(Sesto Potere) – Forlì – 2 febbraio 2026 – “L’erogazione contemporanea del trattamento pensionistico e dello stipendio assegnato per l’incarico al dott. Tiziano Carradori, direttore generale dell’Ausl Romagna, rappresenta una questione su cui la Regione dovrebbe interrogarsi, anche alla luce della previsione di perdita di oltre 200 milioni di euro inserita nel bilancio preventivo dell’ente per l’anno 2025. Politicamente, è davvero opportuno?”: a denunciare il fatto è il consigliere regionale di FdI Luca Pestelli (nella foto), che poi entra nel merito.
“Il trattamento pensionistico è stato erogato al Direttore Generale dell’Ausl Romagna Dott. Tiziano Carradori con decorrenza dal 1° luglio 2025 e valuta 7 novembre 2025. Nel frattempo, il DG continuerà a percepire anche lo stipendio relativo all’incarico, che scadrà nel 2029. Lo ha chiarito l’assessore alla Sanità della Regione Emilia-Romagna Massimo Fabi, rispondendo all’interrogazione che avevo presentato e che era stata sottoscritta anche dai colleghi Alberto Ferrero e Nicola Marcello. Il bilancio di esercizio dell’Ausl Romagna relativo al 2024 ha riportato un passivo superiore alla somma di 37 milioni di euro, e il bilancio preventivo del 2025, come dicevo, ha ipotizzato una perdita di oltre 200 milioni di euro. Siamo preoccupati per la gestione della sanità romagnola: l’impressione è che la tutela della salute dei cittadini sia sempre più affidata esclusivamente all’opera di professionisti di eccellenza, non adeguatamente sostenuti dal punto di vista amministrativo”.
“Al personale e agli operatori sanitari in forze all’Azienda USL della Romagna – continua Pestelli – vengono quotidianamente imposti sacrifici relativi a turni di lavoro, straordinari non adeguatamente riconosciuti e professionalità non opportunamente valorizzate. I cittadini sono costretti a confrontarsi quotidianamente con problematiche relative a liste d’attesa difficilmente accessibili e riduzioni di servizi, oltre che ad affrontare nuove spese per via dell’introduzione del ticket farmaceutico. De Pascale aveva promesso un cambio di passo, e invece oggi ci troviamo a commentare la conferma ed il doppio trattamento economico di un dirigente che ha presentato domanda di pensionamento subito dopo la sua nomina”.
Ma i dubbi restano anche sotto il profilo giuridico: “La Regione giustifica l’erogazione del doppio trattamento con un parere reso dalla Segreteria della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’allora Governo Draghi, che lo consentirebbe in deroga alla normativa di riferimento per le aziende sanitarie. La realtà – contesta il consigliere Pestelli – è che quello stesso parere evidenzia l’opportunità di un intervento legislativo sul tema, e nel frattempo la più recente determinazione n. 78/2024 della sezione regionale di controllo per la Puglia della Corte dei Conti ha precisato che la modifica di status del soggetto incaricato da dipendente a pensionato nel corso del mandato ‘determina l’obbligo di applicare la normativa prevista per lo status sopravvenuto con la medesima decorrenza e con il prescritto regime di gratuità’”.
“Per quanto il parere della sezione pugliese non sia vincolante per l’Emilia-Romagna – chiosa Pestelli -, la Corte dei Conti è un organo di rilievo costituzionale: per questo ho presentato una richiesta scritta alla Regione, sollecitando ulteriori approfondimenti e valutazioni sul tema anche alla luce di questa determinazione”.

