martedì, Febbraio 24, 2026
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A Reggio Emilia una ‘Scuola di etica e cittadinanza’ per affrontare il presente e modellare il futuro

(Sesto Potere) – Reggio Emilia – 24 febbraio 2026 – La cooperativa sociale di Reggio Emilia ‘Giro del Cielo’, in collaborazione con Mondinsieme, ha dato vita ad una serie di incontri con uno scopo preciso: creare una Scuola di Etica e Cittadinanza. Un progetto fatto di sette incontri guidati da diversi relatori e associazioni e sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del bando sulla cittadinanza europea.

Perché una Scuola di Etica e Cittadinanza?

In un’epoca segnata sempre più da divisioni sociali, polarizzazioni e distanze che sembrano aumentare invece che assottigliarsi, a Reggio Emilia c’è chi ha deciso di percorrere una strada differente. È proprio nella città emiliana, il cui forte impegno sociale focalizzato su inclusione e partecipazione attiva della cittadinanza è un tratto distintivo, che la cooperativa Giro del Cielo, in collaborazione con il Centro Interculturale Mondinsieme, ha lanciato la rassegna gratuita “SEC, Scuola di Etica e Cittadinanza”.

Si è trattato di una serie di incontri formativi e dibattiti gratuiti pensati per coltivare cittadini e cittadine più consapevoli, responsabili e proattivi e posizionarli nel mondo contemporaneo e futuro.

La SEC si radica in una storia pregressa: è l’erede della “Scuola di Etica e Politica” attiva vent’anni fa, della quale mantiene l’impegno a scommettere sui giovani offrendo contenuti complessi che vanno oltre la formazione scolastica convenzionale.

L’obiettivo dichiarato è quello di diventare una comunità educante sempre attiva.

L’importanza di un approccio etico e condiviso nella società contemporanea.

La società contemporanea, fra cambiamenti globali e pressioni locali, richiede più che mai un’educazione civica aggiornata: non più “studente che ascolta”, ma persona che agisce. Attraverso la SEC, la cooperativa Giro del Cielo ha proposto incontri serali ospitati nella Casa di Quartiere Orti “Spallanzani” aperti a chiunque volesse partecipare, e tenuti da relatori con formazione e background differenti: Davide Zanichelli, il gruppo di ricerca indipendente Ippolita, Daniele Novara, Salvatore Nicolella, la cooperativa di comunità La Sorte, Nadeesha Uyangoda, Enrico Strobino, Francesco Di Tano e Michele Ferrazzano.

Ognuna delle persone intervenute ha portato il proprio contributo su temi molto diversi ma capaci di convergere per definire i concetti di etica e cittadinanza.

Il tema degli incontri di SEC.

Durante gli incontri si è parlato di etica e cittadinanza nella società della stanchezza, con al centro il dilemma tra etica individuale e responsabilità collettiva, del rapporto tra educazione, tecnologia e inclusione come snodo determinante per gli equilibri sociali, presenti e futuri.

Sono state presentate le principali sfide educative dei bambini e dei ragazzi, analizzando le chiavi per affrontarle e, partendo dall’esempio del rione Sanità di Napoli, si è trattato il tema della rigenerazione sociale e urbana delle aree periferiche cittadine; luoghi con un alto potenziale storico e artistico, oltre che aggregativo, da proteggere, promuovere e consegnare alle generazioni future.

Si sono affrontati temi riguardanti gli aspetti di genere, identità e disagio psicologico legati alla migrazione, oltre alla necessità di recuperare l’ascolto in una cultura dominata dalla vista, analizzando la metodologia del paesaggio sonoro in un’ottica di valorizzazione culturale ed urbanistica.

Infine, attraverso un dialogo attivo tra diritto e informatica, sono stati approfonditi i comportamenti a rischio e le condotte antisociali in rete e le buone pratiche per un uso consapevole e rispettoso degli spazi digitali.

Scuola di Etica e Cittadinanza: un esercizio costante di civiltà.

Guardata dall’alto, la Scuola di Etica e Cittadinanza ha la compattezza di un romanzo corale. I personaggi cambiano, il filosofo che mette in crisi la retorica prestazionale, gli hacker critici che smontano l’ingegneria dell’attenzione, gli educatori che trasformano il conflitto in crescita, i cooperatori che accendono musei nelle chiese chiuse, le scrittrici che narrano fratture invisibili, i musicisti che rieducano all’ascolto, i giuristi che traducono regole in vita quotidiana, ma la trama resta una: allenare la volontà, fare spazio alla sensibilità e difendere creativamente la libertà nei dispositivi che abitiamo, dal quartiere allo smartphone.

Se la città è davvero una scuola diffusa, allora la SEC è la sua campanella discreta: non chiama all’ordine, chiama alla scelta. E nella scelta, che sia personale, politica o estetica, ricolloca la cultura nel suo ruolo naturale: un esercizio costante di civiltà.

Qui non si tratta solo di guardare il cambiamento: si tratta di farlo accadere.

In un contesto dove la cittadinanza non è un concetto teorico ma un tessuto vivo, la SEC s’inserisce come ponte fra generazioni, culture e storie di vita diverse: per costruire comunità e dare un futuro in cui “fare” conta più che “subire”.