(Sesto Potere) – Bologna. 23 gennaio 2026 – La guardia medica a Bologna è a forte rischio di aggressioni, soprattutto di notte e a danno dei tanti medici donna che prestano servizio
A sollevare il problema è il sindacato Snami-Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani, che spiega di ricevere “da tempo segnalazioni” poi riportate all’Ausl. Ma a oggi “non hanno ancora trovato una risposta efficace”.
Per questo il sindacato è pronto a indire uno sciopero di categoria.
La guardia medica, sottolinea lo Snami, è un servizio “in larga parte svolto da medici donne. Se si vogliono ambulatori accessibili anche di notte, non è accettabile che alcune sedi abbiano guardia giurata e vigilanza e altre no”.
In alcune sedi, segnala il sindacato, “il numero di medici è stato ridotto in ragione della suddivisione e aggiunta di nuove sedi, come quella del Navile su Bologna che si è aggiunta a Beroaldo e Montebello”.
Quindi, avverte lo Snami, “bastano una o due visite domiciliari contemporanee e c’è il rischio concreto che in sede resti una sola collega di notte”. Questo, avverte il sindacato, “è un problema e una criticità grave. Perché non può essere che a Bologna sede che vai, sicurezza diversa che trovi, in un contesto dove esistono e sono agli onori della cronaca problemi di aggressione”.
In altre parole, insiste lo Snami, “se si vogliono garantire servizi di accesso ai cittadini in qualunque fascia oraria, si devono prima garantire ai medici che li erogano le condizioni di sicurezza”.
Oggi, spiega ancora il sindacato, “la popolazione ha molta confusione sulle modalità di accesso, dopo che i Cau hanno di fatto destrutturato un accesso programmato e filtrato telefonicamente come era da sempre previsto a Bologna, con la conseguenza che persone si presentano in ogni punto senza capire bene le differenze tra un servizio e l’altro, senza appuntamento e prevalutazione telefonica, per poi magari dare in escandescenza laddove in quel punto le modalità di accesso non sono quelle che si pensavano”.
Per questo, avverte lo Snami di Bologna, “in assenza di risposte che arrivino a strettissimo giro, ci vedremo costretti a proclamare lo sciopero a tutela dei professionisti operanti nel sistema”.

