(Sesto Potere) – Bologna – 6 gennaio 2026 – Accoltellato e ucciso a Bologna, Alessandro Ambrosio, capotreno di 34 anni impiegato in Trenitalia sui treni a medio-lunga percorrenza e Intercity, caduto in un agguato ieri, lunedì, in serata, mentra si stava recando, in viale Pietramellara, raggiungibile anche dalla banchina del Piazzale Ovest della stazione, al parcheggio riservato ai dipendenti delle Ferrovie.
A colpirlo con un fendente fatale all’addome – secondo le prime ricostruzioni e analisi delle telecamere di video-sorveglianza – uno straniero, un croato di 36 anni, già noto alle forze dell’ordine e con precedenti di aggressioni e autore di reati in altre stazioni italiane.
Il sospettato, dopo l’omicidio, si sarebbe dato alla fuga a bordo di un treno, direzione Milano.
Sulle sue tracce la Polizia di Stato.
Lo straniero è attualmente ricercato e l’indagine è coordinata dal pm Michele Martorelli, sostituto procuratore della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna.
Il Siulp di Bologna ha commentato così la notizia: “Un’altra tragedia colpisce la nostra città. Un capotreno di Trenitalia, 34 anni, ha perso la vita mentre rientrava dal lavoro, nella zona della stazione. Un fatto gravissimo che genera sgomento e dolore. Il nostro cordoglio va alla famiglia della vittima e ai colleghi. Un ringraziamento sentito alla Squadra Mobile, alla Polizia Scientifica, alla Polfer e alla Polizia di Stato: professionalità e tempestività che hanno già portato all’individuazione del responsabile. Questa tragedia impone una riflessione seria: servono più sicurezza, più tutele e organici adeguati”: è l’appello del Siulp Bologna che annuncia che continuerà a chiedere risposte concrete sul tema della sicurezza.
E in particolare Pasquale Palma, segretario provinciale Siulp di Bologna, parla di: “Un atto di violenza che colpisce un lavoratore e tutta la comunità. Grazie alle donne e agli uomini in divisa che stanno lavorando senza sosta per assicurare il responsabile alla giustizia. Questa tragedia ci ricorda quanto sia urgente investire sulla sicurezza e rafforzare gli organici, soprattutto nelle aree sensibili come le stazioni. Il Siulp Bologna continuerà a chiedere più tutele, più risorse, più sicurezza per chi lavora e per i cittadini”.
E si registrano anche i primi commenti politici.
Stefano Bonaccini, parlamentare europeo e presidente nazionale del Partito Democratico, esprime “vicinanza e cordoglio ai familiari ed ai colleghi” di Alessandro Ambrosio, capotreno di Trenitalia, assassinato a Bologna: “Una notizia che sconvolge e addolora profondamente. Un atto gravissimo, che colpisce un giovane lavoratore, in un luogo che dovrebbe essere sicuro. Sia fatta piena luce e individuato l’assassino”.
ll vicepremier, ministro dei Trasporti e leader della Lega, Matteo Salvini, in una nota si è detto “profondamente addolorato” per la tragedia di Bologna esprimendo “affettuosa solidarietà alla famiglia della vittima e ai suoi colleghi” e dicendosi “in costante contatto con le forze dell’ordine che stanno indagando”, confermando la sua determinazione a portare a 1.500 le donne e gli uomini in divisa di Fs Security per vigilare su treni e stazioni.
E il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha dichiarato ieri sera alle agenzie: “Un atto gravissimo, attendiamo di capire cosa sia avvenuto, ma intanto voglio esprimere la nostra vicinanza, in un momento così doloroso, ai familiari e ai colleghi del giovane capotreno trovato morto nei pressi del parcheggio del Piazzale Ovest della stazione. Confidiamo nel lavoro delle autorità inquirenti e offriamo la nostra massima disponibilità per quanto dovesse ritenersi utile alle indagini”.
Sul caso interviene con parole dure anche Rosaria Tassinari, deputata e coordinatrice Regionale dell’Emilia-Romagna di Forza Italia, che stigmatizzando l’accaduto esprime forte preoccupazione e riaccende l’allarme sicurezza: “Il drammatico omicidio del capotreno avvenuto in zona stazione a Bologna rappresenta un fatto di estrema gravità che scuote profondamente la città. Siamo di fronte a un episodio gravissimo e inaccettabile, che dimostra ancora una volta come Bologna sia diventata una città sempre più insicura. Esprimo il mio profondo cordoglio e la mia vicinanza alla famiglia della vittima e ai colleghi, colpiti da una violenza cieca e senza senso.”
