(Sesto Potere) – Imola – 13 febbraio 2026 – Conferenza stampa ieri, nella cornice della Sala del Consiglio Comunale del Municipio di Imola alla presenza di ospiti, autorità, collaboratori e partner, per presentare il programma ufficiale del Centenario del Moto Club Santerno ‘Checco Costa’ 1926-2026 ‘100 anni di Storia e Passione’ in calendario dall’1 al 12 giugno, in concomitanza con la tappa imolese del Campionato Italiano Velocità griffato FMI, presso il Museo ‘Checco Costa’ dell’Autodromo Internazionale ‘Enzo e Dino Ferrari’ tra percorsi museali e attività in pista.
Un evento patrocinato dal Comune di Imola in sinergia con il Circolo culturale filatelico numismatico ‘G. Piani’, Crame, IF Imola Faenza Tourism, Formula Imola, Asi, Anci Città dei Motori, Gresini Racing, FMI e con l’ausilio di partner come Sacmi, Isaf, Bcc Ravennate Forlivese e Imolese, Sia, Oxa Solutions, Con.Ami Terre & Motori, Allestimenti & Pubblicità, Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e Sogei.
Una grande festa per celebrare il primo secolo di vita del più antico sodalizio sportivo di due ruote motorizzate della città e uno dei più longevi Moto Club d’Italia protagonista di pagine epiche del motorismo mondiale, tra motocross, velocità e mototurismo con l’organizzazione di competizioni leggendarie seguite da milioni di appassionati, ed elemento essenziale nella genesi del circuito cittadino grazie al genio dell’indimenticabile Checco Costa.
Ma anche nello sviluppo della Clinica Mobile, ospedale viaggiante a supporto dei piloti nelle gare sulle piste di tutto il mondo, ideata dal dottor Claudio Marcello Costa e nel giornalismo nazionale con la figura di Carlo Costa, attuale presidente del Moto Club, storico speaker dell’autodromo imolese.
Nel dettaglio, l’evento di giugno avrà il suo apice con il taglio del nastro della splendida mostra ‘Moto Club Santerno ‘Checco Costa’ – La Storia’ allestita dall’1 al 12 giugno negli spazi del Museo ‘Checco Costa’ e aperta gratuitamente al pubblico: pannelli espositivi, foto, memorabilia, trofei, filmati inediti e una carrellata di motociclette originali con un posto nel gotha della specialità.
Dagli esemplari da motocross messi a disposizione da Asi, e presi in carico dallo storico Luciano Costa, a quelle da velocità anni ’50 di campionissimi come Dickie Dale, Geoffrey Duke e Tarquinio Provini. Ma anche i bolidi protagonisti del ventennio d’oro ’60- ’70 con in sella piloti nel mito come Giacomo Agostini, Renzo Pasolini, Paul Smart, Jarno Saarinen, Barry Sheene, Marco Lucchinelli, Loris Capirossi e Fausto Gresini. Poi, una speciale sezione incentrata sul Mototurismo. Attiva, nella giornata inaugurale del 1° giugno dalle 9 alle 13 circa, una postazione per il rilascio dello speciale Annullo Filatelico prodotto in occasione delle celebrazioni da Poste Italiane grazie alla fattiva collaborazione con il Circolo culturale filatelico numismatico ‘G. Piani’ di Imola guidato dal presidente Gianfranco Bernardi (che ha curato anche la realizzazione di una medaglia celebrativa in tiratura limitatissima, ndr).
Assicurata la presenza di diversi campioni ed addetti ai lavori del passato così come l’attività in pista con motoraduni e parate celebrative, in agenda il 6 e 7 giugno, per moto da Gran Premio e modelli anni ’30 organizzate dal Crame. Con una possibile appendice in modalità corteo, in corso di valutazione, che nella serata del 6 giugno potrebbe portare i mezzi dall’autodromo al centro storico cittadino scortati dalle Forze dell’Ordine. L’idea di una mini tappa con arrivo in piazza Matteotti per la successiva esposizione al pubblico negli spazi della galleria del municipio.
“Il Centenario del Moto Club Santerno ‘Checco Costa’ rappresenta molto più di un anniversario sportivo: è un pezzo profondo dell’identità di Imola. In questi cento anni il Moto Club ha accompagnato, spesso anticipato, la storia del nostro Autodromo e il rapporto unico che la città ha costruito con il motociclismo, contribuendo a scrivere pagine entrate nel mito internazionale dei motori. Celebrare questa ricorrenza significa rendere omaggio a una comunità di persone, volontari, piloti e appassionati che hanno trasformato una passione in patrimonio collettivo, culturale e sportivo. Come Sindaco e Amministrazione comunale siamo orgogliosi di sostenere un programma che unisce memoria, divulgazione, sport e città, restituendo alla cittadinanza e alle nuove generazioni il valore di una storia che continua a parlare al futuro di Imola”, ha sottolineato Marco Panieri, sindaco di Imola.
“Ringrazio il Moto Club Santerno e la famiglia Costa per aver voluto condividere con l’Amministrazione comunale e con l’Autodromo questo traguardo straordinario. Imola è orgogliosa di festeggiare il centenario di un club che ha scritto pagine fondamentali del motociclismo e che, anche negli ultimi cinque anni, ha lavorato al nostro fianco condividendo organizzazione, idee e progetti. Ci siamo sentiti parte della stessa squadra, uniti dall’obiettivo di valorizzare il nostro territorio e la sua tradizione sportiva. Siamo felici di celebrare questo anniversario con la mostra dedicata e con le iniziative previste durante il CIV di giugno, momenti che renderanno omaggio a una storia che appartiene a tutta la comunità”, ha aggiunto Elena Penazzi, assessora all’Autodromo, turismo e grandi eventi.
