(Sesto Potere) – Bologna – 21 gennaio 2026 – La Grande Partenza del Giro d’Italia 2026 si terrà, per la prima volta nella storia, in Bulgaria. Il Paese dell’Est, infatti, ospiterà le prime tre tappe della 109esima edizione della Corsa Rosa.
Il governo bulgaro e RCS Sport hanno infatti raggiunto un accordo che designa formalmente la Bulgaria come sede delle tappe iniziali, a seguito di un processo di negoziazione e strutturazione condotto da RCS Sport , con il supporto di Go Group Consultancy (GGC), advisory firm con focus sull’Europa orientale,in qualità di transaction advisor.
L’accordo prevede che le prime tre tappe del Giro d’Italia 2026 copriranno un totale di oltre 600 km, attraversando la Bulgaria da Nessebar a Sofia, nel pieno rispetto dei requisiti tecnici e di sicurezza internazionali per le competizioni ciclistiche d’élite. Parteciperanno decine di comuni, ciascuno responsabile delle attività operative e promozionali locali volte a massimizzare la visibilità e l’impatto sulle comunità.
La Bulgaria potrà quindi mostrare il suo patrimonio culturale, i suoi paesaggi e il suo potenziale di investimento a un pubblico internazionale senza precedenti.
A livello istituzionale, l’Italia e la Bulgaria godono di legami bilaterali di lunga data, con l’Italia che si colloca costantemente tra le principali fonti di investimenti diretti esteri della Bulgaria. Questa solida base ha facilitato il rapido sviluppo della partnership. L’imminente adesione della Bulgaria all’Eurozona nel gennaio 2026 rafforza ulteriormente la sua posizione di destinazione europea sempre più attraente per il turismo, gli investimenti e gli eventi internazionali. Simbolicamente, portare la Grande Partenza in Bulgaria riflette l’impegno del Giro d’Italia a celebrare la diversità culturale e geografica dell’Europa, ampliando al contempo la dimensione internazionale della gara.
“Questo evento aumenta significativamente la visibilità internazionale della Bulgaria e rafforza la sua posizione sulla mappa turistica mondiale”, ha affermato il Primo Ministro della Bulgaria, Rosen Željazkov.

Il Giro d’Italia maschile 2026 partirà dalla Bulgaria, venerdì 8 maggio, per terminare a Roma domenica 31 maggio. C’è anche una tappa emiliano-romagnola, la Cervia (Ra)-Corno alle Scale (Bo), la vetta più alta dell’Appennino bolognese , che si svolgerà domenica 17 maggio.
Ma nell’edizione 2026 del Giro d’Italia l’Emilia-Romagna ospitare la partenza del Giro Women, con tre tappe complessive.
Partirà sabato 30 maggio da Cesenatico (Fc) per terminare domenica 7 giugno a Saluzzo (Cn), in Piemonte.
La corsa si snoderà lungo nove tappe, una in più rispetto alle due precedenti edizioni, per un totale di 1.153,7 km e 12.500 metri di dislivello. La prima sarà tutta romagnola: la Cesenatico-Ravenna, per139 km di lunghezza. L’avvicinamento alla meta avverrà attraverso la pianura ravennate fino a sfiorare le Valli di Comacchio; poi passaggio sull’arrivo per affrontare due giri di circuito di circa 23 km. Il percorso transiterà per Cella, Pisignano, Casemurate, San Zaccaria, San Pietro in Vincoli, Ghibullo, San Pancrazio, Russi, Bagnacavallo, Alfonsine, Savarna, Sant’Alberto, la rotatoria con la Statale 309 Romea, Ravenna, Marina di Ravenna (due giri), e arrivo a Ravenna.
Il Giro Women tornerà in Emilia-Romagna, dopo aver fatto tappa in Veneto, Friuli e Trentino,con la sesta tappa, in calendario giovedì 4 giugno, la Ala (Tn)-Brescello (Re), lunga 155 km: l’inizio tra Adige e Lago di Garda, per poi attraversare la pianura veronese e mantovana fino a oltrepassare il Po poco prima dell’arrivo, in terra reggiana. E partirà dall’Emilia-Romagna, dal parmense, per poi attraversare il territorio piacentino, la settima tappa, quella di venerdì 5 giugno, la più lunga del Giro d’Italia Women con i suoi 165 km: la Sorbolo Mezzani (Pr)-Salice Terme (Pv).
Da Sorbolo Mezzani le cicliste andranno verso Colorno, poi Trecasali, San Secondo Parmense, Carzeto, Soragna, Roncole Verdi, Busseto (in provincia di Parma). Percorreranno poi un lungo tratto di territorio piacentino, passando anche per il capoluogo: Cortemaggiore, Chiavenna Landi, Le Mose, Piacenza, Madonna del Pilastro, Borgonovo Val Tidone, Trevozzo, Nibbiano, per poi entrare in provincia di Pavia.
Secondo un’analisi condotta da Banca Ifis sul Giro, la corsa rosa si conferma uno dei più potenti motori economici e turistici d’Europa.
Lo studio evidenzia un beneficio complessivo superiore ai 2 miliardi di euro, risultato della combinazione tra un impatto immediato di 620 milioni di euro legato alla spesa dei turisti sportivi e all’organizzazione dell’evento, e un impatto differito di 1,4 miliardi di euro generato dal ritorno dei visitatori e dal valore delle infrastrutture lasciate sul territorio.
Con oltre 2,1 milioni di spettatori dal vivo e una capacità mediatica che trasforma nei mesi successivi milioni di telespettatori in nuovi visitatori, il Giro d’Italia rappresenta una piattaforma unica per la valorizzazione dei territori ospitanti. Le ricadute positive coinvolgono 10 diversi settori economici: si va dal turismo alla ristorazione; dai produttori di componentistica per biciclette ai produttori di abbigliamento sportivo; dai produttori di cicli ai trasporti; dall’hôtellerie al commercio; dai musei, gallerie e associazioni culturali ai produttori locali di settori non collegati direttamente al Giro.

