(Sesto Potere) – Forlì – 17 marzo 2026 – La consigliera regionale del PD Valentina Ancarani ha depositato oggi in Assemblea legislativa una risoluzione che impegna la Giunta dell’Emilia-Romagna a sollecitare il Governo affinché garantisca finanziamenti strutturali e continuativi per l’edilizia scolastica, con particolare riferimento alle scuole secondarie di secondo grado.
“Conosco bene questa materia: da Vicepresidente della Provincia di Forlì-Cesena con delega all’edilizia scolastica ho toccato con mano le condizioni del patrimonio edilizio delle nostre scuole superiori – spiega Ancarani –. Si tratta spesso di edifici datati, con caratteristiche dimensionali e funzionali complesse strutture grandi, in molti casi storici e soggetti a vincoli, che richiedono interventi significativi di manutenzione sia ordinaria che straordinaria, adeguamento sismico ed efficientamento energetico”.
“Dopo un lungo periodo di estrema carenza di risorse, il PNRR ha dato un impulso importante: nuovi spazi scolastici e sportivi, riqualificazioni, messa in sicurezza. – spiega Ancarani –. Tornare ai livelli di finanziamento precedenti il PNRR non è accettabile – prosegue Ancarani -. Serve assicurare continuità agli investimenti anche dopo la fine della programmazione straordinaria”.
La risoluzione richiama il ruolo delle Province, titolari delle competenze sull’edilizia delle scuole superiori che tuttavia operano in un contesto di risorse finanziarie fortemente limitate. Per questo chiede alla Regione di rafforzare la propria azione in sede di Conferenza Stato-Regioni, sollecitando il Governo a prevedere un piano strutturale e pluriennale di interventi che consenta agli enti locali una capacità di programmazione nel medio-lungo termine.
“Questo è ancora più importante – conclude Ancarani – anche alla luce delle politiche regionali che puntano a fare delle scuole luoghi di aggregazione e di incontro anche oltre l’orario curricolare. Scuole aperte più a lungo significano spazi utilizzati di più, e spazi utilizzati di più devono essere sicuri e adeguati. Politiche educative e investimenti infrastrutturali devono camminare insieme”.

