(Sesto Potere) – Forlì – 21 gennaio 2026 – Il consiglio dei Ministri ha deciso di commissariare quattro regioni, tra cui l’Emilia Romagna, causa
la mancata approvazione del piano di dimensionamento scolastico per il prossimo anno 2026/27.
“Un dato significativo è che la nostra Regione, a fronte all’obiettivo fissato dal DM n.127 del 2023 di 938 studenti per autonomia scolastica, ha una media di 996 studenti, dunque un numero più alto ed efficiente di quello richiesto. Tra l’altro, lo stesso decreto prevedeva coefficienti correttivi e un principio di gradualità per condurre il processo di adeguamento in modo equilibrato. Invece, l’operazione forzata, condotta dal Direttore dell’ufficio Scolastico regionale in qualità di commissario, colpisce due autonomie scolastiche della provincia di Forlì-Cesena, all’interno delle 17 regionali e presenta concrete criticità, che avranno ripercussioni sulla qualità dell’offerta formativa e sulle condizioni di lavoro dei Dirigenti scolastici, dei Dirigenti dei Servizi amministrativi, dei docenti e di tutto il personale Ata, che già si trovano a lavorare in una situazione di sottodimensionato. Questo atto perentorio, fortemente condannato dalla Regione, a partire dal Presidente de Pascale, e
anche da sindacati e realtà locali, dimostra come Governo e Ministro non vogliano il confronto e il dialogo con il territorio per la ricerca di scelte condivise”: afferma in una nota Rinnoviamo Forlì (nella foto di repertorio il coordinamento).
“La decisione comporterà istituzioni più ampie, dove sarà più difficile garantire una formazione di qualità per tutti. Di conseguenza, ci saranno maggiori difficoltà di gestione, ripercussioni sull’offerta formativa e sul carico di lavoro. Inoltre, i criteri adottati, basati su parametri numerici crescenti, non tengono conto della specificità territoriale e delle caratteristiche ed esigenze della comunità interessata”: aggiunge ancora Rinnoviamo Forlì che ricorda essere: “vicina alle problematiche del territorio e attenta alle condizioni organizzative dei cittadini”, associandosi su questo tema “alla richiesta di individuare soluzioni condivise che tengano insieme sostenibilità organizzativa, qualità dell’istruzione e benessere delle famiglie”.
“In un momento particolare, come quello attuale, considerati gli avvenimenti di cronaca, anche tragici, che vedono coinvolti dei ragazzini, sarebbe d’obbligo un forte impegno per offrire aiuto a tutti coloro che vivono quotidianamente le istituzioni scolastiche, senza creare loro ulteriori problemi. Una scuola funzionale e di qualità è da ritenersi un’urgenza sociale se vogliamo aiutare i ragazzi a crescere in una società che li pone davanti a sfide sempre più complesse e non si avrà con mere scelte di tipo ragionieristico ma con decisioni coraggiose che mirino alla sostanza, con una visione che guardi al futuro”: conclude Rinnoviamo Forlì.

