(Sesto Potere) – Bologna – 22 ottobre 2026 – Non semplici luoghi di sepoltura, ma veri e propri archivi storici, culturali e identitari in cui si intrecciano arte e memoria collettiva. I cimiteri monumentali e storici dell’Emilia-Romagna hanno un ruolo centrale nel patrimonio culturale, offrendo spazi ricchi di memoria e curiosità. La valorizzazione dei siti cimiteriali è il cuore della legge regionale 21 del 2022, una norma unica in Italia che ha permesso, nel triennio 2023-2025, di avviare un’importante riqualificazione volta a favorire il turismo culturale.
La Regione Emilia-Romagna, nel biennio 2023-2024, ha stanziato circa 230mila euro per finanziare 38 progetti che hanno permesso di trasformare i cimiteri storici in musei diffusi, animati da festival musicali al tramonto, audioguide, podcast e percorsi digitali. Su ben 440 luoghi di sepoltura storici stimati sul territorio, sono già 31 le strutture, sia pubbliche sia private, che hanno ottenuto il marchio di qualità “Cimiteri monumentali e storici dell’Emilia-Romagna”.
Da gennaio 2023 è attivo anche un sito regionale dedicato il cui obiettivo è di valorizzare e far conoscere i cimiteri monumentali e storici dei territori. È quanto emerso nel corso della commissione Cultura e Parità presieduta da Elena Carletti che ha fatto il punto sugli effetti derivanti dall’introduzione della legge regionale per la tutela e la valorizzazione dei cimiteri storici.
Apprezzamento per il lavoro fatto dalla Regione è stata espressa dalle forze politiche. La stessa Carletti ha sottolineato come “questa legge abbia contribuito a far maturare sul territorio attenzione e progetti di valorizzazione”.
Nel dettaglio la diffusione dei cimiteri storici e monumentali sul territorio emiliano-romagnolo e alcune curiosità che li riguardano.
MODENA
È Modena la provincia con il maggior numero di cimiteri storici, ospitandone 131, pari al 31% dell’intero patrimonio regionale. Conta 6 marchi di qualità assegnati nel triennio. Fra le curiosità, il cimitero ebraico di Finale Emilia, istituito nel 1555, detiene il primato di antichità con data certa di tutta la regione. Al cimitero di San Cataldo è stato finanziato un innovativo progetto che prevede un itinerario di visita guidata interamente in cuffia.
BOLOGNA
Nel capoluogoregionalesi contano98 siti con 5 riconoscimenti ufficiali e 4 progetti finanziati nel 2024. Il cimitero monumentale della Certosa custodisce una scultura neoclassica di rilievo internazionale, ufficialmente inserita dall’Unesco come Patrimonio mondiale dell’umanità all’interno del sito dei Portici di Bologna. Vanta la presenza di ben 238 “tombe dipinte”, monumenti funebri decorati con affreschi o dipinti a muro, realizzati principalmente tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo.
FERRARA
A Ferrara, su 20 cimiteri censiti ci sono stati 6 riconoscimenti nel triennio e la quota più alta di finanziamenti regionali nell’anno 2023: 24mila euro su un totale di oltre 92mila euro stanziati. La Certosa monumentale di Ferrara è una delle tappe ufficiali della “European cemeteries route”. Inoltre, nel 2024 il camposanto estense è diventato un vero e proprio teatro all’aperto ospitando i “Carmina Burana” eseguiti al tramonto.
REGGIO EMILIA
A Reggio Emilia, su52 cimiteri, sono stati ottenuti 4 marchi e sono 4 progetti finanziati nel 2024. La città, dopo Modena, è stata fra le prime in Emilia-Romagna a costruire i cimiteri fuori dalle mura nel 1808, in osservanza dei decreti napoleonici. Fra i progetti finanziati spicca la rassegna artistica “Oltre”.
FORLÌ-CESENA
Nella provincia di Forlì-Cesena i cimiteri sono 36 cimiteri. Nel 2024 hanno ottenuto 3 dei 9 marchi totali assegnati in quell’anno grazie ai siti di Cesena, Forlimpopoli e Bagno di Romagna. La provincia è ricca di memorie legate alla Seconda guerra mondiale e alla Linea Gotica. Fra i progetti finanziati spicca il “Crocesanta CimiTour” a Bagno di Romagna e il percorso “All’ombra dei cipressi”, che racconta la storia locale attraverso le vite degli artisti sepolti a Forlì.
RAVENNA
Sono 22 i siti ravennati, di cui i cimiteri storici di Faenza e Lugo riconosciuti con il marchio regionale. A Lugo il cimitero monumentale è stato mappato e ripensato come un museo a cielo aperto fruibile dai turisti, mentre a Faenza i fondi regionali sono stati destinati alla salvaguardia e allo studio della chiesa di San Girolamo dell’Osservanza e della sua monumentale porta d’accesso.
PIACENZA
La provincia piacentina conta 40 siti e fra questi ha ottenuto il riconoscimento il cimitero di Castell’Arquato. Qui riposa il celebre librettista Luigi Illica, collaboratore di Giacomo Puccini.
PARMA
A Parma sono presenti 31 strutture e il riconoscimento è toccato al sito La Villetta. Qui è possibile visitare la tomba monumentale dedicata al violinista e compositore Niccolò Paganini.
RIMINI
A Rimini, su dieci cimiteri il riconoscimento è stato assegnato ai siti di Santarcangelo di Romagna e Verucchio. Al cimitero monumentale di Rimini è possibile visitare “La grande prua”, la tomba del regista Federico Fellini, realizzata dallo scultore Arnaldo Pomodoro.
Un capitolo a parte riguarda i cimiteri di guerra presenti sul territorio regionale: fanno parte della Commonwealth war graves commission, l’organizzazione intergovernativa che conserva le tombe e i luoghi di commemorazione delle forze armate della “Comunità britannica delle nazioni” coinvolte nel primo e nel secondo conflitto mondiale. La loro distribuzione ricalca il percorso seguito dagli eserciti alleati nell’avanzata che, al costo di quasi 9mila vite, li portò a sconfiggere le forze di occupazione nazifasciste tra l’estate del 1944 e la primavera del 1945. Dieci si trovano sul territorio della Romagna: tre nel Riminese (Coriano, Rimini, Riccione), quattro tra Cesenate e Forlivese (Cesena, Forlì, Meldola), tre nel Ravennate (Bagnacavallo, Faenza, Ravenna) mentre altri tre sono nel Bolognese (Bologna, Castiglione dei Pepoli, San Lazzaro di Savena) e uno nel Ferrarese (Argenta).

