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Dazi Usa a prodotti Made in Italy. Confartigianato: Meccanica e automotive i più esposti

(Sesto Potere) – Cesena – 2 aprile 2025 – Da domani si attiva la tariffa del 25% sulle automobili importate negli USA imposta dalla Presidenza degli Stati Uniti. Successivamente, ma non oltre il 3 maggio 2025, il dazio si estende anche ai pezzi di ricambio per automobili.

La Commissione europea ritiene dannose le tariffe USA sulle importazioni di automobili e continuerà a cercare soluzioni negoziate, salvaguardando al contempo i propri interessi economici. Come ricordato nell’intervento odierno della Presidente von der Leyen al Parlamento europeo, dopo i dazi del 25% e sulle importazioni di acciaio, alluminio, automobili e componenti per auto, si delinea un allargamento ad altri settori e per domani è atteso l’annuncio delle tariffe “reciproche” che si applicheranno immediatamente a quasi tutti i beni e a molti paesi del mondo.

Una analisi territoriale che considera il peso dell’export negli USA relativo ad autoveicoli, rimorchi e semirimorchi – per il 77,2% ad automobili e veicoli per il trasporto persone inferiore a 10 posti, per il 19,1% da ricambi, accessori e carrozzerie è per il rimanente 3,7% da altri autoveicoli – sul valore aggiunto regionale indica che la maggiore esposizione ai dazi USA sulle automobili si registra in Emilia-Romagna (1,81%), davanti a Piemonte (0,41%), Campania (0,30%) e Trentino-Alto Adige (0,22%).

Insieme, queste quattro regioni rappresentano l’89,2% delle esportazioni nazionali di autoveicoli negli USA, con la quota più elevata detenuta dall’Emilia-Romagna, che esporta il 67,1% del valore.

L’analisi dell’esposizione ai dazi USA sulla filiera dell’auto è proposta nel focus territoriale contenuto nel 33° Report su trend economia, congiuntura e MPI, ‘Le prospettive per economia e imprese di fronte ai nuovi equilibri globali’, predisposto in collaborazione con l’ Osservatorio Mpi Confartigianato Emilia-Romagna

“I dazi – spiega il gruppo di presidenza di Confartigianato Cesena composto da Daniela Pedduza, Stefano Soldati e Fulvia Fabbri (nella foto) – colpiscono un esteso indotto, dominato dai settori della meccanica: i prodotti in metallo determinano il 9,3% del valore aggiunto della filiera dei mezzi di trasporto su gomma, i macchinari il 6,9% e la metallurgia il 4,2%.   L’Emilia-Romagna è anche la prima regione italiana per maggior peso degli addetti di MPI della Meccanica sugli addetti del totale economia, pari al 6,1% (è il 4,1% la media nazionale). Il territorio più esposto è quindi anche quello con il maggior peso dell’indotto dell’automotive sull’occupazione territoriale”.

Gli effetti dei dazi USA potrebbero interrompere il trend positivo delle vendite sul mercato statunitense registrato dalla sulla Motor Valley dell’Emilia- Romagna.

L’export dell’Emilia-Romagna, tuttavia, cresce anche nell’ultimo anno del +19,3%, migliorando il +14,4% osservato l’anno precedente.

L’Ufficio Studi di Confartigianato ha delineato  le prospettive della primavera 2025 con le evidenze dell’impatto sulla congiuntura e sul quadro macroeconomico dei cambiamenti in corso negli equilibri geopolitici e commerciali mondiali, le tendenze del made in Italy nel contesto di crescente incertezza sui mercati tra guerra commerciale innescata dai dazi USA e la debolezza dell’economia tedesca e le opportunità per l’export di MPI derivante dalla diversificazione verso mercato ad alto potenziale.

“In chiave settoriale il report evidenzia la complessa fase ciclica della manifattura relativa a produzione, attese sugli ordini ed esportazioni con l’aggiornamento sulla crisi della moda e della meccanica”: conclude il gruppo di presidenza di Confartigianato Cesena.