(Sesto Potere) – Roma – 9 marzo 2026 – In soli 10 giorni il prezzo del gasolio alla pompa è aumentato di oltre il 14%, portando un pieno di diesel a costare 12,3 euro in più rispetto a fine febbraio. Lo denuncia il Codacons, che ha messo a confronto i prezzi medi regionali dei carburanti comunicati oggi dal Mimit con quelli in vigore il 27 febbraio scorso, prima dell’ inizio del conflitto tra Israele e Usa da una parte e Iran dall’altra.
Oggi il prezzo medio del gasolio in modalità self, secondo le medie regionali del Mimit, si attesta in Italia a 1,970 euro al litro, con un balzo del +14,3% rispetto al prezzo medio nazionale di fine febbraio (1,723 euro/litro) – analizza il Codacons – Questo significa che in soli 10 giorni un pieno di diesel costa ad ogni automobilista ben 12,3 euro in più, pari ad una maggiore spesa da +296 euro annui se si considera una media di due pieni al mese.
Nello stesso periodo la benzina al self è aumentata di circa il 7%, con una maggiore spesa da circa +5,8 euro a pieno, quasi 140 euro in più su anno – aggiunge il Codacons.
Sul fronte dei prezzi medi regionali anche oggi si registrano ritocchi al rialzo, col gasolio che al self ha raggiunto una media di 2,008 euro al litro a Bolzano, 1,993 euro in Calabria, 1,990 euro in Sicilia, 1,985 euro in Valle d’Aosta – afferma il Codacons sulla base dei dati Mimit.
Ieri in 5 regioni italiane il prezzo medio della benzina in modalità self aveva superato la soglia di 1,8 euro al litro: Basilicata (1,812 euro), Calabria (1,820), Sicilia (1,805 euro), Valle d’Aosta (1,807 euro), provincia di Bolzano (1,819 euro), provincia di Trento (1,805 euro). E il prezzo medio del gasolio al self aveva raggiunto la soglia psicologica dei 2 euro al litro a Bolzano, 1,992 euro a Trento, 1,989 euro in Calabria, 1,985 euro in Valle d’Aosta, 1,984 euro in Sicilia.
Guardando alla rete autostradale, aumenta il numero di impianti che al servito vendono il gasolio sopra i 2,5 euro al litro, con i listini che in alcuni casi viaggiano verso i 2,6 euro al litro come sulla A4 o sulla A28 dove il diesel costa oggi 2,572 euro al litro,
“Il governo non deve più perdere tempo e deve intervenire tagliando le accise sui carburanti per almeno 15 centesimi di euro al litro, in modo da riportare i listini ai livelli pre-crisi – è l’appello del Codacons – Per farlo non servono nuovi decreti ma basta adottare la legge del 2023 sulle accise mobili che consente a Mef e Mase di intervenire subito con un provvedimento di riduzione della tassazione che, ricorda il Codacons, avrebbe effetti positivi immediati non solo sui costi di rifornimento ma anche sui listini al dettaglio dei prodotti trasportati”.

Intanto, alla luce delle significative tensioni sui prezzi dei prodotti energetici registrati negli ultimi giorni, connesse all’acuirsi della crisi geopolitica nell’area mediorientale, la Guardia di Finanza, su indicazione del Ministro dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha rafforzato il presidio di legalità lungo l’intera filiera dei carburanti in Italia.
L’intensificazione dell’attività di controllo, che si inserisce nell’ambito delle più ampie funzioni di polizia economico-finanziaria, risponde alla primaria esigenza di prevenire ogni forma di distorsione che possa recare pregiudizio ai consumatori e alterare il corretto funzionamento del mercato: spiega in una nota la Guardia di Finanza.
Gli interventi saranno finalizzati, da un lato, a verificare l’osservanza delle norme in materia di trasparenza e pubblicità dei prezzi al consumo, dall’altro, ad analizzare l’andamento dei valori di mercato dei prodotti energetici, in tutte le fasi di commercializzazione, anche allo scopo di far emergere eventuali accordi anticoncorrenziali.
Al contempo, tenuto conto che rapide oscillazioni dei prezzi al consumo possono alimentare il rischio di maggior ricorso a canali illeciti di approvvigionamento, la Guardia di Finanza annuncia che sarà intensificato il controllo economico del territorio al fine di far emergere eventuali condotte di evasione o di frode, realizzate attraverso l’immissione in consumo di prodotti energetici sottratti al regime impositivo, la falsa classificazione merceologica dei carburanti e la irregolarità nella circolazione e tracciabilità dei prodotti.
Da parte sua la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con un videomessaggio, ha annunciato che il governo sta valutando di attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili al fine di – sue parole – “mitigare il più possibile le conseguenze del conflitto per i cittadini e la nostra nazione” e sarà costituita anche un’apposita “task force per monitorare l’andamento dei prezzi”.

