(Sesto Potere) – Bologna – 17 febbraio 2026 – Il presidente della giunta regionale dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha risposto a tre differenti question time sul tema della gestione dell’immigrazione, dei Cpr e della sicurezza delle città presentati in apertura dei lavori dell’Assemblea legislativa regionale.
Tre question time presentati da Marta Evangelisti (FdI), Simona Larghetti (Avs) e Valentina Castaldini (FI).
“I temi dell’accoglienza e della sicurezza sono entrati nel dibattito pubblico in modo eccessivamente confuso – ha spiegato de Pascale -. Ho sempre rivendicato il diritto anche di essere minoranza in questo Paese sui temi dell’accoglienza: sono stato attaccato per un approccio eccessivamente umanitario, ho fatto appello ai porti aperti come sindaco di Ravenna. Detto questo, sulla sicurezza la riflessione è diversa. È stato posto un tema: quello della capacità, o dell’incapacità, del nostro Paese di espellere soggetti irregolari che abbiano dimostrato pericolosità sociale. Casi che destano la maggior rabbia sociale: su tutto questo dobbiamo interrogarci”.
E sul tema delle espulsioni, de Pascale va avanti. “Ci sono casi in cui la procedura di espulsione viene realizzata simultaneamente e altre circostanze in cui serve un periodo di fermo, la cosiddetta detenzione amministrativa. Davanti alla proposta del CPR abbiamo dubbi, abbiamo perplessità, ma siamo disponibili a discutere e a entrare nel merito, non avendo oggi una soluzione alternativa. E io a quel tavolo di confronto mi siedo, per approfondire e capire. Di fronte a questa disponibilità di dialogo, la risposta del ministro (si parla del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ndr) è stata: ‘entro qualche giorno vi comunicheremo dove apriremo il CPR a Bologna’. Preciso che poi la telefonata successiva con il ministro, per riallacciare il dialogo, è andata bene: se la discussione è seria, l’Emilia-Romagna si siede a discutere, se la volontà è solo quella di fare propaganda politica, allora è già un fallimento”.
Il punto è che in una lettera del 12 febbraio il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha detto di: “voler implementare il piano per l’istituzione di CPR, specie nelle regioni che ne sono attualmente prive”, mentre il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, commentando la lettera di Piantedosi, ha dichiarato la propria “contrarietà all’istituzione di un CPR a Bologna”.
Le repliche delle consigliere
“Non sono soddisfatta della risposta – ha replicato Evangelisti -. Non si tratta di opinioni, ma di garantire sicurezza ai cittadini. La preoccupazione non è l’immigrazione in sé, ma la sicurezza delle città e la necessità di allontanare chi rappresenta una minaccia. Abbiamo sentito dire da qualcuno che i CPR sono ‘buchi neri di democrazia’ o che accolgono persone che non hanno nessuna colpa. Ciò non corrisponde al vero: al loro interno vi sono persone che hanno precedenti penali, che hanno commesso reati gravi. È evidente che ci troviamo davanti, in questa Regione, a una maggioranza dilaniata, mentre i cittadini aspettano soluzioni. La disponibilità del Governo al dialogo c’è sempre stata e, nel caso specifico, il Ministro dell’Interno ha semplicemente dato una risposta in linea con l’azione di governo. Forse il presidente de Pascale dovrebbe insegnare alla sua maggioranza come si fa a dialogare. I CPR sono nel nostro programma, fanno parte di una visione, di una strategia: non sono risolutivi e siamo disponibili a introdurre ulteriori misure. Ma il tema qui è: o si sta con la legalità, rimpatriando coloro che devono essere espulsi o si accetta l’impunità. La nostra è una linea di coerenza ed è ciò che chiedono i cittadini: sicurezza, responsabilità e trasparenza”.
“La discussione che ruota intorno agli attuali CPR non è seria: se CPR è sinonimo di sicurezza, domandiamoci perché in percentuale a Milano dove il CPR c’è si registrano maggiori reati rispetto a Bologna dove il CPR non c’è. Per noi la detenzione amministrativa non è accettabile, se si tiene tanto alla legalità, legalità è anche non tenere persone detenute in maniera sbagliata”, ha spiegato Larghetti per la quale “la detenzione amministrativa non è ammissibile, non migliora la sicurezza del cittadino, i CPR non sono nel rispetto della legalità, i diritti umani vanno rispettati”.
“Finalmente – ha sottolineato Castaldini – si dice che la sicurezza è un tema essenziale per i cittadini, siamo disponibili ad ascoltare le proposte della giunta regionale, i tempi sono cambiati, è importante superare approcci ideologici che ancora esistono in diverse amministrazioni locali”.

