(Sesto Potere) – Forlì – 13 ottobre 2026 – «Non accettiamo lezioni, né polemiche, da chi governa il Paese da quattro anni e non ha fatto abbastanza per sostenere la sanità pubblica. Le prese di posizione dei parlamentari di Centrodestra sulle liste d’attesa a Forlì scaricano sui territori e sulla Regione responsabilità che chiamano invece direttamente in causa il Governo, che continua a sottofinanziare strutturalmente il Servizio sanitario nazionale». Lo dichiara la consigliera regionale del Partito Democratico Valentina Ancarani (nella foto).
«L’ultimo Rapporto GIMBE stima in 18,8 miliardi di euro i “tagli invisibili” alla sanità pubblica tra il 2023 e il 2026, e in oltre 32 miliardi la forbice attesa per il triennio 2027-2029. Nel 2024 sono stati 5,8 milioni gli italiani che hanno rinunciato a visite ed esami, per i tempi d’attesa o per ragioni economiche. E a fine luglio è stato lo stesso ministro della Salute, Orazio Schillaci, ad avvertire che senza 5 miliardi aggiuntivi nella prossima legge di bilancio il Servizio sanitario nazionale rischia di “andare a sbattere”. La domanda, allora, sorge spontanea: dov’è oggi la voce dei parlamentari di maggioranza su quelle stesse risorse chieste dal loro Ministro e che nelle bozze della manovra non si vedono?».
«A inizio ottobre – continua – la Corte dei Conti si è espressa in modo inequivocabile sul decreto liste d’attesa varato nel 2024 con grande enfasi: le somme stanziate – 1.800 milioni tra il 2022 e il 2025 – non si sono tradotte “in un incremento strutturale dell’offerta sanitaria”, mentre la “carenza di personale” resta il nodo irrisolto. Senza assunzioni non c’è decreto che accorci un’attesa».
«Di ieri le analisi della Corte dei Conti sul Documento programmatico di finanza pubblica – prosegue Ancarani – che confermano purtroppo la portata del problema. Non abbiamo mai nascosto le criticità della sanità, né nazionali né regionali – conclude Ancarani -. Proprio per questo crediamo che il confronto debba partire dai dati e tradursi in interventi concreti. Ma le risorse nazionali e le scelte di bilancio si decidono in Parlamento: ai parlamentari di Centrodestra chiediamo quindi di passare dalle polemiche a un impegno concreto per finanziare il Servizio sanitario nazionale. Perché a pagare le conseguenze delle risorse insufficienti non sono le istituzioni che si rimpallano le responsabilità, ma le persone che aspettano una visita e i professionisti che ogni giorno garantiscono le cure».

