venerdì, Febbraio 13, 2026
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Autorità di bacino distrettuale del fiume Po: “la nuova pianificazione non introduce vincoli prescrittivi”

(Sesto Potere) –  Parma – 13 febbraio 2026 – L’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po afferma in una nota che: “la nuova pianificazione non introduce vincoli prescrittivi, aggiuntivi nei territori di pianura, al di fuori dagli argini attuali e futuri, interessati dai recenti eventi alluvionali o potenzialmente esposti al rischio di future esondazioni, nelle more dell’attuazione delle nuove strategie previste dal Piano stesso”. 

Gli indirizzi normativi introdotti dall’Autorità di Bacino non impongono infatti vincoli urbanistici a tale territorio di pianura, ma piuttosto sono finalizzati ad accrescere la consapevolezza della pericolosità da alluvione affinché tutti gli interventi urbanistico-edilizi ed infrastrutturali possano essere attuati riducendone il più possibile la vulnerabilità. 

“Un approccio – spiega l’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po – che va nella stessa direzione auspicata da Legacoop, orientata a promuovere investimenti capaci di minimizzare i potenziali danni per il sistema produttivo. Viceversa, nei territori a monte dei tratti arginati e nei fondivalle collinari e montani, la nuova pianificazione, coerentemente con quella già vigente nella restante parte del Distretto, introduce vincoli normativi specifici, relativi alle fasce fluviali e alle aree in dissesto del PAI Po, graduati in funzione dei livelli di pericolosità”. 

“Tali misure sono finalizzate a non incrementare l’esposizione al rischio in ambiti che risultano in larga parte già classificati come aree di pertinenza fluviale nella preesistente pianificazione delle ex Autorità di bacino regionale e interregionale. In particolare, nel rispetto dei principi cardine di sussidiarietà e di leale collaborazione, assume un ruolo centrale il coordinamento tra Autorità di Bacino, Regione, Province, Città metropolitana e Comuni che deve consentire l’attuazione del Piano nel settore urbanistico, a partire dalle disposizioni emanate e aggiornate dalle Regioni, come previsto per legge”: spiega ancora l’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po.

L’ente rivendica un’azione che: “non ostacola lo sviluppo, ma mira a garantire che gli investimenti siano resilienti, sostenibili e compatibili con la pericolosità alluvionale, prevenendo possibili danni a cittadini, imprese e infrastrutture e contribuendo all’incremento della sicurezza complessiva del territorio”.

L’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po (ADBPO) ha competenza sull’intero bacino idrografico del fiume Po e sui fiumi minori dell’Emilia-Romagna, coprendo circa 86.859 Km quadrati  (82.788  in Italia). La sua area include territori di Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Veneto e la Provincia Autonoma di Trento. Per estensione geografica comprende l’asta del fiume Po dal Monviso al Delta, inclusi gli affluenti e i territori di importanti fiumi come il Reno, il Conca e il Marecchia.