(Sesto Potere) – Forlì – 10 gennaio 2026 – I sindacati esprimono “preoccupazione” per le decisioni assunte sul futuro dell’IRST–IRCCS “Dino Amadori” di Meldola. Un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale e internazionale, costruita in decenni di lavoro, ricerca e investimenti sia pubblici che privati, che rappresenta un punto di riferimento essenziale per migliaia di cittadini e pazienti oncologici.
Nell’incontro dell’8 gennaio 2026, la Direzione Generale dell’IRST ha confermato ai sindacati il trasferimento del Laboratorio di Diagnostica Molecolare e Predittiva presso il Laboratorio Unico di Pievesestina di Cesena motivandolo con l’adempimento alla Delibera Regionale n. 2140 del 12/12/2023 e con esigenze di natura economica.
Maria Antonietta Pedrelli segretaria Cisl Fp Romagna (nella foto in alto la quarta da sinistra) ha ribadito “con chiarezza” di: “non essere contrari a un percorso di integrazione tra AUSL Romagna e IRST–IRCCS di Meldola. Un’integrazione ben delineata e governata può rappresentare una opportunità strategica per rafforzare la sanità pubblica romagnola e dare piena attuazione al Comprehensive Cancer Care & Research Network (CCCRN). Ciò che preoccupa è il percorso, che procede per atti parziali, privi di un disegno complessivo, nel quale l’integrazione rischia di trasformarsi in una cessione di attività strategiche dell’IRST finalizzata principalmente a esigenze di natura economica”.
L’IRST di Meldola è un IRCCS in cui ricerca, diagnostica molecolare avanzata e predittiva e attività clinica sono strettamente integrate.
“E – dice sempre Cisl Fp Romagna – separare una funzione centrale come la diagnostica molecolare dal contesto clinico e scientifico dell’Istituto, senza aver definito il modello di governance, i perimetri del nuovo assetto e le garanzie necessarie, può trasformarsi in un indebolimento del modello stesso di eccellenza che ha reso l’IRST un punto di riferimento a livello regionale e nazionale”.
“Il distacco della diagnostica dalla ricerca rischia di indebolire un pilastro fondamentale dell’IRST. Oggi questa integrazione permette anche ai pazienti che non hanno cure mirate disponibili di accedere a percorsi di sperimentazione clinica e consente di migliorare le cure studiando gruppi di pazienti con caratteristiche comuni. L’integrazione si costruisce con un progetto sanitario e scientifico chiaro, il percorso al momento non chiarisce qual è il disegno complessivo futuro dell’Istituto”: conclude Cisl Fp Romagna.

