(Sesto Potere) – Meldola (FC) 14 ottobre 2026 – Il Laboratorio di Bioscienze dell’IRCCS Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori “Dino Amadori” – IRST compie un significativo salto di qualità nella ricerca genomica e traslazionale grazie a un importante aggiornamento tecnologico.
Attraverso una donazione dell’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR), resa possibile grazie al fondamentale sostegno della Fondazione Corrado e Bruno Maria Zaini e al contributo della Banca d’Italia, assegnato allo IOR tramite bando, l’IRST si è dotato del nuovo sistema Chromium X.
Questa piattaforma avanzata, del valore di circa 115.000 euro, sostituisce la precedente strumentazione in uso dal 2018, ampliando nettamente la capacità di analisi dei campioni e aprendo nuove prospettive nello studio dell’eterogeneità cellulare e molecolare dei tumori solidi ed ematologici.
La nuova apparecchiatura è stata illustrata a Silvana Dal Magro, presidentessa della Fondazione Zaini, e Giovanni Zaini, amministratore del gruppo Corrado Zaini srl, dalle direzioni di IRST – Cristina Marchesi, direttrice generale e Martina Rosticci, direttrice sanitaria – IOR e dalle ricercatrici delle Unit del Laboratorio che la utilizzano nelle loro attività: le dott.sse Marcella Tazzari (coordinatrice Immune microenvironment adoptive and vaccine approaches Platform afferente alla Struttura di Terapie cellulari avanzate e tumori rari), Giorgia Simonetti (coordinatrice della Translational hematology Unit), Anna Tesei (coordinatrice Experimental pathology and modelling) e Paola Ulivi (direttrice ff Laboratorio Bioscienze).
Il sistema Chromium X è la tecnologia di riferimento nell’ambito del single-cell sequencing, un approccio di ricerca che consente di analizzare il profilo trascrittomico ed epigenetico di ogni singola cellula in modo individuale. Mediante un sofisticato sistema di microfluidica e associazione di marcatori molecolari, la piattaforma permette di mappare contemporaneamente migliaia di cellule per singolo esperimento.
In ambito oncologico, questo si traduce nella straordinaria capacità di dissezionare l’eterogeneità dei tumori, identificare sottopopolazioni cellulari rare o resistenti ai farmaci e studiare l’interazione tra cellule tumorali e sistema immunitario. Rispetto al sistema precedente, la nuova strumentazione incrementa notevolmente la produttività, consentendo di gestire più campioni in parallelo. La piattaforma è impiegata in modo trasversale da diversi gruppi del Laboratorio di Bioscienze per accelerare lo sviluppo di biomarkers predittivi e nuove strategie di terapia personalizzata.
L’acquisizione della strumentazione è il risultato dell’alleanza tra IRST e IOR, che ancora una volta ha saputo catalizzare la generosità del territorio, coinvolgendo una realtà filantropica come la Fondazione Corrado e Bruno Maria Zaini, da sempre attenta a sostenere l’innovazione scientifica e l’assistenza oncologica, e ottenendo un contributo attraverso un bando della Banca d’Italia.
“Questo importante investimento sottolinea il valore strategico delle alleanze tra l’Istituto e il territorio. Una collaborazione virtuosa che, potenziando le infrastrutture tecnologiche e la dotazione dei laboratori, offre ai ricercatori strumenti competitivi a livello internazionale per trasformare le scoperte di laboratorio in concrete opportunità di cura per i pazienti” ha commentato Cristina Marchesi, direttrice generale IRST.
“La ricerca e la tecnologia ultimamente hanno accelerato il passo in maniera vorticosa – spiega Fabrizio Miserocchi, direttore generale IOR – a maggior ragione in un ambito sentito e condiviso come quello sanitario e oncologico. Avevamo già donato un dispositivo simile all’IRST nel 2018, a conferma del fatto che oggigiorno i Chromium sono fondamentali se si vuole tenere standard d’eccellenza in laboratorio. Come ogni persona che utilizza uno smartphone almeno dal 2018 capirà perfettamente, negli ultimi otto anni sono stati eseguiti aggiornamenti incredibili in termini di potenzialità dello strumento: siamo quindi sicuri che i ricercatori dell’Istituto di Meldola sapranno mettere a frutto tali possibilità, per studi sempre più innovativi e farmaci sempre più personalizzati da portare al letto di chi attende nuove prospettive di cura. Non solo: studi più ambiziosi e competitivi si traducono in nuove possibilità di collaborazione scientifica, per mettere la Romagna sempre più al centro della mappa delle eccellenze oncologiche a livello nazionale e internazionale. In questa donazione abbiamo trovato nella Fondazione Corrado e Bruno Maria Zaini e in Banca d’Italia due partner attenti, generosi e sensibili alla tematica della lotta contro il cancro e delle nuove frontiere della tecnologia al servizio dei pazienti: li ringrazio di cuore per aver creduto nello IOR come interlocutore credibile e autorevole”.
“Per noi è una grande soddisfazione poter vedere concretamente come un investimento si trasformi in uno strumento al servizio della ricerca – aggiunge Silvana Dal Magro, presidente della Fondazione Corrado e Bruno Maria Zaini – è stato altresì un piacere conoscere i professionisti e le professioniste che utilizzeranno concretamente questo macchinario: quando sosteniamo la ricerca, non investiamo semplicemente in una tecnologia, ma nelle persone, nelle loro competenze e nella possibilità di raggiungere risultati che possano contribuire, nel tempo, a migliorare la salute e la qualità della vita. Le sfide che riguardano la ricerca e la salute sono sempre più complesse e richiedono competenze, risorse e capacità diverse. Per questo crediamo fortemente nel valore della collaborazione tra realtà che, pur avendo ruoli differenti, condividono una stessa visione. In questi anni abbiamo avuto modo di conoscere da vicino la realtà dello IOR, le persone che vi lavorano e il loro impegno quotidiano: la fiducia nasce dalla serietà, dalla trasparenza e dalla capacità di trasformare le risorse ricevute in progetti concreti”.

