(Sesto Potere) – Bologna, 10 febbraio 2026 – «In un mondo segnato da guerre e dalla crisi degli equilibri internazionali, la pace non può restare un tema astratto: deve diventare oggetto di confronto politico quotidiano dentro l’Assemblea legislativa». Con queste parole la consigliera regionale Valentina Castaldini annuncia il deposito della proposta di legge “Istituzione del Comitato regionale per la pace, i diritti umani e civili e della Giornata regionale della pace”, la prima a sua firma dall’inizio del mandato in Consiglio regionale.
La proposta punta a rafforzare il ruolo dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna nella promozione di una cultura di pace, affiancando l’importante lavoro già svolto dalla Regione sul fronte della cooperazione internazionale.
«Si tratta di un impegno di altissimo livello – spiega Castaldini – che ho avuto modo di conoscere e apprezzare. Ma mi sono chiesta come questo lavoro fuori dai nostri confini possa diventare seme di pace e di convivenza anche all’interno della nostra comunità regionale. Oggi manca un luogo politico che valorizzi questo patrimonio e lo traduca in iniziativa culturale e civile condivisa».
La proposta di legge prevede, in particolare, l’istituzione di un Comitato regionale per la pace, i diritti umani e civili, a composizione bipartisan, che coinvolga non solo rappresentanti politici ma anche esperti del settore, associazioni ed enti del Terzo settore.
L’obiettivo è dare una cornice istituzionale alle numerose esperienze già presenti sul territorio e promuovere nuove iniziative di sensibilizzazione, dialogo e confronto.
Accanto al Comitato, la legge introduce anche la Giornata regionale della pace, da celebrarsi il secondo venerdì di novembre, in memoria del 9 novembre 1989, data simbolo della caduta del Muro di Berlino senza spargimento di sangue. Una giornata pensata per coinvolgere l’intera comunità regionale, con un’attenzione particolare alle scuole e ai più giovani.
La proposta nasce da una riflessione che intreccia storia, attualità e responsabilità istituzionale, proprio a Bologna, in prossimità dell’Archiginnasio, luogo simbolo di dialogo, di cultura e di ricostruzione della città, un luogo di ripartenze nei momenti di più grave crisi.
Piazza Galvani fu denominata Piazza della Pace il 6 aprile 1801 in una festa solenne che coinvolse tutta la comunità, al punto da destinare il ricavato del Veglione a una “limosina” di riso per tremila poveri.
Un episodio che ricorda come la pace non sia mai solo un fatto internazionale, ma abbia sempre una ricaduta civile e sociale.
Il percorso avviato dalla proposta di legge ha già prodotto un primo risultato concreto: il 24 febbraio l’Assemblea legislativa incontrerà due testimoni di pace, il cardinale Matteo Zuppi e il patriarca Pierbattista Pizzaballa, aprendo un dialogo istituzionale su questi temi.
A questo si aggiunge un ulteriore appuntamento pubblico: il 3 marzo alle ore 21, a Bologna, l’incontro “Democrazia e demagogia: quale strada per la pace?”, con il giornalista Marco Bardazzi, promosso dall’associazione Rete Popolare.
«Se non riusciamo a lavorare insieme per la pace dentro la nostra Assemblea legislativa – conclude Castaldini – sarà difficile pensare di essere credibili come costruttori di pace anche fuori dai nostri confini».

