un obiettivo molto ambizioso. Sviluppando tecnologie già presenti in ambito commerciale, si propone come un vero e proprio ‘specchio della salute digitale’. Quando il paziente si posiziona di fronte alla piattaforma, è, infatti, in grado di analizzarne la posizione e i movimenti del corpo e del viso, unendoli ai parametri biometrici raccolti tramite una bilancia digitale e altri dispositivi come uno smartwatch e un misuratore di pressione. Il risultato è una valutazione del benessere del paziente che l’intelligenza artificiale confronta in tempo reale con le linee guida cliniche e casi analoghi del passato, identificando immediatamente eventuali aree su cui intervenire. Lo specchio dialogherà in prima persona, fornendo consigli alimentari e per la gestione dello stress, un programma di attività fisica e persino lanciando un allarme e indirizzando verso una valutazione specialistica in caso di segnali di rischio.

La categoria target della sperimentazione saranno adolescenti e giovani adulti tra i 15 e i 39 anni che hanno superato una prima diagnosi di tumore. Se i progressi della scienza stanno consentendo a una percentuale sempre maggiore di superare la fase acuta della malattia (oltre l’85% a cinque anni su quasi 1,3 milioni di donne e uomini colpiti ogni anno nel mondo in questa fascia d’eta di cui 11mila in Italia), è proprio in quel momento che inizia un secondo tempo fondamentale: una nuova stagione di cura, in cui sono centrali prevenzione (a partire dagli screening), ma anche promozione della salute e tutela della qualità della vita, per ridurre il rischio di complicanze, intercettare precocemente le criticità e contrastare gli effetti tardivi delle terapie oncologiche. Tra questi, un’attenzione crescente è rivolta alle complicanze cardiovascolari, che possono peggiorare lo stato di salute dei pazienti oncologici lungosopravviventi, anche in relazione agli effetti collaterali dei trattamenti antitumorali.

In particolare, MAYA si propone di combattere l’aumento della vulnerabilità del cuore e dell’intero apparato cardiovascolare. La sperimentazione sarà testata entro il 2028, quando il prototipo sarà ultimato e gli sviluppatori stimano che possa garantire tra il 30 e il 40% in meno degli eventi cardiaci maggiori, un calo dei ricoveri e una migliore qualità della vita.

“Siamo orgogliosi che l’Emilia-Romagna, tramite uno dei suoi centri più avanzati in campo oncologico, sia protagonista di una sperimentazione così importante – sottolinea l’assessore alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi -. Le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale non devono spaventarci, perché saranno preziosissimi alleati nella tutela della salute e della diffusione delle politiche di prevenzione per le nostre comunità. La scelta di Meldola è solo l’ultima conferma di come il nostro sistema regionale sia riconosciuto a livello internazionale come all’avanguardia, grazie soprattutto alla presenza di operatori e professionisti dall’elevatissima competenza. Perché senza la passione e la preparazione delle donne e degli uomini della nostra sanità pubblica, nessun software e nessuna apparecchiatura può funzionare. Dunque – conclude Fabi -, continueremo a investire nelle nuove tecnologie come supporto fondamentale per una medicina sempre più a misura di paziente”.

“I risultati che il Consorzio MAYA potrà raggiungere, grazie alla sua natura multidisciplinare e alle competenze di ricerca di ciascun ente coinvolto, avranno un impatto estremamente significativo per i pazienti – ha commentato Pietro Cortesi, responsabile del Servizio di Cardioncologia dell’Irst, affiancato nel progetto dall’Ufficio Ricerca, Trasferimento Tecnologico e Formazione -. La partecipazione a questa iniziativa consentirà, in prospettiva, di offrire ai pazienti oncologici l’accesso a soluzioni digitali innovative, pensate per supportare sia la prevenzione delle complicanze cardiache sia percorsi di riabilitazione personalizzati. Si tratta di elementi fondamentali per preservare una buona qualità della vita dopo i trattamenti oncologici. Inoltre, questa collaborazione contribuisce a rafforzare il ruolo di IRST nella ricerca clinica a livello europeo, valorizzando un ambito di crescente rilevanza per il nostro Istituto, quale quello della riabilitazione cardioncologica, oggi considerata un pilastro innovativo dell’assistenza al paziente oncologico”.

“Essere tra i promotori di questo progetto europeo testimonia ancora una volta come IRST sia davvero un luogo dove cura e ricerca dialogano – commenta Cristina Marchesi, direttrice generale IRST -. La presa in carico del paziente oncologico non si esaurisce nella fase acuta della malattia, ma si estende alla gestione delle complicanze a lungo termine. Un approccio che si avvale degli strumenti più innovativi disponibili e che trova nella trasversalità tra le nostre unità il vero motore: la capacità di far convergere competenze diverse per il bene del paziente è il punto di forza che distingue IRST e che rende possibili progetti di questa portata.”–