martedì, Aprile 1, 2025
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Gruppo comunale Pd: “Visione della cultura e dei suoi contenitori fatta da Zattini solo di annunci”

(Sesto Potere) – Forlì – 1 aprile 2025 – Il gruppo consiliare del Partito democratico, commentando il “botta e risposta” andato in scena sulla stampa tra l’assessore alla Cultura Bongiorno e l’ex assessore Giovanni Tassani, stigmatizza quella che definisce “la consuetudine dell’Amministrazione Zattini” nei confronti di chiunque sollevi rilievi sull’operato della Giunta e “l’atteggiamento dell’Amministrazione di profonda chiusura nei confronti di ogni suggerimento o critica, anche quando argomentata e di merito” e questo “nonostante gli appelli retorici al coinvolgimento della città e della sua comunità intellettuale nella candidatura di Forlì a Capitale italiana della cultura”.

Il gruppo consiliare del Partito democratico porta l’esempio della situazione: “delle biblioteche che operano con poco personale rispetto ai parametri nazionali. È una critica ingenerosa? No, purtroppo è veritiera.  Sui fondi antichi Tassani sottolinea la mancanza di personale giovane che possa apprendere ed appassionarsi a quel patrimonio inestimabile. È una critica approssimativa? Purtroppo no. Quanto alla collezione Verzocchi, ormai è messa in deposito da qualche parte e non visitabile. È una critica affrettata? Purtroppo no”.

“E’ nota da tempo – aggiunge il gruppo consiliare del Partito democratico di Forlì – la condizione precaria in cui versano i musei e la biblioteca: il Museo archeologico, i cui reperti sono custoditi in casse, e non visitabili; le straordinarie raccolte Piancastelli con carte, pergamene, quadri, e altri importanti documenti praticamente inaccessibili; il museo del Risorgimento e Villa Saffi, per i quali sono stati spesi tanti annunci ma ancora oggi non è dato a sapere tempi di recupero e progetto museologico; il Museo sotto la chiesa San Giacomo, che dovrebbe illustrare la storia e gli scavi del San Domenico, dimenticato nonostante gli  investimenti pubblici per lo studio e l’esposizione dei materiali; il Museo etnografico e il Museo del teatro, caduti nell’oblio”.

“Si può andare avanti: la Rocca di Ravaldino merita un necessario e più rigoroso intervento che ne renda possibile la fruizione, da potenziare anche recuperando il prezioso lavoro realizzato nel 2009 con l’ausilio di uno dei più importanti castellologi d’Italia. Sempre dentro la Rocca potrebbe trovare collocazione il Museo delle ceramiche, le quali peraltro in buona parte provengono dal fossato, così come al primo piano potrebbe trovare spazio l’Armeria Albicini. Se i musei cittadini sono pressoché tutti chiusi, non va meglio per la biblioteca. Il risultato di sei anni di ritardi nei lavori sul Merenda, spostamenti vari di sede e di personale e smantellamento di palazzo Romagnoli è un servizio disgregato e confuso, con inevitabili disagi per i cittadini e, quindi, un drastico calo degli accessi. Dal 2019 al 2024 i libri dati in prestito sono scesi da 88.000 a 60.000”: continua il gruppo consiliare del Partito democratico.

“Un quadro altrettanto preoccupante – aggiungono i consiglieri Dem – emerge guardando i principali contenitori culturali, per il recupero dei quali l’Amministrazione Zattini ha potuto godere di finanziamenti nazionali e comunitari senza precedenti. Per quanto riguarda Palazzo Romagnoli, le scelte incomprensibili della Giunta hanno smantellato un allestimento coerente, realizzato grazie a ingenti risorse pubbliche, come sede museale dotata di allestimenti dedicati per ospitare la sezione novecentesca della Pinacoteca e la collezione Verzocchi. Il risultato, nonostante i mirabolanti proclami dell’assessore Buongiorno, è che da mesi la Verzocchi, le sculture di Wildt, le opere di Giorgio Morandi non sono visitabili, mentre la data di riapertura del Palazzo che ospiterà una parte della biblioteca continua ad essere rinviata”.

“L’enorme ritardo nei cantieri sembra del resto un marchio di fabbrica della Giunta. Per quanto riguarda l’Auditorium della Musica, per esempio, l’Amministrazione aveva annunciato in pompa magna la prima stagione musicale per il 2023/2024 ma ad oggi siamo ancora alle notizie di future inaugurazioni, sempre rimandate nel tempo, nonostante i lavori siano in corso dal 2021. A palazzo Albertini, il recupero era iniziato addirittura nel mandato del sindaco Drei, con interventi di consolidamento sismico. Nel 2019 Zattini aveva annunciato una ristrutturazione complessiva, con lavori che si dovevano concludere nel 2023. Invece siamo nel 2025 e l’intervento è ancora in atto, con la speranza di poterlo chiudere “forse” entro dicembre, con “solo” 3 anni di ritardo. Su Palazzo Merenda i lavori di ristrutturazione sono iniziati con il Sindaco Drei nel 2019 (anche qui le ricostruzioni di Buongiorno sono lacunose) con 2 milioni di euro trovati in un periodo di scarsissime risorse dovute ai vincoli del patto di stabilità europeo. Eppure tali interventi, la cui conclusione era stata per la prima volta annunciata addirittura a fine 2021, di ritardo in ritardo, sono ancora in corso. Speriamo si possa concluderli entro giugno 2026, altrimenti le risorse Pnrr andranno perse”: commentano i consiglieri comunali del Partito democratico di Forlì.

“Anche alla luce di questi risultati più che deludenti, stupisce che Bongiorno trovi il coraggio di affermare che nel 2019 la Giunta Zattini si è insediata trovando un deserto culturale. Al contrario, grazie anche all’impegno delle precedenti amministrazioni, la nostra città poteva, e può, vantare: il San Domenico e il San Giacomo in attività come fiori all’occhiello, il recupero del San Sebastiano e dell’ex Gil, l’allestimento di palazzo Romagnoli, l’attività di Atrium sui temi del razionalismo, la prima tranche dei lavori sul Merenda già finanziata e cantiere avviato, il nuovo campus dell’università, ecc. Semmai, arrivati al 2025, è lecito chiedersi cosa abbia prodotto l’Amministrazione Zattini a parte i musei smontati, gli slogan e cantieri interminabili e in ritardo. La verità è che nelle loro dichiarazioni gli esponenti della Giunta Zattini mostrano una approssimazione notevole sui programmi e sulle date che dovrebbero caratterizzare i lavori e le riaperture degli istituti culturali forlivesi, cosa che denota, come ha sostenuto Tassani, una visione della cultura e dei suoi contenitori fatta solo di annunci, priva di un progetto di valorizzazione coerente e complessivo”: afferma il gruppo comunale Pd.


“Con tutti i musei chiusi non stupisce che, al di là della permanente attrattiva delle grandi mostre della fondazione, Forlì fatichi a trovare nuove strategie per attirare turisti: l’anno 2024 si è concluso con una flessione degli arrivi non solo sul 2023 ma anche di quasi il 12% rispetto al 2019. Insomma, se davvero vogliamo che Forlì diventi la capitale della cultura c’è bisogno di più organizzazione e di una collaborazione vera di tutte le forze politiche, associative ed imprenditoriali, mentre la Giunta Zattini deve realmente mostrarsi interessata e capace di ascoltare le tante voci e le associazioni culturali che possono dare il loro fattivo contributo”: conclude il gruppo consiliare del Partito democratico di Forlì.