“Ancora una volta Imola, grazie al motociclismo, si tinge dei colori dell’iride attraverso una storia longeva, ora secolare, che raramente trova riscontro nell’almanacco dei Moto Club italiani. Il mio ringraziamento va alla sportiva ed amichevole disponibilità dell’amministrazione comunale, unitamente a quella della Federazione Motociclistica Italiana, capace di consacrare quella splendida sinergia d’intenti che mio padre Checco ha vantato con tutti i sindaci della città per la realizzazione di appuntamenti sportivi entrati nel mito e nella leggenda dei motori. Grazie anche a tutti coloro che, in virtù di un impegno generoso e spontaneo, hanno collaborato all’allestimento di un cartellone in grado di riattualizzare una delle epopee più affascinanti e romantiche della storia sportiva del secolo scorso. Questo Centenario è, orgogliosamente, un pezzo di storia di Imola che lasciamo genuinamente in dote a chi verrà dopo di noi nella speranza concreta che questo patrimonio umano, culturale e sportivo continui ad essere salvaguardato e tutelato come antica radice d’appartenenza ad una terra intrisa di passione per il ‘mutor’”, ha detto l’avvocato Carlo Costa, presidente Moto Club Santerno ‘Checco Costa’.
“Celebrare 100 anni di storia significa rendere omaggio ad intere generazioni di appassionati che hanno reso Imola una delle capitali del motociclismo. Il Moto Club Santerno ‘Checco Costa’ rappresenta appieno quella che è la passione per questo sport: anni di lavoro, dedizione e un amore profondo verso il territorio. Questa festa, la mostra e le attività in pista, onorano la storia di un sodalizio che in questo secolo ha scritto intere pagine di motocross, velocità, mototurismo e che, ad oggi, ancora porta alto il nome di Imola in giro per il mondo. Ringrazio il presidente Carlo Costa per aver creato un evento di tale portata e tutta la sua famiglia per l’impegno e la dedizione profusi all’interno del nostro mondo in tutti questi anni”, ha concluso Giovanni Copioli, presidente di FMI.
La storia – Il Moto Club Santerno ‘Checco Costa’ di Imola nasce nel marzo del 1926, da una branca dell’allora USI Unione Sportiva Imolese, con denominazione ‘Motoristi Imolesi’ e affiliato alla ‘Reale Motociclisti d’Italia’. Il primo presidente è Lodovico Ravaglia sotto la cui gestione prende forma la prima edizione del ‘Circuito dei Tre Monti’ di velocità su strada bianca ghiaiata e polverosa. Nel 1927, Ravaglia cede il timone a Bruno Astorri in carica fino al 1931 sotto il segno della continuità operativa.
Dal 1931 al 1935 la ‘Motoristi Imolese’ cambia nome e diventa ‘Moto Club Imola’ con la presidenza di Luigi Gollini. Nuova denominazione nel 1935 in ‘Associazione Motociclisti Imola’ a guida Paolo Bizzi con segretario Francesco Maria ‘Checco’ Costa. Nel 1946 ancora ‘Moto Club Imola’ con Costa in plancia di comando. Una spinta propulsiva che sfocia nella realizzazione di tante corse di moto su tracciati cittadini mentre all’altezza del Monte Castellaccio, nel Parco delle Acque Minerali, approda il 23 maggio 1948 il grande motocross internazionale. Un percorso parallelo alla genesi dell’autodromo della città che vede la luce il 19 ottobre 1952 con primo appuntamento agonistico organizzato il 25 aprile del 1953 (Gran Premio del Coni) proprio dal ‘Moto Club Imola’ del presidente Costa: una gara motociclistica valevole per il Campionato Italiano con la presenza di tutti i piloti nazionali più importanti e, allora, tra i più forti al mondo. Dal 1954 al 1967 la disputa della celebre ‘Coppa D’oro Shell’, poi diventata ‘Conchiglia D’Oro Shell’, con in griglia i più celebri esponenti della disciplina. A quel tempo, il sodalizio conta oltre 4mila iscritti.
Il 1956 plasma la nomea quasi attuale di ‘Moto Club Santerno’ sotto la cui egida, il 23 aprile 1972, nasce la leggendaria ‘200 Miglia di Imola’ capace di cambiare per sempre la storia del motociclismo. Sono gli anni più belli per le due ruote motorizzate nel circuito in riva al Santerno, con folle oceaniche di gente a fare da cornice alle gesta dei maggiori interpreti mondiali della disciplina, e nove edizioni del Motomondiale. Altra perla è, senza dubbio, la Coppa delle Nazioni, nota anche come AGV Nation Cup, disputata nel biennio 1978-1979. Una vera Olimpiade del motociclismo poiché in grado di calamitare in Romagna gli eroi del circus. Immancabile, poi, il mondiale Endurance ‘Bol d’Or d’Italie’ (1982). Checco Costa scompare prematuramente nel 1988 e, dall’anno successivo, la carica di presidente è nelle mani del figlio Carlo che nell’ottobre del 2010 forgia la ’200 Miglia di Imola Revival’, parata rievocativa della famosa corsa poi proposta in successive edizioni.
Nel 2013, ecco l’attuale denominazione di Moto Club Santerno ‘Checco Costa’. Citazione doverosa per l’attività mototuristica che, con centinaia di migliaia di chilometri macinati, porta lo stendardo del Moto Club Santerno ‘Checco Costa’ in giro per il mondo. Senza dimenticare la ribalta iridata garantita dalla passata affiliazione al gruppo dei due più grandi campioni del motociclismo moderno alle latitudini locali: Loris Capirossi e Fausto Gresini.

