(Sesto Potere) – Forlì – 24 ottobre 2026 – “La Romagna vive con forte preoccupazione e per diverse ragioni, la tensione sociale che sta bloccando l’Italia meridionale e interessando giovani e studenti di tutto il Paese. Una situazione che coinvolge famiglie, tutte le Istituzioni e, naturalmente, l’intero sistema imprenditoriale. Legacoop Romagna, che associa cooperative di ambiti merceologici molto ampi, registra timori e malumori diffusi e trasversali, praticamente in tutti i settori. Oltre ad una percezione di paura probabilmente più profonda di quel che è accaduto in altri momenti storici, ad allarmare le imprese sono i fattori alla base delle proteste, perché rappresentano problemi di lunga durata del nostro tessuto economico e sociale, per i quali da troppo tempo mancano soluzioni, anche in un territorio storicamente florido come il nostro: aumento dell’inflazione (altalenante ma costante) e del costo della vita, crisi dei consumi, salari sempre più inadeguati, crisi energetica – aggravata da cicliche speculazioni – carenza di politiche industriali in grado di trainare lo sviluppo delle cooperative, crescita ferma”: scrivono in una nota congiunta Paolo Lucchi, Presidente di Legacoop Romagna; Romina Maresi, vice Presidente vicaria di Legacoop Romagna; e Valerio Brighi, vice Presidente di Legacoop Romagna.
“Il primo fattore di preoccupazione, anche per i romagnoli, è la percezione sempre più radicata che il Paese sia davvero davanti al baratro. A dilagare è una sfiducia nel futuro che inibisce i pensieri costruttivi, la disponibilità al confronto, la pazienza della mediazione. Un bel problema. L’Italia sta raccogliendo il risultato di una programmazione economica e finanziaria che, ormai da anni, ha finto di non vedere l’aumento delle differenze sociali e la ghettizzazione di intere categorie di lavoratori, di studenti e di famiglie. Di fronte al super potere dei social in termini di manipolazione e strumentalizzazione dei cittadini, oltre a stigmatizzare l’atteggiamento, bisognerebbe chiedersi perché – e da quanto tempo – gli italiani siano stati lasciati alla mercè di una solitudine sociale così profonda. Una lettura amara, che, tuttavia, Legacoop Romagna registra come filo conduttore di tutte le proteste che sono in corso”: aggiungono ancora Lucchi, Maresi e Brighi.
“Più di un settore è in già evidente difficoltà, anche in Romagna: l’agroindustriale, interessato da oltre una settimana dai fermi che bloccano l’ortofrutta in Campania, Sicilia e Puglia, con gravissimo impatto su una raccolta importantissima, che è quella del kiwi; la pesca e, naturalmente, la logistica e i trasporti, interessati dal maggiore aumento del carburante degli ultimi anni. Ma anche la Grande distribuzione organizzata e tutte le filiere industriali legate al trasporto su gomma che, per altro, vale la pena di ricordarlo, muove l’87% delle merci italiane. Grazie all’importante lavoro di Legacoop nazionale e delle altre sigle di categoria del settore, sono da mesi all’ordine del giorno, nel dialogo con il governo, una serie di misure fondamentali per superare la crisi energetica e ridare fiato alle imprese”: spiegano i tre dirigenti di Legacoop Romagna.
Ed i confronti col governo sono ripresi martedì scorso.
“Ad oggi si registra una disponibilità a rimettere mano al portafoglio da parte governativa, facendo partire misure (come il credito di imposta), che sarebbero già dovute arrivare da settimane. Massima è l’allerta nel verificare la pianificazione concreta degli aiuti. Ma, è inutile negarlo, aleggia anche una certa sfiducia. Sulla grave crisi energetica, Legacoop Romagna condivide le richieste che i Sindaci della Romagna e il Presidente della Regione Michele De Pascale hanno lanciato venerdì mattina, a Rimini, dal palco di “Fattore R”, l’evento che da dieci anni mette al centro del dialogo l’economia di questo territorio, le sue eccellenze imprenditoriali e i suoi bisogni: il problema va affrontato con un atteggiamento strutturale e non emergenziale, attraverso la pianificazione di aiuti e sostegni a cittadini ed imprese che escano dalla logica della programmazione a breve e guardino alla tenuta di tutto il sistema Paese, dalle imprese alle famiglie”: concludono il Presidente di Legacoop Romagna e i due vicepresidenti.

