venerdì, Febbraio 13, 2026
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Comuni montani esclusi dai benefici, Confartigianato Valle Savio: “errore da correggere”

(Sesto Potere) – Cesena – 13 febbraio 2026 – Confartigianato Federimpresa Cesena e Confartigianato Valle Savio hanno accolto l’impianto generale  la nuova legge sulla montagna con favore, per gli obiettivi che si proponeva a sostegno dei piccoli comuni montani e collinari e gli incentivi che venivano finalmente messi in atto.

“La filosofia della legge – osserva il presidente di Confartigianato Valle Savio Claudio Alessandrini – era ed è condivisibile, ma quello che desta perplessità è il fatto che ci siano comuni collinari esclusi e quindi penalizzati, anche nel nostro territorio come Mercato Saraceno, Sogliano e Roncofreddo. Secondo Confartigianato la legge deve essere inclusiva ed evitare che ci sia chi resta fuori. Se non ha senso fare polemiche tra comuni inclusi e esclusi,  è il caso invece  di riflettere sul fatto che non si  devoni penalizzare l’area collinare e i piccoli comuni che vi insistono dove operano imprese da sostenere per contrastare lo spopolamento imprenditoriale e demografico.  La crescita economica e sociale va promossa dovunque e  vanno  valorizzate le risorse ambientali, culturali e produttive di tutti i comuni collinari e montani”.

“La legge riconosce la montagna come risorsa strategica per il Paese, fondamentale per la tutela del paesaggio e della biodiversità, ma anche per il futuro demografico e climatico- aggiunge il responsabile di vallata Maurizio Crociani -. Soprattutto concede incentivi fiscali per le imprese, agevolazioni per i giovani imprenditori, sostegni a medici e docenti che scelgono di lavorare in montagna, oltre a un forte impulso alle infrastrutture digitali con banda ultra-larga, telefonia mobile, telemedicina e servizi pubblici da remoto. Ecco: questi incentivi non debbono escludere i comuni collinari”.

 “Questo vale anche per le imprese  da non penalizzare – aggiunge il presidente Alessandrini – . Nella legge si riconosce il ruolo delle nostre comunità e delle imprese artigiane che vi operano a cui  servono strumenti concreti come incubatori, credito d’imposta e agevolazioni per l’assunzione di personale. Solo così potremo garantire un futuro stabile alle aziende e ai lavoratori. Le imprese artigiane chiedono di essere protagoniste di questo percorso, perché senza di loro la montagna rischia di spegnersi. Tutto questo deve avvenire anche nei  comuni collinari, senza esclusioni dai benefici. Seguiamo pertanto gli sviluppi e siamo vicini ai sindaci dei comuni non compresi auspicando azioni riequilibratrici a favore dei territori ora penalizzati, dei loro cittadini e delle loro imprese».