Secondo Tassinari, quanto avvenuto non può essere liquidato come un fatto isolato: “Da tempo denunciamo una situazione di degrado e di insicurezza diffusa, in particolare nelle aree della stazione e nei luoghi di transito. Questo omicidio è l’ennesimo campanello d’allarme che non può più essere ignorato.” E la parlamentare azzurra richiama quindi le istituzioni a un cambio di passo deciso: “Servono interventi immediati e concreti per rafforzare la presenza delle forze dell’ordine e garantire sicurezza a cittadini e lavoratori. Bologna non può rassegnarsi a convivere con la paura: la sicurezza deve tornare a essere una priorità assoluta.”
Infine, Tassinari auspica che venga fatta piena luce sull’accaduto: “Confido che le indagini portino rapidamente a individuare e punire il responsabile di questo gesto efferato, ma allo stesso tempo è necessario prevenire, perché tragedie come questa non si ripetano più.”
Ed anche il Coordinamento regionale del MoVimento 5 Stelle Emilia-Romagna esprime “profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia del capotreno brutalmente ucciso a Bologna, ai colleghi e a tutta la comunità dei lavoratori ferroviari”.
“Questo delitto non è solo un fatto di cronaca nera, ma l’ennesimo segnale di quanto chi opera ogni giorno nei servizi pubblici essenziali sia spesso lasciato esposto a rischi inaccettabili. Garantire la mobilità del Paese significa anche garantire condizioni di lavoro sicure, presidi adeguati, prevenzione e tutela concreta del personale. La sicurezza non può essere affidata solo all’intervento successivo delle Forze dell’Ordine. Serve una strategia strutturale che metta al centro i lavoratori, l’organizzazione dei servizi, la prevenzione dei conflitti e gli investimenti su personale e sicurezza. Chiediamo che su questo episodio non cali il silenzio dopo il cordoglio di rito e che si apra una
riflessione seria sulle responsabilità e sulle misure necessarie per evitare che tragedie simili si ripetano. Nessun lavoratore deve rischiare la vita per svolgere il proprio lavoro.”: affermano in una nota congiunta i coordinatori regionali del M5S, il senatore Marco Croatti e Gabriele Lanzi.
“La morte di Alessandro Ambrosio è un fatto gravissimo e che non può essere accettato. il primo pensiero va innanzitutto alla famiglia, agli amici, a tutte e tutti i suoi colleghi, a Trenitalia. A loro esprimiamo il nostro cordoglio più sentito e la vicinanza dell’intera comunità regionale. Da ieri sera siamo in costante contatto con le forze dell’ordine per capire bene le dinamiche di quanto successo perché non si può morire in questo modo”. Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora a Infrastrutture, Trasporti, Mobilità, Irene Priolo, sull’assassinio del giovane capotreno di Trenitalia, Alessandro Ambrosio, accoltellato ieri sera da un uomo già identificato dalle forze dell’ordine, nel parcheggio del piazzale ovest della stazione di Bologna in un’area riservata ai dipendenti.
“Siamo fiduciosi che le forze dell’ordine riusciranno presto a catturare il colpevole e ad assicurarlo alla giustizia- proseguono presidente della Regione e assessora-. Chiederemo di convocare un tavolo in ogni Prefettura: dobbiamo lavorare insieme per garantire più sicurezza nelle stazioni ferroviarie e una maggiore tutela per le lavoratrici e i lavoratori del settore, così come per le cittadine e i cittadini che quotidianamente utilizzano il trasporto pubblico. La risposta deve essere collettiva e immediata, perché la tutela delle persone e della legalità è un fondamento irrinunciabile del servizio pubblico”.
AGGIORNAMENTO
È stato arrestato in serata l’uomo – uno straniero già noto alle forze dell’ordine – che ha ucciso il capotreno nella zona della stazione di Bologna.
Il croato – che da anni girava fra gli scali ferroviari del Nord Italia dormendo nelle sale d’aspetto e che era spesso aggressivo e ubriaco con passeggeri e personale dei treni – era privo di documenti ed è stato identificato grazie all’identikit e attraverso le impronte digitali.
Fermato dagli agenti della Polizia di Stato nei pressi della stazione ferroviaria di Desenzano del Garda, in provincia di Brescia, dopo una latitanza di 27 ore e un iniziale trasferimento – sempre in treno – a Milano dopo l’assassinio.

