martedì, Febbraio 17, 2026
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Immigrati, Cpr e sicurezza in Emilia-Romagna, in Regione discussi tre question time

(Sesto Potere) – Bologna – 17 febbraio 2026 – La giunta regionale chiarisca se sia favorevole o contraria ai centri di permanenza per il rimpatrio (CPR), confermando o smentendo le recenti dichiarazioni rese nei giorni scorsi dal sindaco di Bologna.

A chiederlo, con tre differenti question time discussi in apertura dei lavori dell’Assemblea legislativa in corso, sono state Marta Evangelisti (FdI), Simona Larghetti (Avs) e Valentina Castaldini (FI), le cui domande hanno preso le mosse da quanto affermato pubblicamente dal presidente della Regione, Michele de Pascale, che si è dichiarato disponibile a sedersi a un tavolo con il governo per discutere di integrazione e accoglienza, manifestando una sorta di apertura anche rispetto alla realizzazione di un CPR in Emilia-Romagna.

“La dichiarazione del presidente ha suscitato polemiche nella maggioranza assembleare regionale – ricorda Evangelisti -, in particolare da parte di esponenti di Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 stelle e in una parte del Partito Democratico”.

“Anche l’amministrazione comunale di Bologna ha manifestato la propria contrarietà – va avanti poi la consigliera -, all’ipotesi di realizzazione di un CPR nel territorio bolognese, sostenendo che gli stessi non funzionano e non garantiscono i diritti fondamentali, definendoli strutture non adatte a risolvere i problemi di sicurezza e gestione dei flussi migratori”.

Ricordando come il ministro dell’Interno abbia ribadito la volontà di rafforzare la rete dei CPR nelle regioni che ne sono prive, Evangelisti chiede chiarezza proprio sulla posizione della Regione Emilia-Romagna, nella consapevolezza che tali strutture siano ormai “centrali nel dibattito sulla sicurezza, perché hanno come obiettivo quello di rendere più efficienti le espulsioni degli stranieri irregolari”.

Stesso quesito, ma presupposti politici diversi per Larghetti: “In un’intervista rilasciata il 10 febbraio scorso il presidente de Pascale ha riferito che i CPR devono essere strumenti utilizzati esclusivamente per l’espulsione di persone socialmente pericolose, mentre ora ci finiscono anche persone che non hanno commesso nessun reato ma che sono sprovviste di un permesso di soggiorno o che lo hanno visto scadere, senza che ne sia dimostrata in alcun modo la pericolosità sociale. In una lettera del 12 febbraio il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha detto di voler implementare il piano per l’istituzione di CPR, specie nelle regioni che ne sono attualmente prive e il sindaco di Bologna Matteo Lepore, commentando la lettera di Piantedosi, ha dichiarato la propria contrarietà all’istituzione di un CPR a Bologna”.

Castaldini, nel porre la stessa domanda, ha ricordato come “Diversi esponenti di maggioranza dell’Assemblea legislativa hanno espresso perplessità rispetto alle dichiarazioni del presidente de Pascale”. Aggiunge: “Anche il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha dichiarato, attraverso organi di stampa, “mai con me sindaco”, la contrarietà alle parole di de Pascale è stata espressa anche da altri esponenti di giunta e consiglio di palazzo d’Accursio”. E Castaldini conclude: “I CPR sono oggi tasselli imprescindibili di una strategia di incremento della sicurezza del cittadino”.