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Confartigianato Cesena: per moda e meccanica rallenta la flessione

(Sesto Potere) – Cesena – 27 gennaio 2026 – L’analisi del  report di Confartigianato ‘Le prospettive del 2026 per le imprese e l’economia’  consente di fare il punto sulla congiuntura della manifattura interessata da una lunga crisi che tocca anche il territorio cesenate e provinciale.

“A fine 2025 – spiega il Gruppo di Presidenza Confartigianato Cesena composto da Daniela Pedduzza, Fulvia Fabbri e Stefano Soldati (nella foto) – si delinea una fase di transizione, con la produzione manifatturiera che rimane debole ma mostra segnali di rallentamento nella flessione, anticipando una possibile stabilizzazione ciclica nel corso di quest’anno. Persiste un basso dinamismo della domanda estera, ma migliorano le attese sugli ordini e la produzione dei servizi di trasporto. I dazi statunitensi potrebbero frenare la ripresa delle vendite del made in Italy. Si osserva segnali di tenuta del valore aggiunto mentre cresce la domanda di lavoro delle imprese manifatturiere che, nel 2026, si indebolisce e inverte il segno”.

Secondo il report di Confartigianato, la produzione manifatturiera nei primi undici mesi del 2025 resta in territorio negativo, con un calo dello 0,7%, un ritmo di flessione meno intenso rispetto al calo del 4,3% registrato nel 2024.

Si osservano ampie divergenze settoriali, con una più ampia flessione del 5,6% per la moda, a fronte di una caduta dell’11,8% nel 2024. La discesa della produzione nella meccanica a fine 2025 è interamente determina dalla flessione del 5,6% nei mezzi di trasporto, mentre si stabilizza l’attività di metallurgia e metalli (+0,1%) e macchinari e impianti (crescita zero).

Nel complesso la meccanica perde l’1,1%, una riduzione che è in forte contenimento rispetto al calo del 6,5% del 2024. A dicembre 2025 il saldo delle attese sugli ordini delle imprese manifatturiere torna in positivo.

Sulla fase congiunturale della manifattura pesa lo scarso dinamismo delle esportazioni. Nei primi undici mesi del 2025 le vendite del made in Italy salgono del 3,1% migliorando il calo dello 0,7% del 2024. Ma al netto della crescita eccezionale (+30,9%) della farmaceutica –l’export segna una crescita contenuta (+0,3%), tornano un territorio positivo dopo il calo dell’1,6% del 2024.

“Le criticità principali nelle esportazioni della manifattura no energy riguardano gli autoveicoli in calo dell’8,3% e prodotti delle altre attività manifatturiere con un calo del 7,3% (combinazione di un calo de1l’1,1% per i mobili e un calo del 9,7% per gioielleria, occhialeria e altri dispositivi medici. Seguono prodotti di elettronica (-3,8%) e la moda che segna una flessione del 2,2%. All’opposto, l’export è crescita del 10,7% nei mezzi di trasporto diversi da autoveicoli, dell’8,4% nella metallurgia e metalli e del 4,3% nell’alimentare e bevande”.