(Sesto Potere) – Faenza – 8 aprile 2026 – Nel corso di un’apposita conferenza stampa dedicata all’operatività dell’assessorato al Bilancio e Patrimonio del Comune di Faenza (vedi foto) sono stati presentati i dati riassuntivi e i risultati conseguiti durante l’attuale mandato amministrativo, delineando il quadro finanziario e patrimoniale dell’ente.
L’incontro ha permesso di ripercorrere le tappe principali di un percorso iniziato a dicembre 2023, quando Denise Camorani è entrata a far parte della giunta guidata dal sindaco Massimo Isola assumendo le deleghe tecniche in una fase di particolare complessità per la città, all’indomani di due delle alluvioni del 2023.
Il Bilancio: conti solidi e investimenti strategici
La programmazione finanziaria è stata orientata al mantenimento dei servizi essenziali senza ricorrere ad aumenti della pressione fiscale, nonostante un contesto economico segnato dall’instabilità e dal rincaro dei costi gestionali. Il debito pubblico del Comune al 31 dicembre 2025 è di 35.554.191 euro, un dato che mostra una sostanziale tenuta se confrontato con i 35.121.588 euro registrati al 31 dicembre 2020. Si tratta di un equilibrio significativo, considerando le criticità straordinarie derivanti dall’emergenza sanitaria dovuta agli anni di Covid e dai successivi tre eventi alluvionali che hanno impattato fortemente sulle casse comunali.
«In questi anni abbiamo fatto una scelta: quella di non tirarci indietro di fronte alle sfide che la città e i tempi richiedevano», ha sottolineato l’assessora Denise Camorani. «Ci siamo presi le nostre responsabilità, convinti che fosse importante investire anche quando era più semplice non farlo. Per sua natura, il bilancio non serve solo a gestire o mantenere l’esistente, ma a costruire il futuro: la città che vogliamo tutti, fatta di servizi e opportunità. Un’amministrazione prudente non è quella che non si indebita mai, ma quella che sa quando e come farlo. Il ricorso all’indebitamento pubblico, se ben valutato, è uno strumento necessario per lo sviluppo: abbiamo scelto di finanziare esclusivamente opere strutturali, come scuole e impianti sportivi, distinguendo nettamente tra debito per spesa corrente — che compromette gli equilibri — e debito per investimenti, che rafforza il patrimonio e crea valore nel tempo per la comunità».
Sostegno post-alluvione: la gestione della solidarietà
In relazione agli eventi alluvionali del 2023 e 2024, l’amministrazione ha mobilitato complessivamente 4.548.131,78 euro, derivanti da fondi comunali e dalla risposta solidale di privati, enti e associazioni. Il Contributo Straordinario ha permesso di erogare 1.418.997,42 euro a favore di 198 nuclei familiari per il ripristino delle abitazioni e 113.345,69 euro a supporto di 31 imprese del territorio per tutelare la continuità operativa. Risorse specifiche sono state inoltre destinate al potenziamento di tre associazioni locali del terzo settore.
«La solidarietà -continua Denise Camorani– non si misura solo in numeri, anche se questi raccontano storie di persone che hanno trovato un sostegno, anche se il lavoro non si esaurisce con l’assistenza e l’assistenzialismo; stiamo, infatti, pianificando interventi strutturali sulla rete idrica e sulla manutenzione dei canali per rafforzare la resilienza del territorio. Ogni euro donato è stato trasformato in azioni concrete per ridare sicurezza a chi ha subito perdite».
Patrimonio pubblico: una nuova visione dei beni comuni
Parallelamente, l’assessorato ha avviato la stesura di un nuovo regolamento per la gestione del patrimonio pubblico, i cui pilastri sono stati definiti durante il convegno organizzato e voluto dall’assessorato nell’ottobre dello scorso anno con la partecipazione di esperti e magistrati contabili. L’obiettivo era il superamento di una gestione basata esclusivamente sugli “affitti passivi”, introducendo modelli di co-progettazione e patti di collaborazione previsti dalla normativa sul Terzo Settore. In questo ambito si inseriscono progetti come il modello gestionale de “Le Botteghe Srl” e l’iter per la nuova caserma dei Vigili del Fuoco, intesi come esempi di valorizzazione sociale del patrimonio.
«Vogliamo superare l’idea che il patrimonio pubblico sia solo un costo o uno spazio da affittare — dichiara Denise Camorani —. È invece una risorsa strategica per generare servizi e sostenere lo sport e l’economia locale. Il nuovo regolamento nasce da una visione politica chiara: mettere al centro il bene comune e aprire gli spazi pubblici a chi è in grado di farli vivere davvero, trasformandoli in un’infrastruttura sociale diffusa».
Sulla scia di questa nuova strategia, nella serata di ieri, il Consiglio Comunale ha dato il via libera al recupero del chiosco di Piazzale Cesare Battisti. L’edificio, situato vicino alla stazione e ormai da tempo in condizioni precarie, sarà completamente riqualificato grazie a un investimento privato di 240mila euro. L’operazione non peserà sulle casse pubbliche: un esempio di come la collaborazione con i privati possa restituire immagine e funzioni vitali a zone chiave della città senza gravare sui cittadini.

