(Sesto Potere) – Forlì – 5 gennaio 2026 – Il presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Maurizio Gardini, e il vicepresidente e direttore generale delle grandi mostre al San Domenico, Gianfranco Brunelli, hanno tracciato questa mattina il bilancio delle attività svolte nel corso del 2025 ed hanno indicato in grandi linee i progetti che caratterizzeranno l’attività dell’ente nel nuovo anno. Presente al ytradizionalke incontro con i giornalisti anche il segretario Andrea Severi.
Primo dato – davvero importante – in seguito all’anno record (definito “eccezionale”) per le borse, redditività e investimenti azionari, la Fondazione Cassa dei Risparmi, forte di una consistente crescita del patrimonio (che sfiora i 900 milioni di euro) potrà garantire un maggiore sostegno al territorio attraverso un incremento delle risorse erogate.

Ed il cenno di Gardini va al territorio dei Comuni del comprensorio appenninico le cosiddette aree interne, che sono stati affiancati nella progettazione e negli investimenti sui progetti che intercettano il Pnrr e i fondi per lo Sviluppo e la Coesione dell’Unione Europea per ridurre le disparità economiche e sociali tra i cittadini.
Così come si cita l’ennesima erogazione di fondi per fronteggiare il pericolo alluvione e sostenere progetti contro il dissesto idro-geologico e la tutela delle città anche attraverso la realizzazione di nuove casse di espansione, e si annuncia il nuovo accordo tra la Fondazione e il commissario alla ricostruzione Curcio.
Così come si dimostra attenzione ai territori periferici attraverso la scelta della Fondazione di investire risorse cospicue in Poste Italiane che da tempo ha olanciato il Progetto Polis che mira a rivitalizzare i piccoli comuni e le aree interne italiane, contrastando lo spopolamento e il digital divide, attraverso la trasformazione degli uffici postali in “Case dei servizi di cittadinanza digitale”, con l’erogazione di servizi solitamente somministrati dalla pubblica amministrazione per garantire parità di condizioni con le grandi città, supportando la coesione economica e sociale.
E poi c’è un forte richiamo all’università, con il presidente Maurizio Gardini, che ha ribadito per l’ennesima volta che l’insediamento del campus di Forlì è stata una scelta strategica che ha avuto un ulteriore rafforzamento con l’arrivo dei corsi della facoltà di Medicina dell’Università di Bologna che a lungo andare avrà una ricaduta positiva sulla sanità a livello locale , anche in termini di offerta di camici bianchi.
C’è il progetto dello studentato universitario di via Giorgina Saffi che potrebbe accogliere i primi studenti già nel prossimo settembre. ed il cantiere della Palazzina per le aule di studio nell’area ospedaliera di Vecchiazzano. L’accoglienza nel percorso universitario è fondamentale. E la Fondazione contribuirà al miglioramento delle condizioni logistiche, abitative e infrastrutturali
Così come di assoluto rilievo sono – in ambito universitario a Forlì – i corsi della laurea magistrale in Ingegneria nautica e navale specializzata.

Tornando all’ambito ospedaliero il presidente Gardini ha nuovamente parlato della nuova e innovativa Tac per l’ospedale Morgagni-Pierantoni, la terza apparecchiatura in servizio e per alleggerire l’attività del Pronto Soccorso, con un investimento da un mione e mezzo di euro: “la seconda di questo tipo in Italia, la prima al servizio della sanità pubblica”, ed ha sottolineato l’attenzione della Fondazione per il settore annunciando un altro macchinario – in fase di collaudo – per la Pneumologia e la diagnosi precoce del tumore al polmone.
Tra i nuovi investimenti all’orizzonte quelli relativi al progetto della Fondazione “Mercury”, promossa dalla stessa Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì con l’Amministrazione comunale di Forlì e in accordo con la Regione Emilia Romagna, l’Università di Bologna e la Serinar, per promuovere ulteriormente lo sviluppo del polo tecnologico-aeronautico forlivese con l’obiettivo ultimo di dare vita sul territorio ad un hub aerospaziale di rilievo nazionale. Una fondazione che tiene insieme tutti gli attori e comprende anche Enac ed Enav. Un progetto (ad uso civile, si parla di comunicazione, e non militare) che sarà presentato nei prossimi giorni al Governo.
Il vicepresidente e direttore generale delle grandi mostre al San Domenico, Gianfranco Brunelli, ha confermato l’impegno nei confronti delle numerose e significative iniziative culturali promosse e sostenute dalla Fondazione, dalle Grandi Mostre al San Domenico alle mostre fotografiche autunnali, che grande successo hanno riscosso – l’ultima dedicata alle opere di Letizia Battaglia ha visto negli ultimi tre giorni oltre 4 mila visitatori e punta a raggiungere il tetto delle 30mila visite – fino all’attivazione delle Commissioni speciali “Genere e generazioni” e “Rigenerazione urbana e territoriale”.
Brunelli ha ricordato la mission della Fondazione in ambito culturale a sostegno – attraverso gli appositi bandi – del Terzo Settore, degli enti ecclesiastici e delle istituzioni scolastiche e sociali per stimolare processi di conservazione e rigenerazione del patrimonio culturale, architettonico e storico-artistico e favorire la partecipazione di tutti gli attori sociali e di tutta la comunità nella creazione delle molteplici espressioni culturali. Con l’obiettivo di mantenere elevato il livello qualitativo dell’offerta culturale del territorio, anche in una prospettiva di sviluppo socio-economico, valorizzando il ricco panorama delle realtà del Terzo Settore sul territorio, favorendo il coordinamento, la collaborazione, la concertazione tra le associazioni, puntando ad una innovazione culturale orientata verso le nuove generazioni.

E con questo spirito s’è dato corso al dossier (60 pagine consegnate su 300 dello studio completo) di candidatura di Forlì-Cesena e del territorio a Capitale della Cultura 2028: “C’è un’idea antropologica e sociale dietro la candidatura. La candidatura è uno strumento per ripensare le città e i territori. L’obiettivo è anche uno strumento. L’obiettivo è una sfida in sé stessa”: ha chiosato Brunelli.
A breve – il 20 gennaio – l’annuncio del Ministero della Cultura dei dieci progetti finalisti in corsa per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028. Da questa rosa, il prossimo 27 marzo, emergerà la città vincitrice, destinata a raccogliere il testimone dopo Agrigento 2025, L’Aquila 2026 e Pordenone 2027.
In conferenza stampa s’è parlato anche dei progetti diriqualificazione urbana del complesso della Ripa e dell’ex zuccherificio Eridania di Forlì con la Fondazione che ha proposto alcune ipotesi di recupero.
“Per l’ex Eridania di Forlì non c’è la Fondazione Barilla come a Parma”: ha detto Gardini prevedendo tempi lunghi e costi elevati (“alcune decine di milioni di euro”), facendo cenno all’esperienza dell’ex zuccherificio Eridania a Parma, dove sorgeva uno dei più grandi zuccherifici italiani, che è stato riqualificato dalla famiglia Barilla e trasformato in un grande polo polifunzionale e culturale con annessa grande area verde.
E Brunelli ricorda la strada che è stata evocata più volte dal sindaco di Forlì Zattini per immaginare il futuro della grande area attraverso un “Concorso internazionale di idee”.


