(Sesto Potere) – Forlì – 5 aprile 2025 – “Senza pudore ne’ vergogna la Giunta Zattini presenta come propria un’opera (il Giardino del Torrione, inaugurato pochi giorni fa, ndr) il cui progetto esecutivo e’ stato fatto ancora durante la giunta Drei, sotto la spinta del comitato che raccolse 5000 firme per impedire l’abbattimento degli alberi di corso Diaz. Inoltre, attribuiscono i 15 anni della loro chiusura alle amministrazioni precedenti, omettendo di dire come stanno in realtà le cose: i giardini vennero chiusi per motivi di sicurezza, dalla torre dell’acqua erano caduti materiali e l’area venne preclusa al pubblico”: lo scrive in una nota Alessandro Ronchi, di Europa Verde Forlì.
“Il Comitato per la salvaguardia degli alberi di Forlì manifestò a lungo perché i giardini riaprissero al più presto, completando così i lavori di riqualificazione del verde di Corso Diaz, rialberato grazie alla grande battaglia democratica che tutti ricorderanno. Il progetto venne presentato al pubblico dagli assessori e dai tecnici dell’epoca. Nell’occasione il Presidente di Romagna Acque (nella foto in alto) spiegò le ragioni dei ritardi e il tecnico comunale illustrò il progetto esecutivo del giardino. Il progetto non si poteva subito attuare perché erano in corso i lunghissimi lavori di consolidamento del torrione da parte di Romagna acque”: aggiunge ancora Alessandro Ronchi.
“Questa amministrazione (si parla sempre della Giunta Zattini, ndr), finiti da tempo i lavori del torrione, ha usato i soldi del PNRR per realizzare quanto pensato e voluto da altri, ben prima di loro. Trovano sempre modo di vantarsi di cose che non hanno neppure pensato, senza citarne la storia e l’origine e al contrario cercando di gettare il fango su chi ha lavorato per quello che stanno inaugurando in questi anni”: continua il suo ragionamento l’esponente di Europa Verde Forlì.
“Dobbiamo infine sottolineare una differenza fondamentale tra quelli di adesso e quelli di prima: allora i progetti venivano presentati alla cittadinanza, discussi pubblicamente e non come ora, tenuti nascosti fino all’ultimo! La città è di tutti, non un bene riservato a chi temporaneamente l’amministra, ed è necessario che le opere siano discusse e condivise, come avveniva addirittura nel ventennio, con metodi che questa giunta riesce perfino a far rimpiangere”: conclude Alessandro Ronchi.
