(Sesto Potere) – Cesena – 14 ottobre 2026 – L’impegno dell’Istituto Oncologico Romagnolo nei confronti dell’Ospedale “Bufalini” di Cesena continua: a una sola settimana di distanza dall’inaugurazione dei nuovi ambienti del reparto di Medicina Nucleare arriva una nuova donazione da parte dell’organizzazione non-profit.
A beneficiarne, questa volta, l’Unità Operativa di Anatomia Patologica, che ha tagliato il nastro su un nuovo dispositivo del valore di circa 13.000 euro.
Si tratta di un microscopio a fluorescenza, volto al miglioramento della qualità diagnostica e di ricerca prodotta dallo staff della dott.ssa Francesca Becherini, al fine di aumentare la qualità e la precisione delle analisi, implementare metodiche avanzate di indagine e incrementarne l’efficienza operativa e il livello tecnologico. Un passo avanti deciso per una disciplina medica sempre più centrale, soprattutto dal punto di vista della presa in carico del paziente oncologico.
Se l’anatomia patologica era un tempo confusa con la “medicina dei morti”, che indagava sulla causa dei decessi delle persone tramite le autopsie, oggigiorno il ruolo del professionista della materia non solo fa la differenza da un punto di vista diagnostico, ma offre preziose indicazioni sulla strada corretta da intraprendere a livello di terapie. I passi avanti compiuti dalla ricerca nell’ambito della genetica hanno portato a riconoscere “l’impronta digitale” dei tumori: si è quindi scoperto come, a livello molecolare, possiamo avere neoplasie molto diverse che compaiono nel medesimo organo, o neoplasie molto simili in organi distanti tra loro. Per somministrare terapie sempre più efficaci e personalizzate, non si può prescindere da caratterizzazioni della patologia accurate. Per tutti questi motivi risulta così importante la donazione di un microscopio di ultima generazione che, in base alle parole della stessa dott.ssa Becherini, «amplierà significativamente le possibilità diagnostiche e scientifiche del laboratorio.
In particolare, il sistema a fluorescenza rivestirà un ruolo fondamentale per lo sviluppo e il potenziamento delle attività di immunofluorescenza nell’ambito del progetto dedicato alle biopsie renali dell’ASL Romagna, consentendo una più accurata caratterizzazione diagnostica dei campioni e contribuendo al miglioramento dei percorsi clinico-diagnostici in ambito nefropatologico.
Il sistema fotografico digitale ad alta risoluzione, caratterizzato da elevata sensibilità e accurata resa cromatica, permetterà inoltre l’acquisizione, l’archiviazione e la conservazione di immagini digitali di elevato valore scientifico. Tale strumentazione risulterà particolarmente utile nello studio di casi di patologia oncologica e non oncologica, favorendo la documentazione clinica, il confronto multidisciplinare e l’approfondimento diagnostico. La possibilità di costruire un archivio digitale di casistica clinica rappresenterebbe inoltre una risorsa preziosa per attività di studio, aggiornamento professionale e formazione continua del personale sanitario.
La disponibilità di questo microscopio consente quindi al reparto di rispondere in maniera sempre più efficace, moderna e integrata alle esigenze di diagnosi, cura e ricerca, con un concreto miglioramento della qualità dell’assistenza offerta ai pazienti».
La chiosa della cerimonia di inaugurazione è stata affidata infine a Fabrizio Miserocchi, Direttore Generale IOR e Presidente IRST “Dino Amadori” IRCCS. «Abbiamo accolto con grande entusiasmo la richiesta della dott.ssa Becherini di partecipare a questa iniziativa nell’ottica di una parola chiave che ispira da sempre la nostra attività: integrazione. Come IOR riteniamo fondamentale che tutti i professionisti, non solo gli oncologi, che partecipano al percorso di cura di un paziente facciano rete per dare ai pazienti della Romagna le migliori prospettive: l’auspicio è che con questo strumento l’Anatomia Patologica venga concretamente supportata nel suo ruolo sempre più centrale all’interno delle equipe multidisciplinari. Il fatto di poter offrire ai professionisti della cura strumenti che non rappresentino esclusivamente un miglioramento dal punto di vista tecnico ma che tengano conto anche dell’operatore e del suo comfort nello svolgimento del prezioso lavoro che portano avanti è per noi il miglior modo di realizzare la seconda parte del nostro motto: “insieme a chi cura”. Grazie al nostro canale privilegiato col mondo della Sanità possiamo indirizzare e redistribuire le risorse che riceviamo a chi ne ha più bisogno, anche a quei reparti come l’Anatomia Patologica di cui l’opinione pubblica percepisce meno l’importanza e la centralità. Anzi, si tratta della maniera più concreta che abbiamo per restituire al territorio la fiducia che ci viene espressa tramite le donazioni che raccogliamo: una vera e propria alleanza che, in vista della lunga stagione autunno-inverno che ci aspetta e che porterà a tutte le nostre iniziative di raccolta fondi del Natale, speriamo di poter ancora una volta suggellare e ribadire».

