(Sesto Potere) – Ravenna – 16 febbraio 2026 – La CISL Medici commenta con una nota la notizia che sei medici del reparto malattie Infettive dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna sono indagati con l’accusa di: “falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, con l’aggravante della continuazione” in relazione ai certificati che erano chiamati a rilasciare per l’accompagnamento degli stranieri extracomunitari irregolari ai Cpr.
La CISL Medici afferma di vivere “con apprensione” e “profonda preoccupazione” quanto sta avvenendo all’ospedale Santa Maria delle Croci a Ravenna (nella foto) dopo la “perquisizione informatica” di giovedì 12 febbraio all’interno del reparto di malattie infettive.
La CISL Medici garantisce: “La totale e completa fiducia nel lavoro della magistratura ci obbliga sia a a rifiutare qualsiasi strumentalizzazione politica della vicenda sia a mantenerci distanti da processi mediatici già in atto” e intende “ribadire con forza che l’atto Medico ha come unico scopo la cura della persona e di conseguenza deve essere compiuto in totale autonomia e libertà. Autonomia e libertà che aumentano la responsabilità morale del medico che deve prendere decisioni sulla vita umana”.
“Vogliamo pertanto esprimere la nostra vicinanza ai colleghi oggetto della perquisizione e alle loro famiglie. Riteniamo necessario con serenità e distacco, prendendo spunto da questa dolorosa vicenda, chiarire ruoli, procedure e responsabilità dei medici ospedalieri che si trovano ad operare in un contesto di emergenza umanitaria quale è la migrazione. Chiarimento che si rende assolutamente necessario per tutelare la missione del medico ospedaliero e la sua serenità lavorativa. Rimaniamo fiduciosi in attesa della conclusione delle indagini”: conclude CISL Medici attraverso Cisl Romagna.

