(Sesto Potere) – Forlì – 21 marzo 2026 – Oltre 5000 musulmani si sono riuniti in Fiera a Forlì per la celebrazione della fine del Ramadan con numeri – secondo gli stessi organizzatori – hanno superato le presenze degli anni precedenti. Un dato che Francesco Minutillo, referente del Comitato Forlì 93 di Futuro Nazionale, il movimento politicio del generale Vannacci, commenta con una nota.
“Siamo di fronte a un fenomeno, il radicamento dei musulmani nel nostro territorio, che cresce esponenzialmente anno dopo anno con una rapidità evidente – dichiara l’avvocato Francesco Minutillo, referente del Comitato Forlì 93 di Futuro Nazionale – e che sta modificando in profondità il volto delle nostre città. Il punto non è ignorarlo o minimizzarlo, ma avere il coraggio di leggerlo per quello che è e di affrontarlo”.
“Il tema – sottolinea Minutillo – non riguarda la libertà di culto, ma la mancanza di una visione politica capace di governare questi processi, lasciati oggi a una dinamica spontanea e priva di indirizzo. Ci si abitua progressivamente a tutto, anche a cambiamenti profondi, fino a considerarli normali. Ma la normalità non è un dato neutro: è il risultato di scelte – o di mancate scelte – politiche. E Forlì ha diritto di preservare la propria identità culturale che è essenzialmente cristiana e non musulmana”.
“Per noi, il preoccupante dato di Forlì pone una questione più ampia, che riguarda il rapporto tra identità, territorio e processi migratori. Proviamo a rovesciare la prospettiva – osserva Minutillo -: immaginiamo cosa significherebbe per un italiano vivere il Natale in un contesto completamente estraneo alla propria tradizione, ad esempio in un Paese desertico dove la dimensione della natività cristiana è assente. La distanza culturale, la mancanza di riferimenti, la nostalgia delle proprie radici sarebbero inevitabili”.
“Per cui questo non è un giudizio sulle persone, ma un dato umano e sociale: le comunità hanno bisogno di riconoscersi ed integrarsi anche culturalmente nei luoghi in cui vivono. Quando questo equilibrio si altera rapidamente, emergono inevitabilmente difficoltà”: aggiunge ancora Minutillo.
Da qui il richiamo a una linea politica più netta, in linea con il programma di Futuro Nazionale.
“Come ha efficacemente esposto il Generale Vannacci nella sua proposta di Remigrazione, serve il coraggio di affrontare il tema senza ipocrisie – prosegue Minutillo – anche attraverso politiche di ritorno volontario e assistito verso i Paesi di origine, fondate sul principio, riconosciuto anche a livello internazionale, del diritto di ogni persona a rientrare e remigrare nel proprio Paese”.
“Non si tratta di contrapposizioni, ma di visione: aiutare le persone a tornare a costruire il proprio futuro nei contesti di origine, vicino alle proprie famiglie, alle proprie tradizioni e alla propria identità, è una prospettiva che tutela sia la coesione delle nostre comunità e del nostro tessuto culturale e tradizionale, sia il benessere individuale”: afferma l’avvocato Minutillo.
“Continuare a non decidere – conclude Minutillo – significa lasciare che questi fenomeni evolvano senza governo. Futuro Nazionale con il Generale Vannacci propone invece una linea chiara: affrontare la realtà, governarla e restituire alla politica il compito che le spetta”.

