(Sesto Potere) – Imola – 4 febbraio 2026 – Si parla, si scopre, si ride, si fa musica e si balla: la terza edizione del Festival dei Linguaggi propone un programma ricco e coinvolgente, aperto a tutte le forme di espressione artistica, creativa, storica e scientifica. Anche quest’anno il comitato direttivo di Università Aperta ha scelto di coinvolgere importanti voci del panorama nazionale e il mondo delle associazioni, ampliando sia il calendario sia il numero degli eventi.
Il festival si svolgerà dal 21 febbraio al 1° marzo per un totale di 22 incontri. Alcuni appuntamenti di approfondimento proseguiranno fino ad aprile con un post-festival. Oltre a Imola, il Festival toccherà anche Bagnara, Borgo Tossignano e Mordano.
I giovani saranno al centro dell’iniziativa e considerati il “pubblico ideale”, a partire dal coinvolgimento diretto delle scuole. Il programma affronterà temi di grande attualità con ospiti di rilievo: dalla genetica con Guido Barbujani, alla lotta all’illegalità con Libera, dal pensiero critico con Igor Sibaldi alle curiosità letterarie con Paolo Albani, fino al giornalismo costruttivo raccontato da professionisti provenienti da tutta Italia.
“Abbiamo puntato su nuovi linguaggi, che appartengano anche alle nuove generazioni, e che possano spiegare temi complessi in maniera semplice. Siamo orgogliosi dell’adesione di scuole e associazioni che portano idee nuove, per un festival che si cala in mezzo alla gente”, spiega Sandra Zanardi, presidente di Università Aperta.
“La parola è divertimento e riflessione, è narrazione e analisi, e di anno in anno vogliamo scoprire insieme al pubblico le tante declinazioni di linguaggi che possono suscitare ironia, equivoci, ma anche essere lo strumento più importante per dialogare e comprendere”, sottolinea Antonio Castronuovo, scrittore e membro del comitato direttivo del festival.
“Trovare nuovi linguaggi non è difficile, la fatica è trovarne di aderenti alla realtà in cui viviamo, senza retorica. Parlare di giornalismo costruttivo, che oltre alla storia propone soluzioni, portare alla ribalta tradizioni di mondi apparentemente lontani ma che poi ci toccano da vicino come l’Iran, cercare di uscire dalla stupidità quotidiana, parlare di “femminile” senza luoghi comuni, così lo spettacolo diventa vita”, aggiunge Gabriella Pirazzini, giornalista e scrittrice, componente del comitato direttivo del festival.
“Ciascuno di noi si rapporta agli altri attraverso i linguaggi che conosce, ed è proprio in questo scambio che si crea uno spazio di incontro, di ascolto e di crescita. Il Festival dei Linguaggi nasce e si rinnova attorno a questa consapevolezza: i linguaggi come chiavi di accesso alla complessità del mondo, come strumenti per interpretare la storia, la società, la scienza, le relazioni umane – conclude Giacomo Gambi, assessore alla Cultura e alle Politiche giovanili -. Questa terza edizione conferma e rafforza l’intuizione originaria di Università Aperta, ampliando ulteriormente lo sguardo e attraversando ambiti diversi e complementari: dalla storia alla musica, dal cinema alla genetica, dalla moda alla danza, fino ai temi più estremamente attuali come l’informazione e il rapporto tra pace e conflitto. Un percorso ricco e articolato, affidato a voci autorevoli e a dialoghi capaci di coinvolgere pubblici diversi, sempre con grande attenzione alla qualità”.
“Attraverso le relazioni – che sono sempre scambi reciproci – l’individuo costruisce il proprio pensiero, rafforza o mette in discussione le proprie convinzioni e cresce nella conoscenza di sé, degli altri e del mondo. In questo senso, il Festival dei Linguaggi rappresenta un prezioso spazio pubblico di confronto e di formazione culturale. Un ringraziamento sentito va a Università Aperta per aver saputo consolidare una rete ampia e virtuosa, coinvolgendo associazioni, scuole, realtà giovanili e più Comuni del territorio, con l’obiettivo dichiarato di favorire la comunicazione tra generazioni e di rendere la cultura un bene realmente condiviso”: conclude l’assessore alla Cultura.

