| (Sesto Potere) – Roma 5 novembre 2026 – Manutenzione, più controlli e una migliore educazione stradale. Sono le priorità indicate dai cittadini per rendere la mobilità più sicura ed evidenziate dal 19esima edizione del Rapporto sulla Sicurezza Stradale 2026 di Dekra Italia, illustrato a Roma alla Sala della Regina della Camera dei Deputati alla presenza, tra gli altri, del ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, e del vicepresidente della commissione Trasporti della Camera, Andrea Casu. Attraverso un’indagine dell’istituto Piepoli, realizzata in collaborazione con Ital Communications, Dekra ha approfondito il punto di vista degli italiani sulla sicurezza delle strade e di chi ci lavora. Il 59% considera molto o abbastanza sicure quelle che percorre abitualmente. Positivo, al riguardo, il giudizio per chi risiede nel nord ovest (72%) e nel nord est (69%). Come detto, le priorità che i cittadini indicano per rendere la mobilità più sicura sono la manutenzione (57%), maggiori controlli (48%) e una migliore educazione stradale (46%). Tra i comportamenti più pericolosi adottati alla guida l’utilizzo dello smartphone (63%), l’aver assunto alcol o droghe (59%), il mancato rispetto di precedenze, semafori e segnali stradali (44%), le condizioni di stanchezza o sonnolenza (42%). Per quanto riguarda invece i comportamenti personali, tra i più giovani si rilevano alcune condotte rischiose: il 26% dichiara di attraversare almeno qualche volta fuori dalle strisce o con il semaforo rosso, mentre il 22% ammette di superare i limiti di velocità. Il 67% degli intervistati esprime molta o abbastanza fiducia nella capacità delle tecnologie di contribuire alla prevenzione degli incidenti e il 71% concorda sul fatto che i sistemi di assistenza rendano la guida più sicura, pur nella consapevolezza dei limiti tecnologici. Per gli italiani, migliorare la sicurezza stradale è una responsabilità che riguarda tutti. Alla domanda su chi dovrebbe impegnarsi maggiormente, il 42% indica le istituzioni e le amministrazioni locali, il 40% i singoli cittadini e il 36% le forze dell’ordine. Seguono le scuole e il sistema educativo (22%) e le case automobilistiche e i produttori di veicoli (18%). In particolare, gli over 54 richiamano di più il ruolo delle istituzioni e del sistema educativo, mentre i più giovani attribuiscono maggiore responsabilità anche agli enti di ispezione e alle assicurazioni. Secondo i dati Aci-Istat, nel 2025, in Italia sono stati registrati in media 485 incidenti stradali, 7,9 morti e 652 feriti al giorno. Complessivamente, nel 2025 si sono verificati 177.207 incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno causato 2.868 decessi, con una riduzione di 162 decessi rispetto al 2024, pari al 5,3%. Rispetto al 2019, 41 province su 107 hanno registrato un aumento del numero dei morti sulle strade, mentre in 57 il dato è diminuito e in 9 è rimasto stabile. Diverse le misure proposte da Dekra per migliorare la sicurezza stradale dei lavoratori, attraverso una prevenzione che coinvolga infrastrutture, veicoli, formazione e tutela della salute. Tra le priorità una raccolta più completa dei dati sugli incidenti professionali, una maggiore protezione dei cantieri con barriere e segnaletica, l’impiego di dispositivi di assorbimento degli urti nei cantieri mobili. Sui servizi di emergenza Dekra chiede formazione, aggiornamenti periodici e sistemi di ritenuta che consentano al personale sanitario di operare in sicurezza. Infine, la diffusione della guida automatizzata deve essere accompagnata da regole chiare e condizioni d’impiego sicure, mentre le persone coinvolte in incidenti gravi devono poter accedere subito a un adeguato sostegno psicologico. “La strada come luogo di lavoro esige una svolta culturale, in cui innovazione tecnologica e responsabilità condivisa siano in stretta sinergia- ha detto il presidente di Dekra Italia, Toni Purcaro– Dal rapporto emerge una realtà complessa, dove la prevenzione assume un ruolo di primo piano per tutelare ogni utente, dai conducenti professionisti ai pedoni. I sistemi di assistenza di nuova generazione e l’automazione offrono straordinarie opportunità per ridurre gli incidenti stradali. Tuttavia, l’efficacia di questi strumenti