martedì, Gennaio 27, 2026
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IRST IRCC e rete oncologica regionale, i sindacati: “no ad atti parziali o frammentati”

(Sesto Potere) – Forlì – 27 gennaio 2026 – CGIL, CISL e UIL di Ravenna – Forlì Cesena – Rimini valutano positivamente la convocazione dell’incontro del 10 febbraio 2026 da parte dell’Ufficio di Presidenza della CTSS della Romagna, alla presenza del Presidente della Regione Emilia-Romagna e dell’Assessore regionale alle Politiche per la Salute, quale segnale di attenzione istituzionale sul futuro dell’IRST IRCCS “Dino Amadori” e della rete oncologica regionale.

Nei precedenti confronti, le Organizzazioni Sindacali hanno evidenziato: “la necessità di disporre di un quadro completo del dichiarato progetto di rilancio dell’Istituto all’interno della rete oncologica romagnola e regionale”.

“Infatti – spiegano CGIL, CISL e UIL di Ravenna – Forlì Cesena – Rimini – riteniamo che solo in presenza di una completa informazione e di un confronto preventivo alle scelte, sarà possibile esprimere un giudizio compiuto sull’intero progetto e non rispetto a singole operazioni, quali ad esempio l’annunciato trasferimento della diagnostica molecolare/genetica da Meldola al Laboratorio Unico di Pievesestina”.

Su tale ipotesi CGIL, CISL e UIL hanno già espresso un giudizio “fortemente critico” per quello che hanno definito “l’assenza di una discussione sul progetto complessivo”.

“Ribadiamo con chiarezza – aggiungono CGIL, CISL e UIL di Ravenna – Forlì Cesena – Rimini – che non vi è contrarietà ad una maggiore integrazione tra AUSL Romagna e IRST, che può anzi costituire un’opportunità strategica per dare piena attuazione al Comprehensive Cancer Care & Research Network, rafforzando la sanità pubblica romagnola e regionale. Tale percorso, tuttavia, deve essere esplicitato nel suo disegno complessivo, deve valorizzare l’intero territorio romagnolo e non può procedere attraverso atti parziali o frammentati”.

L’incontro convocato dalla CTSS dovrà quindi rappresentare un momento di chiarimento e di responsabilità istituzionale, capace di collocare ogni scelta organizzativa all’interno di un progetto coerente di sviluppo della rete oncologica romagnola.In tale sede chiediamo dunque che vengano fornite risposte alle legittime preoccupazioni riguardanti da un lato il personale e dall’altro la soddisfazione dei bisogni dei pazienti nella convinzione che una funzione strategica per un IRCCS, quale la diagnostica molecolare, non può essere oggetto di decisioni isolate in assenza di un progetto chiaro, organico e soprattutto condiviso”_ spiegano le tre sigle sindacali.

E in attesa dell’incontro e della conclusione del confronto, la richiesta di CGIL, CISL e UIL è chiara: “si sospenda ogni iniziativa o atto parziale, incluso il trasferimento della diagnostica”.