(Sesto Potere) – Forlì-Cesena, 30 marzo 2026 – CNA sottolinea che quanto si è materializzato nel Decreto Fiscale rispetto alla questione dei cosiddetti “Esodati di Transizione 5.0” è paradossale. Lo denuncia il presidente di CNA Forlì-Cesena Sandro Siboni, che aggiunge: “Imprese che sono state tagliate fuori dalla misura di incentivo ingiustamente da un decreto ministeriale a fine novembre, a seguito di un taglio retroattivo di cui stiamo valutando la legittimità costituzionale, ora si vedono solo parzialmente riammesse ma con un taglio del 65% del contributo originario. Per non parlare delle imprese che avevano fatto investimenti in fotovoltaico che vengono completamente escluse dal contributo, alla faccia della sostenibilità. Un aspetto che appare particolarmente grave e miope, alla luce della crisi energetica internazionale di cui come paese subiamo pesantemente le conseguenze negative. Siamo delusi e amareggiati. Le piccole e medie imprese avevano creduto in questa misura sin dall’estate scorsa”.
“Solo nella nostra provincia ipotizziamo che siano circa un centinaio le imprese che ora si troveranno in grandi difficoltà finanziarie, di fronte a spese che, sulla base di progetti regolarmente approvati dal ministero, ora non potranno beneficiare delle agevolazioni legalmente previste. Le imprese coinvolte rientrano tutte nel comparto della produzione e tra loro circa il 50% ha previsto interventi sul fotovoltaico. Ricordiamo che le imprese che restarono escluse avevano completato già la loro parte di pratica ma stavano attendendo la documentazione dai propri gestori; quindi, furono escluse non per colpa loro”: continua il presidente di CNA Forlì-Cesena.
“Ci aspettiamo che, in fase di conversione del decreto, il Governo trovi le risorse mancanti per tutte le imprese che avevano effettuato investimenti confidando sulla certezza del diritto. Altrimenti si confermerebbe la rottura della fiducia tra PMI e Governo. Non accettiamo, infine, che si affermi che questa misura sia necessaria per reperire risorse al fine di contrastare il caro energia legato alle tensioni geopolitiche in Eurasia: non tolleriamo che si tenti di mettere le imprese le une contro le altre o ancora peggio le imprese contro i cittadini. Ricordiamo che il benessere di un territorio come il nostro si è sempre fondato su un forte sviluppo dell’artigianato, del commercio e della piccola e media impresa, che ha distribuito e distribuisce ricchezza e welfare per tutti. Gli artigiani, i commercianti e le PMI romagnole non meritano di essere trattati in questo modo. Come CNA non lasceremo nulla di intentato per tutelare le imprese, per ottenere il rispetto – etico e fiscale – di chi quotidianamente contribuisce al benessere della comunità”: conclude il presidente di CNA Forlì-Cesena Sandro Siboni.
In alto: foto di Sandro Siboni, presidente CNA Forlì-Cesena

