(Sesto Potere) – Venezia – 26 ottobre 2026 – Dalla morsa dell’ozono estivo al ritorno delle polveri sottili invernali: in Pianura Padana l’emergenza inquinamento atmosferico non conosce tregua stagionale, strettamente connessa al cambiamento climatico.
A ricordarlo è Legambiente che, in occasione del V Summit “Aria Pulita per il Veneto” che si è tenuto il 23 ottobre 2026 a Venezia – promosso da Legambiente Veneto con la Regione e Arpa Veneto -, pubblica il bilancio dell’estate 2026 sulle concentrazioni di ozono nelle quattro regioni della Pianura Padana (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto).
Secondo l’associazione ambientalista l’estate 2026 è stata nera per le città capoluogo padane, non solo per le temperature record, ma anche per gli elevati livelli di ozono troposferico registrati dalle centraline urbane di monitoraggio della qualità dell’aria: dal 1° maggio al 30 settembre 2026 in tutte le 35 città capoluogo nell’area del bacino padano è stato superato il limite previsto dalla normativa di 25 giorni all’anno di sforamenti.
Nel dettaglio sono 4 le città ad aver superato i 100 giorni di sforamento (Bergamo con 116, Monza 111, Piacenza 104 e Brescia con 100); 18 le città ad aver raggiunto sforamenti compresi tra i 76 e i 99 giorni, triplicando il limite normativo; 10 le città che lo hanno almeno doppiato, con sforamenti compresi tra i 50 e i 74 giorni e 4 le città fuorilegge con sforamenti compresi tra 31 e 49 giorni.
In Veneto 4 dei 7 capoluoghi analizzati hanno superato di oltre 3 volte il limite dei 25 giorni (Vicenza 98, Padova 84, Verona e Rovigo 77), due capoluoghi di almeno il doppio (Venezia 66 e Treviso 60), solo Belluno, ultima in classifica per gli sforamenti nel bacino padano, si è fermata a 31.
Un peggioramento rispetto ai già preoccupanti valori registrati nel triennio precedente (2023-2025): sommando i giorni di sforamento di ogni anno per tutte le città analizzate in Pianura Padana, l’estate 2026 ha raggiunto la cifra cumulata di 2.834 giorni di sforamento, superando i 1.727 giorni registrati nel 2023, i 1.465 del 2024 e i 1.529 nel 2025.

