lunedì, Febbraio 2, 2026
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Bologna, in Salaborsa una mostra dedicata a Renato Zangheri nel centenario dalla sua nascita

(Sesto Potere) – Bologna – 2 febbraio 2026 – A misura d’uomo. Nella Bologna di Renato Zangheri (1973-1980) è il titolo della mostra ospitata dal 2 febbraio al 14 marzo 2026 nella Piazza coperta di Salaborsa e ideata dal Centro Studi e Ricerche Renato Zangheri, Fondazione Duemila, centro studi e ricerca sulla cultura, la formazione, l’innovazione politica e amministrativa e Associazione Enrico Berlinguer, per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale della sinistra italiana, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, della Città metropolitana di Bologna e del Comune di Bologna.

La mostra, dedicata a Renato Zangheri,  politico e storico italiano, sindaco di Bologna dal 29 luglio 1970 al 29 aprile 1983, inaugura oggi pomeriggio alle ore 17:30. Parteciperanno il sindaco Matteo Lepore; l’assessora alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, Gessica Allegni e il presidente del Centro Studi Renato Zangheri, Walter Tega. 

Renato Zangheri (1925-2015) intellettuale, uomo di cultura, professore e maestro illustre nella più antica università dell’Occidente fu alla guida della città di Bologna negli anni più difficili della storia d’Italia. Nonostante ciò, negli anni ‘70 e ‘80, Bologna gode di fama internazionale per l’alta qualità della sua vita civile e sociale, in gran parte dovuta alla lungimiranza della sua classe dirigente e allo stretto rapporto da essa intrecciato con i suoi cittadini.

Nella ricorrenza del centenario dalla sua nascita, A misura d’uomo vuole rendere omaggio alla vita e all’operato di Renato Zangheri come amministratore pubblico e dirigente politico.

Il percorso espositivo

La mostra è suddivisa in settori tematici, fortemente connessi alle politiche per la città di Bologna, a loro volta riconducibili in tre grandi aree tematiche:

  1. la programmazione democratica: sotto la guida di Renato Zangheri, Bologna seppe imprimere un cambio di passo alle politiche cittadine sino a riformare le politiche urbanistiche, i servizi indispensabili alla vita economica e a quella sociale, le politiche di sviluppo civile e culturale e il pieno riconoscimento dei diritti civili;
  2. la partecipazione: il proposito di estendere la partecipazione diretta dei cittadini al governo della cosa pubblica ebbe il suo apice nella ridefinizione del ruolo dei quartieri, per una “democrazia progressiva”;
  3. le anticipazioni: nonostante la vita civile e politica del Paese subisse i contraccolpi della crisi economica, del clima internazionale e della strategia della tensione, il partito di maggioranza e l’amministrazione comunale perseguirono il rafforzamento e l’avanzamento dei diritti civili, con l’istituzione del Centro di documentazione delle donne, il riconoscimento e l’assegnazione ufficiale di una sede all’associazione Arcigay e l’attenzione alla solidarietà internazionale.

L’obiettivo della mostra

Oltre la metà degli attuali residenti di Bologna non ha vissuto direttamente il periodo storico del Sindaco Zangheri. La mostra vuole dunque essere un’occasione di confronto con il passato recente e uno stimolo ad aprire nuove riflessioni sull’idea di futuro.
Da un lato, raccontando la storia recente della città ai tanti che hanno scelto Bologna come luogo di vita negli ultimi decenni, recuperando la memoria collettiva e restituendo la giusta dimensione culturale e politica delle trasformazioni avvenute tra gli anni Sessanta e Ottanta.
Dall’altro, l’esposizione intende mettere a confronto due strategie di governo: il modello dello “Stato minimo”, che sembra tanto in voga oggigiorno e che, con l’illusione di una riduzione della pressione fiscale, privilegia la privatizzazione dei servizi e la monetizzazione dei bisogni, attraverso interventi frammentati su individui e corporazioni, a discapito della coesione sociale; a fronte del cosiddetto “modello emiliano” che ha visto e vede l’impegno degli enti locali nella diffusione di servizi a vocazione universalistica (scuola, sanità, welfare), intesi come strumenti di crescita sociale e di redistribuzione della ricchezza, con l’obiettivo di uno sviluppo equilibrato delle comunità locali.

La mostra, uno sforzo collettivo

La mostra ha un forte carattere documentale, visivo e multimediale, grazie ad un’ampia ricerca di materiale grafico e fotografico e grazie alla ricostruzione, tramite Intelligenza Artificiale, della voce del Sindaco Zangheri che guiderà i visitatori lungo il percorso espositivo. La straordinaria ricchezza del materiale esposto è frutto del fondamentale contributo di numerosi collaboratori, tra cui diverse personalità del mondo culturale cittadino, di cui i curatori hanno potuto avvalersi.

Nel corso dell’esposizione sono previsti degli eventi all’interno di Salaborsa e in altre Istituzioni cittadine per approfondire alcuni dei temi trattati nella rassegna e divulgare maggiormente la figura e l’operato di Renato Zangheri.

Didascalia foto: Renato Zangheri e Pietro Ingrao durante un viaggio politico in Vietnam nel 1980 (Archivio Centro Studi e Ricerche Renato Zangheri)