dipende interamente da una rinnovata consapevolezza umana’. ‘La tecnologia offre grandi opportunità, ma se utilizzata male rischia di trasformarsi in una fonte di distrazione e delega della responsabilità- ha aggiunto Purcaro- Occorre, quindi, governarla attraverso una preparazione specifica e rigorosa. Solo investendo in infrastrutture moderne, promuovendo comportamenti collaborativi sulla strada e negli ambienti di lavoro integrando stabilmente la sicurezza nei piani aziendali sarà possibile muoversi concretamente verso l’obiettivo Vision Zero”. Per Toni Purcaro, presidente di Dekra Italia: “La strada come luogo di lavoro esige una svolta culturale, in cui innovazione tecnologica e responsabilità condivisa siano in stretta sinergia. Dal Rapporto Dekra 2026 emerge una realtà complessa, dove la prevenzione assume un ruolo di primo piano per tutelare ogni utente, dai conducenti professionisti ai pedoni. I sistemi di assistenza di nuova generazione e l’automazione offrono straordinarie opportunità per ridurre gli incidenti stradali. Tuttavia, l’efficacia di questi strumenti dipende interamente da una rinnovata consapevolezza umana. La tecnologia offre grandi opportunità, ma se utilizzata male rischia di trasformarsi in una fonte di distrazione e delega della responsabilità. Occorre, quindi, governarla attraverso una preparazione specifica e rigorosa. Solo investendo in infrastrutture moderne, promuovendo comportamenti collaborativi sulla strada e negli ambienti di lavoro integrando stabilmente la sicurezza nei piani aziendali sarà possibile muoversi concretamente verso l’obiettivo Vision Zero”. Per Santo Puccia, direttore del Servizio Polizia Stradale: “La Polizia Stradale è una delle specialità della Polizia di Stato che, nel corso della propria storia, ha pagato il tributo più alto in termini di vittime e feriti. La complessità del contesto in cui operiamo, la strada, e la gestione di situazioni critiche ed emergenziali espongono i nostri operatori a rischi significativi, soprattutto in condizioni di scarsa visibilità, nebbia o traffico intenso. La sicurezza degli operatori è strettamente connessa a quella di tutti gli attori coinvolti nella gestione delle emergenze, dai soccorritori sanitari ai Vigili del Fuoco, fino ad Anas. Come evidenziato anche dal Rapporto Dekra, la sicurezza stradale deve essere considerata a tutti gli effetti una componente della sicurezza sul lavoro. Lo studio offre un segnale incoraggiante, perché testimonia una crescente consapevolezza su questi temi. Per affrontare concretamente i rischi, abbiamo sviluppato linee guida operative condivise, che consentono di intervenire in modo coordinato ed efficace nelle situazioni di emergenza. A queste affianchiamo percorsi di formazione congiunta, perché la collaborazione e la preparazione comune sono strumenti fondamentali per tutelare chi ogni giorno opera sulla strada”. E Gaetano Servedio, direttore generale della Motorizzazione Civile, ha affermato: “La sicurezza stradale rappresenta una priorità per la nostra amministrazione, che è impegnata sul piano tecnico e operativo per rafforzare la prevenzione, i controlli e la formazione. Già abbiamo introdotto misure preventive, sanzionatorie ed educative. Parallelamente, stiamo promuovendo progetti di educazione stradale nelle scuole, con percorsi rivolti ai ragazzi a partire dai 14 anni, per favorire una maggiore consapevolezza dei rischi e dei propri limiti. Sul fronte dei controlli, stiamo lavorando per potenziare il sistema delle revisioni dei mezzi pesanti, attraverso l’apertura di centri di controllo privati con ispettori autorizzati e l’acquisizione di nuovi centri mobili, per rendere le verifiche più capillari ed efficaci. La sicurezza, infatti, riguarda tanto il comportamento del conducente quanto le condizioni del veicolo. Stiamo inoltre applicando le disposizioni europee che consentono, in presenza di specifici percorsi formativi e di accompagnamento, l’accesso alla guida professionale dei mezzi pesanti già a 18 anni. L’obiettivo è coniugare le esigenze del mondo del lavoro con una formazione adeguata e standard di sicurezza elevati, garantendo che i giovani conducenti siano preparati e accompagnati nel loro percorso professionale”. ![]() |


