(Sesto Potere) – Bologna – 12 dicembre 2026 – La Presidente del Consiglio comunale di Bologna Maria Caterina Manca è intervenuta in apertura della seduta del Consiglio di oggi per ricordare Alessandro Ambrosio e le altre vittime del rogo di Crans Montana.
Il Consiglio ha osservato un minuto di silenzio.
Nel suo intervento Maria Caterina Manca ha ricordato anche Alessandro Ambrosio: “il giovane capotreno di 34 anni la cui vita è stata spezzata nei pressi della nostra stazione. Alessandro – per tutti semplicemente ‘Ambro’ – era un giovane figlio della nostra terra che aveva saputo coltivare i propri sogni e la passione per la musica. Dopo la laurea, aveva scelto con orgoglio di entrare in Trenitalia, raccogliendo il testimone dal padre: un passaggio di consegne che testimonia una profonda dedizione al servizio pubblico. Questa eredità di affetti e valori rende la sua scomparsa un lutto ancora più lacerante per l’intera ‘famiglia’ dei ferrovieri bolognesi e per tutti noi cittadine e cittadini. Alessandro è stato ucciso mentre tornava alla sua auto dopo aver terminato il proprio turno di lavoro. Una sequenza naturale, quotidiana, interrotta da una violenza così cieca e brutale che ferisce l’anima stessa della nostra città”.
Nel suo discorso Maria Caterina Manca ha citato anche il caso di due agenti della Polfer aggrediti e feriti nel corso di un controllo di routine in stazione.
E poi la Presidente del Consiglio comunale di Bologna ha ricordato l’immane tragedia consumatasi a Crans-Montana, in Svizzera: “Quella che doveva essere una festa di Capodanno per centinaia di giovanissimi si è trasformata in un dramma atroce: un’esplosione che ha causato 112 feriti e ha spezzato la vita a 47 ragazzi, 6 dei quali italiani: Giovanni Tamburi, Emanuele Galeppini, e Achille Barosi, Chiara Costanzo, Riccardo Minghetti e Sofia Prosperi. Mercoledì scorso in Cattedrale si sono svolte le esequie del bolognese Giovanni Tamburi. Un momento di dolore che ha scosso nel profondo la sensibilità della nostra intera comunità. Non possiamo restare indifferenti. Come istituzioni, ribadiamo che la violenza non può essere la cifra della nostra convivenza e che la sicurezza di chi lavora e di chi fruisce dei servizi è una priorità assoluta”.

