venerdì, Febbraio 27, 2026
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Bologna, occupato al Pilastro il cantiere del Museo delle bambine e dei bambini. Il Comune: andremo avanti con il progetto

(Sesto Potere) – Bologna – 27 febbraio 2026 – Disordini a Bologna, al Pilastro, nel cantiere che porterà alla nascita del MuBa il Museo delle bambine e dei bambini di Bologna, nuovo polo culturale – che si chiamerà Futura (in alto un render del progetto) – che nelle intenzioni del Comune dovrà diventare un punto di riferimento nazionale per l’educazione e la diffusione della conoscenza rivolta alla fascia d’età 0-12 anni. 
Attivisti ambientalisti – tra loro anche ragazzi di Extinction Rebellion Bologna che hanno rivendicato sui social l’azione – hanno abbattuto le barriere che cingevano il cantiere e sono penetrati nell’area dove dovrebbe sorgere un nuovo edificio di 1.500 mq disposto su 3 piani.

I manifestanti hanno portato all’interno del piazzale alcune tende per accamparsi, gazebi e altri strumenti per svolgere iniziative sociali e si sono risolti anche a piantare in loco alcuni degli 8 alberi che erano stati espiantati ai fini di una successiva e regolare ripiantumazione. Di fatto, si tratta di una vera e propria occupazione del cantiere, di un ‘presidio permanente’ in attesa che il Comune torni sui suoi passi.

Sul posto le forze dell’ordine e anche agenti in tenuta antisommossa.

“Futura, il museo dei bambini e delle bambine, è un progetto che stiamo costruendo insieme alla comunità del territorio e alle tante realtà che attivamente si stanno impegnando per fare di questo spazio una opportunità per il Pilastro, oltre che per tutta la città. Chi in queste ore sta con la forza impedendo di portare avanti questo percorso, compiendo atti illegali, non ha a cuore il Pilastro. E a quanto pare neanche il verde e l’ambiente. Per due ragioni: intanto perché l’impossibilità di recuperare gli 8 alberi che erano stati espiantati ai fini della ripiantumazione, considerato come sono stati ricollocati nel terreno da queste persone, con tutta probabilità comporterà la morte degli alberi stessi. In secondo luogo perché il sabotaggio e danneggiamento dei mezzi della ditta ha – lo abbiamo appreso da poco – comportato uno sversamento di olii nel terreno, inquinandolo, cosa che probabilmente richiederà una bonifica di una porzione di terreno”: ha commentato l’assessora alla sicurezza del Comune di Bologna Matilde Madrid.

“Il paradosso di chi sostiene di difendere l’ambiente e allo stesso tempo compie probabili reati ambientali e impedisce la ripiantumazione delle alberature. Comportamenti così sono inaccettabili per la nostra comunità, e come istituzioni siamo chiamati a garantire i diritti dei cittadini. Qui il tema non è più essere a favore o contrari ad un’opera, ma rispettare quello che una comunità ha condiviso con regole democratiche. Per questo andremo avanti con il progetto con convinzione, perché non accettiamo che la prepotenza di alcuni impedisca la realizzazione di un progetto condiviso con la cittadinanza”: ha aggiunto ancora l’assessora comunale alla sicurezza Matilde Madrid.

Sul tema sono intervenuti anche il consigliere comunale leghista Matteo Di Benedetto che aveva proposto di coinvolgere il “Comitato Mu.Basta Difendiamo il futuro del rione Pilastro” per ascoltarli in udienza conoscitiva ed Europa Verde – Verdi Bologna che hanno pubblicato una lettera aperta indirizzata anche al loro leader Angelo Bonelli.

“Pochi giorni fa abbiamo ascoltato il tuo importante appello in parlamento: ti sei rivolto ai giovani per spronarli ad alzare la testa e a praticare la nonviolenza. A Bologna, nel rione Pilastro, quei giovani (ma non solo) protestano pacificamente per la tutela di un parco pubblico. Dopo essere stati inascoltati dal sindaco, questa mattina il Comune ha deciso di risolvere la questione mandando motoseghe e centinaia di uomini di polizia, carabinieri e Digos. Un ragazzo è stato portato in Questura. Una mobilitazione imponente per difendere l’ennesimo scempio ambientale compiuto da un potere che si definisce progressista ma che è sempre più arrogante. Ti chiediamo un intervento immediato per difendere la democrazia e la partecipazione nella nostra città, prima che le ferite diventino troppo profonde per poter essere rimarginate.”: è l’appello dei Verdi di Bologna.