sabato, Marzo 21, 2026
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Guerra in Iran e rincari: coop agroalimentari in assemblea il 23 marzo a Cesena

(Sesto Potere) – Cesena – 21 marzo 2026 — Numeri, priorità e prospettive della cooperazione agroalimentare romagnola, a partire dai pesanti contraccolpi causati a export e produzione dal conflitto in Iran: se ne parla lunedì 23 marzo a Cesena, a partire dalle 9,30, in occasione dell’assemblea di settore organizzata da Legacoop Romagna. 

Cinquantasei cooperative aderenti, tra produzione e trasformazione, più di ventimila soci e 7.400 occupati, per un valore della produzione di oltre due miliardi di euro: questi i numeri principali del comparto da cui partiranno le relazioni dei responsabili di settore Mirco Bagnari, Federico Morgagni e Stefano Patrizi.

Seguiranno gli interventi delle cooperative e le conclusioni di Sara Guidelli, direttrice di Legacoop Agroalimentare nazionale, che si concentrerà sulla necessità di sviluppare le filiere per costruire il futuro dell’agricoltura e la difesa del reddito degli agricoltori. A coordinare i lavori sarà il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi. L’assemblea avrà luogo nella sala del consiglio di Apofruit, in viale della Cooperazione, 400.

In primo piano tra gli argomenti da trattare, naturalmente, ci saranno gli effetti della guerra in Medio Oriente sulle imprese associate. Legacoop Romagna ha attivato una apposita task force e l’assemblea di lunedì sarà l’occasione per un confronto diretto con le aziende, che hanno registrato fermo del container dell’ortofrutta e blocco dei contratti commerciali, oltre a rincari generalizzati su quasi tutti i costi di produzione. Lo shock ha riguardato tutti i prodotti derivati dal petrolio, dal gas o dipendenti dalla logistica internazionale, come i concimi e i fitofarmaci, riflettendosi anche sui prezzi di materiali fondamentali per le lavorazioni e la commercializzazione, come gli imballaggi.

«Quello che ci troviamo di fronte – dice il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi – è un mix esplosivo di aumento delle bollette energetiche, tensioni internazionali e inflazione, dove le imprese rischiano di trovarsi strette in una morsa tra aumento dei costi e riduzione dei consumi causata dalla perdita di potere d’acquisto delle famiglie. Il provvedimento di taglio delle accise sui carburanti da parte del governo è un primo passo, ma non basta: dobbiamo mettere in conto che gli effetti di questa crisi si prolungheranno nel tempo. Anche se i prezzi di energia e logistica tornassero a calare, l’eventuale adeguamento dei prezzi verso il basso richiederebbe comunque molto tempo e, nel frattempo, i costi già sostenuti sarebbero difficilmente recuperabili».