(Sesto Potere) – Bologna – 1 aprile 2026 – Le foreste del Corno alle Scale entrano nel mercato dei crediti di sostenibilità. La svolta è stata decisa dall’Ente di gestione per i parchi e la biodiversità dell’Emilia Orientale, che ha avviato ufficialmente l’iter per la certificazione internazionale della gestione boschiva.
Grazie a un protocollo di collaborazione con il Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, l’Ente punta a validare scientificamente la qualità ambientale del demanio forestale all’interno del Parco regionale del Corno alle Scale, sull’Appennino bolognese, un’area che si estende su oltre 2.242 ettari di superficie.
L’obiettivo è ottenere le certificazioni internazionali Fsc e Pefc, che attestano il prelievo legnoso sostenibile e la capacità della foresta di generare benefici concreti per la collettività. Questo percorso, spiega l’Ente Parco, è il “presupposto indispensabile” per poter poi emettere e vendere i crediti di sostenibilità sul mercato internazionale. Si tratta della prima esperienza di questo genere nell’area metropolitana bolognese, seguendo un modello che “trasforma la conservazione della natura in un motore economico circolare”.
Le risorse ottenute grazie alla venduta dei crediti, infatti, saranno “interamente reinvestite nella manutenzione e nel miglioramento delle foreste stesse”, spiega l’Ente Parco bolognese, che può contare anche sull’esperienza del Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, da diversi anni pioniere in questo campo con risultati significativi.
“Con l’avvio di questo protocollo portiamo nel bolognese un’eccellenza gestionale che guarda alle sfide climatiche dei prossimi decenni- afferma il presidente dell’Ente Parchi Emilia Orientale, Tiberio Rabboni– voglio ringraziare sentitamente il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano per i risultati fin qui conseguiti e per la preziosa collaborazione che ci offre. Grazie alla loro competenza, potremo certificare la resilienza delle nostre foreste a Lizzano in Belvedere e generare nuove risorse da destinare alla cura della montagna, garantendo che ogni centesimo ricavato torni a beneficio diretto del nostro territorio e della sua sicurezza ambientale”.
Al Corno alle Scale, spiega Rabboni, “puntiamo a una esperienza pilota che possa essere di esempio e incoraggiare una gestione sostenibile del più vasto patrimonio forestale bolognese, pubblico e privato”.
Il progetto si basa sulla misurazione dei cosiddetti servizi ecosistemici, cioè gli impatti positivi che una foresta ben gestita garantisce all’ambiente.
Attraverso “protocolli scientifici rigorosi”, spiega l’Ente Parco bolognese, verranno misurati parametri come la quantità di anidride carbonica stoccata negli alberi e nel suolo per contrastare il riscaldamento globale, la protezione delle fonti idriche e la conservazione della biodiversità. Una volta che questi benefici saranno certificati da enti terzi indipendenti, potranno essere convertiti in titoli di valore acquistabili da aziende e privati che vogliono compensare il proprio impatto ambientale.
Il Corno alle Scale è una montagna dell’Appennino tosco-emiliano (Appennino bolognese e Montagna pistoiese), situata nel territorio del comune di Lizzano in Belvedere, con il versante settentrionale e la vetta inclusa interamente nell’area della città metropolitana di Bologna, della quale costituisce la maggiore altitudine e parte del versante meridionale inclusa invece nel comune di San Marcello Piteglio in provincia di Pistoia.

