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Confartigianato Cesena: “settore moda in crisi, introdurre la certificazione di filiera”

(Sesto Potere) – Cesena – 10 gennaio 2026 – La moda  in una crisi di transizione che va governata subito o ne subiremo le conseguenze in termini di chiusure, perdita di filiere e indebolimento del Made in Italy». Lo afferma Confartigianato Cesena in un territorio particolarmente colpito dalla crisi perdurante del Distretto Calzaturiero.

“A pesare – afferma il Gruppo di Presidenza Confartigianato cesenate composto da Daniela Pedduzza, Fulvia Fabbri e Stefano Soldati (nella foto) – sono anche i costi energetici, l’accesso al credito – con prestiti in calo del 6,4% – e l’incertezza legata ai dazi. Nonostante la crisi  le imprese del territorio continuano a investire in qualità, digitale e sostenibilità: il 60% ha avviato percorsi di digitalizzazione e il 51% investe in competenze green. Segnali di resilienza che vanno colti e rafforzati».

Per Confartigianato Cesena la risposta deve partire da regole chiare e immediate.

“Prioritaria è l’introduzione della certificazione di filiera, fondata su trasparenza e tracciabilità, per definire un perimetro certo di legalità, tutelare le imprese corrette e garantire ai consumatori la sostenibilità reale dei prodotti. A questo va affiancata una campagna informativa strutturata, capace di orientare la domanda verso produzioni di qualità e di contrastare gli effetti distorsivi dell’ultra-fast fashion”: propone il Gruppo di Presidenza Confartigianato cesenate.

“Governare la transizione significa anche intervenire sui fattori strutturali di competitività. Bisogna ridurre il peso dell’energia, rilanciare gli investimenti produttivi attraverso il Piano Impresa 4.0 e sostenere il revamping degli impianti, integrando transizione digitale ed efficientamento energetico”: afferma il Gruppo di Presidenza Confartiginato Cesena.

In questo quadro, Confartigianato Moda chiede di: “equiparare gli investimenti in capitale umano a quelli materiali, sostenendo formazione, riqualificazione, ricerca e sviluppo, strumenti essenziali in un settore che continua a prevedere assunzioni ma fatica a reperire competenze. E particolare attenzione deve essere riservata alle fasi chiave delle filiere di abbigliamento, calzature e accessori – dalla filatura al taglio e assemblaggio – oggi tra le più colpite dalla crisi e decisive per garantire il vero 100% Made in Italy”.

Confartigianato propone inoltre di: “valorizzare le imprese che scelgono materie prime italiane, introducendo meccanismi premiali nei finanziamenti pubblici, nel rating o attraverso benefici fiscali temporanei.Sul fronte generazional strumenti dedicati per favorire l’ingresso dei giovani, sostenendo startup e progetti di subentro nelle imprese artigiane e riconoscendo il ruolo formativo dell’imprenditore artigiano e del maestro di mestiere come pilastri del sistema moda”.